L’Italia che non ama l’ambiente e le energie rinnovabili
Lunedì, Novembre 24th, 2008
Foto di Kevinthoule. Prosegue la barzelletta tutta italiana che vede il nostro Paese impegnato in una catastrofica battaglia contro l’approvazione del Pacchetto clima dell’Unione Europea.
E in un momento in cui anche gli Stati Uniti, con il neopresidente Obama, sembrano volersi avvicinare alle politiche ambientali del Vecchio Continente e dei sostenitori del Protocollo di Kyoto, Silvio Berlusconi e la sua cricca sono gli unici rimasti in campo a sventolare la bandiera del negazionismo climatico.
E suonano come un vero e proprio anacronismo le parole del premier il quale ieri, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, ha così dato forma al suo eco-pensiero: “…in un momento di crisi come questo è un’opera donchisciottesca portare avanti un’obiettivo sul quale non ci troviamo d’accordo con altri paesi nel mondo”.

Si chiama impronta ecologica ed è un indice statistico utilizzato per misurare la richiesta umana nei confronti della natura. Essa mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle.
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Il 30 novembre 2009 i governi del mondo si riuniranno a Copenhagen per la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Sarà il più grande vertice sul cambiamento climatico di sempre perché si dovrà decidere se tentare di risolvere il problema o proseguire sull’inconcludente linea di Bali (il vertice precedente).


