Navi a perdere, le domande a cui dovrebbe rispondere il Ministero dell’ambiente
Venerdì, Novembre 6th, 2009
Secondo il Ministero dell’ambiente i dubbi circa il posizionamento del relitto ritrovato a largo di Cetraro non sarebbero fondati in quanto c’è “piena identificazione fra il relitto indagato in settembre (dalla Regione Calabria ndr) e quello ispezionato dalla Mare Oceano” e inoltre “le due navi che hanno svolto gli accertamenti si sono posizionate sulle identiche coordinate fornite dalla Procura di Paola e, quindi, dalla Dda di Catanzaro”.
Mentre le incongruenze circa le coordinate riferite all’affondamento della nave Catania e quelle dove la Mare Oceano avrebbe svolto le sue indagini sarebbe “spiegabile con i diversi criteri e tecniche di localizzazione di oggi rispetto a 90 anni fa quando i margini di approssimazione erano molto superiori a quelli odierni (stiamo parlando di più di 3 miglia ndr)”.
Ma i dubbi e le incongruenze non si limitano a questo e non basterà certo la pubblicazione (imminente, si legge sul sito del ministero) di tutte le immagini riprese dalla nave “Mare Oceano” nel corso degli accertamenti svolti sul fondale del Tirreno a largo di Cetraro (un gesto di trasparenza a posteriori inutile quanto tardivo) per dissipare tutte le incertezze che questa vicenda richiama.

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Sulla base di quanto riportato dal Ministero dell’ambiente la nave affondata a largo di Cetraro non sarebbe la Cunski mentre i fusti radioattivi precedentemente identificati non sarebbero tali, ma semplici prese d’aria cilindriche.
Si è tenuta il fine settimana scorso a Roma la terza edizione di “Contromafie. Stati generali dell’antimafia”, la manifestazione nazionale organizzata da Libera, l’associazione contro le mafie guidata da Don Luigi Ciotti, a cui hanno partecipato circa 2.500 persone giunte da tutt’Italia, ma anche dal resto d’Europa, dalla Russia, dal Messico, dalla Colombia, dall’Ecuador e dal Brasile.



