Posts Tagged ‘effetto serra’

L’Italia che non ama l’ambiente e le energie rinnovabili

Lunedì, Novembre 24th, 2008

Foto di Kevinthoule. Prosegue la barzelletta tutta italiana che vede il nostro Paese impegnato in una catastrofica battaglia contro l’approvazione del Pacchetto clima dell’Unione Europea.

E in un momento in cui anche gli Stati Uniti, con il neopresidente Obama, sembrano volersi avvicinare alle politiche ambientali del Vecchio Continente e dei sostenitori del Protocollo di Kyoto, Silvio Berlusconi e la sua cricca sono gli unici rimasti in campo a sventolare la bandiera del negazionismo climatico.

E suonano come un vero e proprio anacronismo le parole del premier il quale ieri, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, ha così dato forma al suo eco-pensiero: “…in un momento di crisi come questo è un’opera donchisciottesca portare avanti un’obiettivo sul quale non ci troviamo d’accordo con altri paesi nel mondo”.

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Impronta ecologica, agli italiani servirebbero più di due pianeti

Giovedì, Ottobre 30th, 2008

improntaSi chiama impronta ecologica ed è un indice statistico utilizzato per misurare la richiesta umana nei confronti della natura. Essa mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle.

La biocapacità globale è di circa 2,1 ettari pro-capite mentre in Italia ne consumiamo una media di 4,8 a testa. Sicuramente meno degli Stati Uniti, i maggiori divoratori di pianeta a livello globale, che si attestano sui 9,4 ettari, ma non per questo lo possiamo considerare un dato confortante. L’Italia infatti è al 24° posto nella classifica mondiale dell’impronta ecologica.

Questi dati sono stati presentati ieri a Roma, presso la sede del Wwf, in occasione della presentazione della settima edizione del Living Planet Report 2008. Nel corso della mattinata è stata presentata anche la nuova edizione de L’Impronta Ecologica di Mathis Wackernagel e William E. Rees, un libro pubblicato in Italia da Edizioni Ambiente che è diventato negli anni un vero e proprio classico negli studi sulla sostenibilità.

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Pacchetto clima, la miope politica dell’Italia

Martedì, Ottobre 21st, 2008

cambiamenti climaticiFoto Ecstaticist. “Abbandonare il pacchetto (clima-energia ndr) dell’Unione Europea è irresponsabile e drammatico”. Non lo ha detto un no global o un irriducibile ambientalista, ma il presidente di centrodestra della Francia, Nicholas Sarkozy.

La polemica di Sarkozy è diretta principalmente all’Italia, che già nei giorni scorsi aveva annunciato dura battaglia nei confronti degli obiettivi dell’Unione Europea, che intende ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020, aumentando contestualmente la quota di rinnovabili (20%) e di efficienza energetica (20%).

Non certo un obiettivo ambizioso, visto che proprio ieri il Wwf ha presentato un rapporto in cui afferma che i cambiamenti climatici stanno avvenendo più rapidamente e più violentemente del previsto, chiedendo un target di riduzione delle emissioni di almeno il 30%.

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Pacchetto clima, l’Italia dice no. Intervista a Stefano Caserini

Mercoledì, Ottobre 15th, 2008

co2, emissioni, gas serraFoto Angie Torres. Dovrà essere approvato entro l’anno il pacchetto clima-energia dell’Ue che prevede una riduzione entro il 2020 delle emissioni di gas serra del 20%, una quota di consumi di energie rinnovabili pari al 20% dei consumi totali e un incremento del 20% dell’efficienza energetica. Degli obiettivi, a dir la verità, piuttosto modesti.

Ma l’Italia non ci sta: “applicare il pacchetto così com’è ci costerebbe circa 181 miliardi di euro tra il 2011 e il 2020″. Questo, secondo il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola, porterebbe a una significativa riduzione del prodotto interno lordo. E unito agli effetti recessivi dell’attuale crisi finanziaria internazionale, renderebbe l’operazione insostenibile per il sistema industriale nazionale e anche per i cittadini.

Mi chiedo: ma Scajola ha mai sentito mai parlare di Nicholas Stern, ex economista capo della Banca Mondiale, che ha avvertito molto tempo fa circa gli effetti recessivi dei cambiamenti climatici?

Secondo Stern in caso di inazione, entro il 2050 i cambiamenti climatici faranno scendere il Pil del 5-20%. Questo a fronte di una riduzione attuale del 2% - la cifra proposta da Sir Nicholas.

Ne ho parlato con Stefano Caserini, Stefano Caserini, docente di Fenomeni di Inquinamento al Politecnico di Milano e autore per Edizioni Ambiente di “A qualcuno piace caldo”.

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Copenhagen 2009, la mobilitazione per il clima inizia ora

Lunedì, Ottobre 6th, 2008

Copenhagen 2009Il 30 novembre 2009 i governi del mondo si riuniranno a Copenhagen per la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Sarà il più grande vertice sul cambiamento climatico di sempre perché si dovrà decidere se tentare di risolvere il problema o proseguire sull’inconcludente linea di Bali (il vertice precedente).

I risultati fin qui ottenuti sono stati scarsissimi perché sostanzialmente si è deciso di andare avanti - a parte le vuote dichiarazioni d’intenti - sul modello “business as usual”.

Cosa significa andare avanti con il modello “business as usual”? Significa non fare assolutamente niente e portare il pianeta sull’orlo del collasso. Secondo gli scienziati britannici del Met Office infatti seguendo questa strada ci sarebbe un innalzamento delle temperature medie globali di 5,5-7,1 gradi centigradi entro il 2100.

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