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I segreti, le omissioni e le minacce sul caso Moby Prince

Martedì, Gennaio 24th, 2012

Dopo avervi aggiornato nei giorni scorsi sulle ultime vicende legate alla tragedia del Moby Prince, oggi riprendiamo l’articolo di Alberto Testa, apparso su Sardegna Quotidiano, in cui Luchino Chessa (figlio del comandante Ugo Chessa, e autore della prefazione de Il vento porta farfalle o neve) racconta i depistaggi, le minacce e gli errori che hanno impedito di far luce sul più grande disastro della marina civile italiana.

«Segreti, omissioni e minacce su Moby Prince non mi fermo»

Parla il figlio del capitano della nave su cui nel ‘91 morirono 140 persone: «Nuovi elementi da verificare»

«Se sulla strage del Moby Prince tutto è chiaro, se è stato un incidente, perché mettono a soqquadro la mia casa e quella di mio fratello, perché rubano l’hard disk nell’ufficio di un nostro consulente, perché incendiano l’auto di un testimone dopo averlo stordito e gli portano via un dossier?».
Luchino Chessa, uno dei figli del comandante morto con la moglie nel rogo del traghetto, congeda al telefono i cronisti che impropriamente gli chiedono commenti sulla tragedia della “Concordia”. Leggi tutto

200 fusti tossici “cadono” davanti al porto di Livorno

Martedì, Gennaio 10th, 2012

Ancora una volta nel Mare Toscano, ancora una volta davanti al porto di Livorno, ancora una volta una brutta storia su cui incombe un sinistro mistero.

A poco più di dieci anni dalla tragedia del Moby Prince, in cui hanno perso la vita 140 persone e su cui, tra indagini depistate e segreti militari, non è mai stata fatta chiarezza, un altro “incidente” mette a rischio la salute dei livornesi e delle loro coste.

Il 17 dicembre una nave cargo della Grimaldi Lines parte da Catania con destinazione Genova, sfidando una situazione climatica critica: mare forza dieci, vento a 130 km orari e onde alte più di otto metri.
Invece che ripararsi in un porto, la nave, carica di cobalto e mobdileno (due metalli altamente tossici) continua il suo viaggio attraversando il Santuario dei Cetacei, quella porzione di Mar Tirreno compreso tra l’Isola di Gorgona e l’Elba.

La situazione precipita e, rischiando gravemente di affondare, la nave cargo perde 198 barili carichi di sostanze tossiche, che vanno a depositarsi a 500 metri di profondità. E tuttavia non viene lanciato nessun allarme, perché, a quanto sostiene l’equipaggio, la mancanza dei fusti è stata registrata solo all’arrivo al porto di destinazione. Leggi tutto