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Niente ministero dell’ambiente? Se fossimo un paese civile…

Venerdì, Aprile 18th, 2008

TotòÈ decisamente molto presto per cercare di tracciare gli scenari di quelle che potranno essere le politiche ambientali del nuovo governo. Come prima cosa sarà interessante capire dove andrà a collocarsi una competenza che sembra si accinga a perdere un ministero di riferimento: quella sull’ambiente.

È solo un passatempo, ma a vedere i toto-ministri si direbbe che possa sparire o finire (oggi, ma tutto potrebbe cambiare nel giro di poche ore) accorpato alle infrastrutture. Un male? Non necessariamente.

La tematica è per sua natura trasversale e quindi l’esistenza di un dicastero dedicato non è di per sé la garanzia del fatto che in ogni settore delle politiche nazionali vi sia un approccio ugualmente attento ai temi ambientali.

Si potrebbe supporre che la presunta (al momento) scomparsa del ministero dell’ambiente preluda a una generale assunzione di “responsabilità ambientale” da parte di tutti i ministri per le loro rispettive competenze. Viene da ridere, visto anche come brillava, in tal senso, l’esecutivo uscente.

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Politica, il futuro dell’ambiente

Martedì, Aprile 15th, 2008

fiori

Alla luce dei risultati delle elezioni, la domanda sorge spontanea: chi tutelerà il nostro inestimabile patrimonio ambientale d’ora in avanti? Chi sosterrà le politiche energetiche volte allo sviluppo delle rinnovabili? Chi difenderà il territorio dall’aggressione del cemento e della speculazione? E così via, con domande del genere potremmo proseguire per ore.

Venuti meno i Verdi, Rifondazione Comunista e in generale tutta la sinistra progressista, chi si occuperà di ambiente in Italia (a livello politico naturalmente)?

Sia chiaro, non che in questi anni siano stati compiuti miracoli, ma ho un brutto ricordo del dicastero dell’ambiente Matteoli 2001-2006, forse il punto più basso mai raggiunto in tema di ecologia.

E l’altra parte ovvero il Pd, con l’ambientalismo del fare, non mi sembra una controparte in grado di far pendere la bilancia verso l’ecologia.

E inoltre se è vero che la verità si allontana sempre molto dalle promesse, più sono modeste sono le promesse e più sarà modesta la realtà. No?

Date un’occhiata al programma ambiente del Pd e a quello del Pdl. Io non ho trovato grande soddisfazione.

Non so cosa ne pensate voi, ma io sono un po’ preoccupato…

Foto Flickr.

Italia, necessità senza virtù

Giovedì, Febbraio 28th, 2008

corruzione

Le ecomafie sono frutto di malcostume e il malcostume in Italia è diffuso. Non esisterebbero ecomafie se dai vertici del potere fino al più basso dei livelli sociali non vigessero ovunque determinate norme di comportamento. La peggiore di questa è la corruzione. E non esiste corruzione che non sia innanzitutto morale. In politica dovrebbe esistere un codice etico in vigore per tutti i partiti. Un codice non scritto per il quale non dovrebbe essere necessario gridare: “Basta candidare rinviati a giudizio”. In un paese civile non dovrebbe essere necessario fare appelli ai partiti affinché nelle liste poltiche compaiano solo candidati integerrimi. Ma in Italia sì. Nel paese del malcostume, nel paese dalle discutibili norme di comportamento, nel paese dove chi è condannato a cinque anni di carcere invece di fare pubblica ammenda esulta di fronte ai propri elettori, nel paese delle ecomafie, nel paese degli ecomafiosi - tanto per citare i Wu Ming - tutto questo è necessario. Ma in che paese viviamo? Foto Flickr.