Posts Tagged ‘Rifiuti radioattivi’

Caorso, lo smantellamento delle centrali nucleari alla ‘ndrangheta?

Venerdì, Gennaio 29th, 2010

Secondo Gianni Lannes, direttore di Italia Terra Nostra, “lo Stato italiano, il governo Berlusconi, ha affidato lo smantellamento delle centrali nucleari alla ‘ndrangheta, ad una delle più potenti e pericolose ‘ndrine, tramite una società che si chiama Ecoge e ha sede a Genova”.

Non me lo sono inventato io. Basta che guardiate il video sopra per ascoltarlo direttamente dalla voce del giornalista pugliese già minacciato nel luglio scorso con un attentato incendiario per le sue inchieste su traffici illeciti, ambiente e armi.

Dalle parole di Lannes emergerebbe un collegamento tra lo smaltimento di rifiuti radioattivi legato alle centrali nucleari attive in Italia prima del referendum del 1987 e le navi dei veleni. Collegamento che vedrebbe coinvolte parti importanti dello Stato e aziende sia italiane che europee.

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Relitti fantasma, il caso delle navi è perdere non è ancora chiuso

Mercoledì, Dicembre 9th, 2009

Si è parlato a lungo delle navi a perdere, ma poi, come spesso accade sui grandi media, l’interesse è scemato e ora sembra che il problema non sussista più.

Così non è però, perché a prescindere se la nave a largo di Cetraro fosse la Cunsky o meno, sui nostri fondali marini c’è più di un relitto da disseppellire, e non bastano certo le rassicurazioni del ministero dell’ambiente a fugare i dubbi.

Vi segnalo allora un bell’articolo comparso su Punto Sostenibile, la nostra newsletter mensile, a firma di Antonio Pergolizzi, dell’Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente, che segue appena dopo il “Leggi tutto”. Un pezzo che ha anticipato di pochi giorni quello comparso oggi su Repubblica e intitolato “Navi dei veleni, c’è un nuovo pentito. Parlò degli affondamenti già nel 2004″, a dimostrazione che la parola fine, in questa vicenda, è ancora lungi da venire.

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Nessuna nave dei veleni. Nessun rifiuto radioattivo. C’è qualcosa che non torna…

Venerdì, Ottobre 30th, 2009

Sulla base di quanto riportato dal Ministero dell’ambiente la nave affondata a largo di Cetraro non sarebbe la Cunski mentre i fusti radioattivi precedentemente identificati non sarebbero tali, ma semplici prese d’aria cilindriche.

Sulla base dei rilevamenti effettuati dalla nave “Mare Oceano” inviata dal ministero, si tratterebbe della nave passeggeri “Catania” affondata nel 1917.

Sembrerebbe quindi tutto risolto: nessuna nave dei veleni, nessun rifiuto radioattivo. Ma sono troppi i conti che non tornano in questa storia.

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Navi a perdere, manifestazione nazionale ad Amantea

Venerdì, Ottobre 23rd, 2009

Proprio ieri vi ho aggiornato sulle ultime vicende legate alle navi a perdere in Calabria e oggi vi segnalo un evento estremamente importante che si terrà domani proprio ad Amantea.

Si chiama “A galla la verità” ed è una manifestazione nazionale per chiedere al governo di dare risposte immediate nell’interesse dei cittadini e della Calabria. L’appuntamento è alle ore 10 nella cittadina cosentina.

Vi segnalo anche un bell’articolo comparso nei giorni scorsi sul britannico Financial Times che si occupa proprio della vicenda delle navi a perdere avanzando l’ipotesi (neanche tanto ardita) di un collegamento tra i traffici di rifiuti radioattivi, le istituzioni italiane e la stagione nucleare nostrana conclusasi negli Anni 80. Per leggere l’articolo (in inglese) è sufficiente un’iscrizione gratuita e veloce.

“A galla la verità” manifestazione nazionale ad Amantea

Navi a perdere di Carlo Lucarelli

Jolly Rosso, si ritorna a parlare delle navi dei veleni

Lunedì, Settembre 14th, 2009

Foto L’Espresso. Si ritorna a parlare di Jolly Rosso e di navi di veleni, e la cosa non può che farmi piacere visto che l’ultima volta che ne avevo scritto su questo blog era per segnalare l’individuazione da parte della Procura di Paola dei rifiuti radioattivi in zona Serra d’Aiello, nei pressi del torrente Oliva.

Da quelle ricerche poi, purtroppo, era scaturito un nulla di fatto: l’ennesima archiviazione del caso, con grande gioia degli armatori Messina, proprietari della nave affondata.

Fortunatamente grazie al lavoro degli investigatori la vicenda dei rifiuti tossici interrati è rivenuta a galla e con essa quella delle navi a perdere.

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