Terremoto in Abruzzo, un osservatorio vigila sulla ricostruzione
Lunedì, Maggio 4th, 2009
Foto. Abbiamo finito di scrivere il rapporto Ecomafia 2009 proprio mentre l’Abruzzo sprofondava nell’inferno. Paesi interi ridotti in cumuli di macerie. Morti, feriti e migliaia di persone che hanno perso tutto. Case, ospedali, edifici pubblici sbriciolati come niente, crollati come fossero fatti di sabbia.
Sabbia, appunto. Il ciclo illegale del cemento anche in Abruzzo ha fatto le sue vittime, quindi. Come a Sarno, ad Agrigento, in Irpinia e così via.
C’è stato un forte terremoto, certo, e non si vuole con questo dire che è solo colpa di chi ha costruito in quel modo; quanto piuttosto ricordare ancora una volta che, negli anni, nelle attività edilizie e negli appalti pubblici di questa regione si sono mossi organizzazioni criminali di tipo mafioso e i soliti colletti bianchi, imprenditori e funzionari pubblici complici nel costruire manufatti con calcestruzzo di pessima qualità.



In una giornata come questa mi sembrerebbe assurdo non dedicare un pensiero alla tragedia verificatasi stanotte in Abruzzo. Un terremoto del 6° grado della Scala Richter ha avuto come epicentro L’Aquila, per ora i morti accertati sono 92, i feriti 1500, ma si sta ancora scavando tra le macerie.


