Ecubo, una puntata dedicata alle “Navi a perdere”
Mercoledì, Dicembre 3rd, 2008Ecologia, energia ed economia: sono queste le tre tematiche che intende veicolare Ecubo, una trasmissione di Roberto Laurenzi giunta ormai alla sua seconda edizione. Un format di dodici puntate da trenta minuti l’una in onda ogni venerdì su Rai Uno alle 1.30 di notte.
La terza puntata di quest’anno, trasmessa il 14 novembre, è dedicata proprio alle “Navi a perdere” e in particolare alla vicenda della Jolly Rosso, così ben descritta da Lucarelli nell’ultimo romanzo uscito per VerdeNero.
Guarda su Ecubo “Navi a perdere”
“Navi a perdere” di Carlo Lucarelli


Rifiuti tossici utilizzati per costruire scuole e strade: è accaduto a Crotone e ve ne avevo parlato il mese scorso. Una delle tante storie di quell’Italia che mette il profitto al primo posto, anche se questo significa compromettere la salute dei propri concittadini.
Ve lo avevo già anticipato qualche mese fa, ma ora è una certezza. Navi a perdere, il romanzo scritto da Carlo Lucarelli per VerdeNero sarà presto in libreria.
Arsenico, zinco, piombo, indio, germanio e mercurio: 350 mila tonnellate di materiali tossici utilizzati per costruire scuole, alloggi popolari, villette, strade e una banchina portuale.
A volte le condanne sono un monito per la criminalità organizzata, ma sono allo stesso tempo anche un inquietante esempio dell’assoluta spregiudicatezza e del disinteresse per l’ambiente con la quale questi loschi figuri agiscono. E’ il caso di tre pseudo imprenditori che avevano organizzato, a partire dal 2001, un traffico di rifiuti tossici nella Murgia, in Puglia, con l’implicita collaborazione di proprietari di terreni, produttori e trasportatori di rifiuti. Rifiuti che venivano smaltiti e bruciati su terreni destinati alla coltivazione di foraggi per animali, ma anche di cereali e prodotti ortofrutticoli, nella zona di Santeramo in Colle, Valenzano, Corato e Modugno, in provincia di Bari. La tattica era questa: i faccendieri contattavano piccole società e agricoltori in difficoltà economica, che in cambio di denaro accettavano di smaltire queste schifezze sui loro terreni. Un vero attentato alla salute delle persone e dell’ambiente perché i rifiuti speciali smaltiti contenevano elevate concentrazioni di metalli pesanti, tutti altamente inquinanti e bioassimilabili, come cromo, cadmio, nichel e piombo. Gli “imprenditori”, grazie all’operazione “Murgia violata”, sono stati condannati a scontare pene che oscillano da uno a tre anni oltre che a pagare 93 milioni di euro al ministero dell’Ambiente e 90 milioni di euro a ciascuna delle due associazioni ambientaliste (Wwf e Vas) che all’epoca si costituirono parte civile nel processo. Altro da aggiungere? L’incapacità di abituarmi ad accettare la disinvoltura con cui tali gesti vengono compiuti. Leggi la notizia su 


