Il commento di Patrick Fogli sulla questione amianto a Casale Monferrato
Mercoledì, Dicembre 21st, 2011
Abbiamo parlato negli ultimi giorni della decisione con cui il comune di Casale Monferrato ha accettato i soldi dei proprietari di Eternit, in cambio del ritiro dal processo che dovrebbe stanare i colpevoli delle migliaia di morti per amianto.
Patrick Fogli, scrittore e autore VerdeNero con il noir Vite Spericolate, ha scritto sul suo blog un commento che abbiamo deciso di riporporvi interamente qui si seguito.
Buona lettura!
Diciotto milioni (18.000.000) di euro.
Tenete a mente questa somma. Un bel numero, tanti zeri. Se siete abbastanza vecchi e ve la cavate con le moltiplicazioni, potete cercare di tradurlo in lire, per quello che conta. Siamo oltre la trentina di miliardi.
Mille e ottocento (1.800).
Un altro numero, che fa meno impressione, se non si specifica che si tratta di morti. Una stima per difetto, dei morti.
Quell’altro numero, che promette benessere e futuro, è un risarcimento.
Se vogliamo essere cattivi è il prezzo che chi ha procurato la morte dei mille e ottocento, è disposto a pagare perché su una parte di quello che ha fatto si possa mettere una pietra sopra.
Diciotto milioni, mille e ottocento. Sono diecimila (10.000) euro a cadavere.
Non mi importa se sono tanti o pochi, non me ne frega nulla neppure di discutere del prezzo di una vita umana. Ci sono i tribunali per questo.
Quello che mi interessa è raccontare questa storia. Leggi tutto

“L’aspettavamo tutti questa notizia. Con paura, e senza speranza, a dir la verità” scrive Stefania Divertito sul blog di
La Breda di Milano, la Sacelit di Bari, la Goodyear di Latina, e soprattutto l’Eternit che ha infestato Casale Monferrato, Rubiera, Bagnoli, Cavagnolo: sono storie che l’opinione pubblica non avrebbero conosciuto, con la legge bavaglio. Almeno, non le avrebbero conosciuto in tempo per inorridirsi, chiedere e ottenere misure per la propria incolumità fisica.
Si sono presentati in corteo davanti alla sede dell’Inail con una bara vuota e un sottofondo di marce funebri. E’ stato questo il gesto dimostrativo col quale più di cento lavoratori dell’azienda Belleli e dell’Arsenale della Marina militare di Taranto hanno manifestato due giorni fa nel capoluogo pugliese.


