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Navi a perdere, i video del ministero dell’ambiente sono incompleti

Giovedì, Novembre 12th, 2009

Dovevano fugare ogni dubbio sul relitto ritrovato al largo di Cetraro, sulle coste calabresi, ma secondo il Wwf i video pubblicati sul sito del ministero dell’ambiente sono assolutamente incompleti.

“Il sito del Ministero consente di vedere alcuni spezzoni e poi rimanda a Youtube. Ma anche se avessimo a disposizione la versione integrale dei due video questo non risponde alla nostra richiesta. Sfido chiunque, non esperto, a dare una valutazione definitiva sui due video messi a disposizione” è il commento di Stefano Lenzi, responsabile del Settore legislativo all’interno del Wwf Italia.

Vi consiglio la lettura della bella intervista pubblicata da Maria Fernanda Piva su Blogeko e intitolata Intervista al Wwf sui video del relitto di Cetraro: “Sono incompleti e non fugano i dubbi”.

Leggi anche Navi a perdere, le domande a cui dovrebbe rispondere il Ministero dell’ambiente e Ci sono due navi a largo di Cetraro. Il caso delle navi a perdere va riaperto

Navi a perdere di Carlo Lucarelli

Navi a perdere, le domande a cui dovrebbe rispondere il Ministero dell’ambiente

Venerdì, Novembre 6th, 2009

Secondo il Ministero dell’ambiente i dubbi circa il posizionamento del relitto ritrovato a largo di Cetraro non sarebbero fondati in quanto c’è “piena identificazione fra il relitto indagato in settembre (dalla Regione Calabria ndr) e quello ispezionato dalla Mare Oceano” e inoltre “le due navi che hanno svolto gli accertamenti si sono posizionate sulle identiche coordinate fornite dalla Procura di Paola e, quindi, dalla Dda di Catanzaro”.

Mentre le incongruenze circa le coordinate riferite all’affondamento della nave Catania e quelle dove la Mare Oceano avrebbe svolto le sue indagini sarebbe “spiegabile con i diversi criteri e tecniche di localizzazione di oggi rispetto a 90 anni fa quando i margini di approssimazione erano molto superiori a quelli odierni (stiamo parlando di più di 3 miglia ndr)”.

Ma i dubbi e le incongruenze non si limitano a questo e non basterà certo la pubblicazione (imminente, si legge sul sito del ministero) di tutte le immagini riprese dalla nave “Mare Oceano” nel corso degli accertamenti svolti sul fondale del Tirreno a largo di Cetraro (un gesto di trasparenza a posteriori inutile quanto tardivo) per dissipare tutte le incertezze che questa vicenda richiama.

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Ci sono due navi a largo di Cetraro. Il caso delle navi a perdere va riaperto

Giovedì, Novembre 5th, 2009

Foto Andrea Grandi. Bene. Non era quindi uno supposizione fantascientifica quella che avevo formulato in questo blog il giorno 30 ottobre, proprio all’indomani della decisione del Ministero dell’ambiente di archiviare il caso della nave a perdere ritrovata a largo di Cetraro.

Il ministero aveva comunicato infatti alla stampa che la nave ritrovata nel Tirreno, a largo delle coste calabresi, non era la Cunski e che a bordo non c’era nessuno rifiuto radioattivo, ma che si trattava invece della nave passeggeri Catania, affondata nel 1917.

Ma come dicevo i conti non tornavano perché innanzitutto il piroscafo venne affondato almeno a 3,2 miglia di distanza (circa 5 chilometri) da dove la “Mare Oceano” ha effettuato i rilevamenti e inoltre erano veramente troppe le incongruenze da spiegare.

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Nessuna nave dei veleni. Nessun rifiuto radioattivo. C’è qualcosa che non torna…

Venerdì, Ottobre 30th, 2009

Sulla base di quanto riportato dal Ministero dell’ambiente la nave affondata a largo di Cetraro non sarebbe la Cunski mentre i fusti radioattivi precedentemente identificati non sarebbero tali, ma semplici prese d’aria cilindriche.

Sulla base dei rilevamenti effettuati dalla nave “Mare Oceano” inviata dal ministero, si tratterebbe della nave passeggeri “Catania” affondata nel 1917.

Sembrerebbe quindi tutto risolto: nessuna nave dei veleni, nessun rifiuto radioattivo. Ma sono troppi i conti che non tornano in questa storia.

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La lotta alle mafie, il ruolo della cultura e le navi a perdere

Martedì, Ottobre 27th, 2009

Si è tenuta il fine settimana scorso a Roma la terza edizione di “Contromafie. Stati generali dell’antimafia”, la manifestazione nazionale organizzata da Libera, l’associazione contro le mafie guidata da Don Luigi Ciotti, a cui hanno partecipato circa 2.500 persone giunte da tutt’Italia, ma anche dal resto d’Europa, dalla Russia, dal Messico, dalla Colombia, dall’Ecuador e dal Brasile.

Una tre giorni di lavoro che ha portato all’elaborazione di diverse proposte concrete, sintetizzabili nel Manifesto degli stati generali dell’antimafia presentato nella giornata conclusiva da Libero De Rienzo, l’attore che dà il volto a Giancarlo Siani nel film “Fortapàsc” di Marco Risi.

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