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	<title>VerdeNero</title>
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	<description>ecomafie noir mafia libri</description>
	<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:50:01 +0000</pubDate>
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		<title>Un mese di lotte per dire NO ai caccia F-35</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2012/02/01/un-mese-di-lotte-per-dire-no-ai-caccia-f-35/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[appello disarmo]]></category>

		<category><![CDATA[f-35]]></category>

		<category><![CDATA[spese militari]]></category>

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		<description><![CDATA[
Leggiamo su blog di Giulio Cavalli, autore per VerdeNero di Nomi, cognomi e infami, un articolo sulle prossime mobilitazioni contro le spese (o, dovremmo dire, gli sprechi) militari. Gli appuntamenti sono tanti e le motivazioni ancora di più. Buona lettura!
Il mese di Febbraio 2012 sarà caratterizzato dalle azioni della campagna che culmineranno con una manifestazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/02/no-f35.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5344" title="no-f35" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/02/no-f35.jpg" alt="" hspace="6" vspace="6" width="166" height="168" /></a></p>
<p>Leggiamo su blog di Giulio Cavalli, autore per VerdeNero di <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=148:cavalli" target="_blank">Nomi, cognomi e infami</a>, un articolo sulle prossime mobilitazioni contro le spese (o, dovremmo dire, gli sprechi) militari. Gli appuntamenti sono tanti e le motivazioni ancora di più. Buona lettura!</p>
<p>I<strong>l mese di Febbraio 2012 sarà caratterizzato dalle azioni della campagna che culmineranno con una manifestazione a Roma di “consegna delle firme” al Governo.</strong></p>
<p>Dal <strong>7 febbraio</strong> associazioni e gruppi locali si attiveranno a sostegno della campagna “<strong>Taglia le ali alle armi</strong>” promossa da <strong>Sbilanciamoci!, Tavola della Pace e Rete Italiana per il Disarmo con il sostegno di Unimondo, GrilloNews e Science for Peace</strong> per chiedere al nostro Governo di non procedere all’acquisto di 131 caccia bombardieri Joint Strike Fighter F-35.</p>
<p>La data di inizio di questa nuova fase della campagna, che è attiva dal 2009 e già ha raccolto oltre 45.000 adesioni, non è scelta a caso: “In quello stesso giorno nel 2007 il sottosegretario Forcieri firmava l’accordo per la partecipazione alla seconda fase del programma – sottolinea Francesco Vignarca coordinatore di Rete Disarmo – in cui si mettevano le basi anche per il successivo acquisto. Ma senza prevedere, come recentemente è stato dimostrato, alcuna penale prima della firma di un nuovo contratto: qualcosa che non è mai avvenuto e che ci permetterebbe ancora un dietro-front”.<span id="more-5345"></span></p>
<p>Proprio quanto chiedono le realtà promotrici della campagna, che sottolineano gli enormi costi che avrebbe per il nostro paese una tale decisione (almeno 15 miliardi per l’acquisto e circa il triplo considerando anche il successivo mantenimento) in una fase di crisi economica che impone grossi sacrifici a tutti gli italiani.</p>
<p>“In un momento di grave crisi per tutto il Paese <strong>troviamo fuori luogo che il Ministro-Ammiraglio Di Paola nei suoi monologhi televisivi continui imperterrito a difendere l’F-35</strong>, promettendo al massimo qualche sforbiciata – precisa a riguardo Massimo Paolicelli della Rete Italiana per il Disarmo. – <strong>Parlare di un programma di elevato valore operativo, tecnologico e industriale vuol dire non tenere in considerazione i rilievi negativi dello stesso Pentagono ed i ripensamenti di molti paesi partner nel progetto</strong>”. Sono infatti diversi che denunciano il continuo lievitare dei costi a causa dei tempi di sviluppo e produzione che si allungano per mettere mano ai forti deficit qualitativi dell’aereo. <strong>Chi oggi dovesse firmare il contratto per l’acquisto dell’F-35 si assume la forte responsabilità di gettare al vento ingenti somme di denaro pubblico</strong>. “Che motivo abbiamo per farlo? Per la velleità di alcuni Generali di spacciare l’Italia per media potenza militare industriale, violando palesemente il dettato della nostra Costituzione”, conclude Paolicelli.</p>
<p>La campagna “Taglia le ali alle armi” è disponibile in qualunque sede ad un confronto con il Ministro Di Paola e i funzionari del Ministero della Difesa sui dati e sulle prospettive del programma F-35.</p>
<p>Gli stessi soldi stanziati per i caccia potrebbero essere impiegati in mille altri modi più utili sia economicamente che socialmente. “<strong>Con i 15 miliardi da spendere per gli F-35 potremmo costruire 45mila asili nido pubblici, creando oltre 200mila posti di lavoro – sottolinea Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci! – oppure mettere in sicurezza le oltre 13mila scuole italiane che non rispettano le norme antisismiche e quelle antincendio</strong>”; anche in questo caso il risultato sarebbe positivo anche sul fronte economico con nuove opportunità per moltissime imprese e decine di migliaia di posti di lavoro creati.</p>
<p>Le giornate di sostegno alla campagna (che si annunciano numerose e creative) culmineranno poi nella data del <strong>25 febbraio</strong>, scelta come giornata delle “<strong>100 piazze d’Italia contro i caccia F-35</strong>″.</p>
<p>“Il primo obiettivo di questa nuova mobilitazione è spingere il Parlamento e ogni singolo parlamentare a discutere in modo aperto e trasparente sugli F-35. L’appello lanciato dalla Marcia Perugia-Assisi dello scorso 25 settembre non deve cadere nel vuoto – ricorda Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace. – Il Parlamento deve impedire innanzitutto che si crei il fatto compiuto. L’Italia non può permettersi oggi di impegnare ulteriori 15 miliardi di euro, oltre ai quasi 3 già spesi, per l’acquisto e il mantenimento di questi bombardieri, senza che ci sia un chiaro e onesto dibattito pubblico sulle esigenze e le priorità a cui dobbiamo rispondere”.</p>
<p>In maniera simbolica l’avvio della mobilitazione è stato dato nel fine settimana a Verona, dal palco che ha ospitato la festa per il 5<strong>0° anniversario del Movimento Nonviolento</strong>. “La costruzione di un avvenire di nonviolenza parte anche da scelte concrete di disarmo e riduzione delle spese militari – sottolinea Mao Valpiana presidente dell’associazione fondata da Aldo Capitini – ed è quindi naturale che chi lavora quotidianamente in questa prospettiva di costruzione della pace sia tra i primi a muoversi contro questo mastodontico progetto d’armamento costosissimo, contrario allo spirito della nostra Costituzione e forse anche inutile militarmente”.</p>
<p>L’invito che la campagna lancia a tutti i gruppi locali impegnati su questi temi è quindi quello di organizzare momenti di informazione e raccolta firme, cercando anche di coinvolgere gli Enti Locali nell’approvazione di una mozione di sostegno alla mobilitazione.</p>
<p>Tutte le informazioni sulla campagna si possono trovare anche sui siti delle organizzazioni promotrici:</p>
<p><a href="www.perlapace.it " target="_blank">www.perlapace.it </a> (Tavola della Pace)</p>
<p><a href="www.disarmo.org" target="_blank">www.disarmo.org</a> (Rete Italiana per il Disarmo)</p>
<p>(da http://www.sbilanciamoci.org/2012/01/un-mese-di-mobilitazioni-per-dire-no-ai-caccia-f-35/)</p>
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		<title>Personaggio Ambiente Italia 2011, il sindaco che ha detto no al consumo di territorio</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>

		<category><![CDATA[stop al consumo di territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato assegnato ieri a Roma il premio Personaggio Ambiente Italia 2011, istituito l&#8217;anno scorso per dare un riconoscimento a chi svolge un ruolo di rilevanza nel settore ambientale italiano.
E&#8217; stato premiato quest&#8217;anno un nome poco noto, ma di cui avete già letto in questo blog, si tratta di Domenico Finiguerra, il sindaco di Cassinetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5337" style="margin: 6px;" title="domenico-finiguerra" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/domenico-finiguerra.jpg" alt="" hspace="6" vspace="6" width="175" height="158" />E&#8217; stato assegnato ieri a Roma il premio <strong>Personaggio Ambiente Italia 2011</strong>, istituito l&#8217;anno scorso per dare un riconoscimento a chi svolge un ruolo di rilevanza nel settore ambientale italiano.</p>
<p>E&#8217; stato premiato quest&#8217;anno un nome poco noto, ma di cui avete già letto in questo blog, si tratta di <strong>Domenico Finiguerra</strong>, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, tra i promotori del movimento <a href="http://blog.verdenero.it/2009/01/29/stop-al-consumo-di-territorio-una-campagna-contro-la-cementificazione/" target="_blank"><strong>&#8220;Stop al consumo di territorio&#8221;</strong></a> che ha detto no al profluvio di nuovi ampliamenti edilizi concessi dal piano casa regionale lombardo in applicazione di quello nazionale.</p>
<p>Il sindaco virtuoso ha ottenuto il <strong>17% delle preferenze</strong>, espresse da oltre 7500 utenti, responsabili del voto popolare, dopo che una prima selezione di candidati era stata effettuata dal Comitato tecnico, costituito da giornalisti ambientali delle principali testate nazionali.</p>
<p>Una menzione speciale, assegnata dal Comitato tecnico, è andata al <strong>Forum italiano dei movimenti per l&#8217;acqua</strong>, per il contributo al risultato del referendum sull&#8217;acqua pubblica del giugno scorso.</p>
<p>Visita <a href="http://www.personaggioambiente.it/index.php" target="_blank">Personaggio Ambiente Italia 2011</a></p>
<p>Leggi anche <a href="http://blog.verdenero.it/2010/01/25/cementificazione-follia-bipartisan-a-tutti-gli-effetti/" target="_blank">Cementificazione, follia bipartisan a tutti gli effetti</a></p>
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		</item>
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		<title>Porta la sporta!, la campagna per la riduzione dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si chiama &#8220;Porta la sporta!&#8221; ed è una campagna per la sensibilizzazione alla riduzione dei rifiuti promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, dal WWF, da Italia Nostra, dal Touring Club Italiano e da Adiconsum.
L&#8217;obiettivo è coinvolgere più soggetti possibili (singoli cittadini, aziende, di azienda e impresa, associazioni e organizzazioni no profit, istituti scolastici di ogni grado, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/bannerino_rettang1_settimana.jpg" alt="" title="porta_la_sporta" width="400" height="84" class="alignnone size-full wp-image-5332" /></p>
<p>Si chiama <strong>&#8220;Porta la sporta!&#8221;</strong> ed è una campagna per la sensibilizzazione alla riduzione dei rifiuti promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, dal WWF, da Italia Nostra, dal Touring Club Italiano e da Adiconsum.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è coinvolgere più soggetti possibili (singoli cittadini, aziende, di azienda e impresa, associazioni e organizzazioni no profit, istituti scolastici di ogni grado, enti e istituzioni nazionali e locali) nell&#8217;organizzazione di iniziative che abbiano come scopo la prevenzione e la riduzione degli imballaggi e di altri articoli usa e getta. Tutto questo dovrà avvenire <strong>dal 14 al 22 aprile</strong> prossimo.</p>
<p>Visitando il sito di &#8220;Porta la sporta!&#8221; è possibile avere una serie di <strong>consigli utili</strong>, divisi per categoria, su come ridurre la propria pattumeria e su come partecipare organizzando il proprio evento. </p>
<p>Per maggiori info visita <a href="http://www.portalasporta.it/index.htm" target="_blank">Porta la sporta!</a></p>
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		<title>I petrolieri trivellano il mare ma non pagano le royalties</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2012/01/24/il-governo-dice-stop-alle-trivellazioni-libere-in-mare/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Stefania Divertito]]></category>

		<category><![CDATA[Toghe verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi segnaliamo questo articolo comparso su Metro a firma di Stefania Divertito, autrice per VerdeNero Inchieste di Toghe verdi.
Si parla di petrolieri e di trivellazioni, di royalties mai pagate, di concessioni selvagge e di ecosistemi in pericolo.
Vi ricordiamo che potete seguire le battaglie di Toghe verdi sul blog omonimo curato dalla giornalista napoletana. 
Stop a trivellazioni libere. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5324" title="cartina_trivellazioni_italia" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/cartina_trivellazioni_italia.jpg" hspace="6" vspace="6" alt="" width="137" height="151" />Vi segnaliamo questo articolo comparso su <strong>Metro</strong> a firma di <strong>Stefania Divertito</strong>, autrice per VerdeNero Inchieste di <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=196:toghe" target="_blank"><strong>Toghe verdi</strong></a>.</p>
<p>Si parla di petrolieri e di <strong>trivellazioni</strong>, di royalties mai pagate, di concessioni selvagge e di ecosistemi in pericolo.</p>
<p>Vi ricordiamo che potete seguire le battaglie di Toghe verdi sul <a href="http://togheverdi.wordpress.com/" target="_blank"><strong>blog omonimo</strong></a> curato dalla giornalista napoletana. <span id="more-5321"></span></p>
<p><em><strong>Stop a trivellazioni libere.</strong> Lo ha deciso il governo cancellando la norma dal <strong>decreto liberalizzazioni</strong>. Dopo giorni di proteste l’esecutivo ha ceduto cassando la possibilità di privatizzare le «attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi».</p>
<p>Ma gli ambientalisti sono ancora in guerra perchè negli ultimi anni sono stati concessi numerosi <strong>“permessi di scavo”</strong> anche in zone dall’ecosistema fragile e delicato.</p>
<p>Come denunciato nel <strong>dossier lanciato dal WWF</strong> (<a href="http://togheverdi.files.wordpress.com/2012/01/wwf_dossier-petrolio-trivellazioni_2012_lr.pdf" target="_blank">qui per scaricare il dossier</a>) in Italia su <strong>136 concessioni</strong> di coltivazione in terra di idrocarburi liquidi e gassosi attive in Italia nel 2010, solo 21 hanno pagato le royalties alle amministrazioni pubbliche italiane, su 70 coltivazioni a mare, solo 28 le hanno pagate.</p>
<p>Su 59 società che nel 2010 operano in Italia solo 5 pagano le royalties (<strong>ENI, Shell, Edison, Gas Plus Italiana ed ENI/Mediterranea idrocarburi</strong>). Petrolieri e morosi, quindi. Come se non bastasse, esiste un amplissimo sistema di esenzioni, di aliquote sul prodotto e di canoni di concessione bassissimi, oltre ad agevolazioni e incentivi che, secondo il Wwf, le nostre acque sono oggetto di «una ricerca sovradimensionata di oro nero o di gas. Questo nonostante il petrolio, ad esempio, sia notoriamente poco e di scarsa qualità (la produzione italiana di petrolio equivale allo 0,1% del prodotto globale e il nostro Paese è al 49mo posto tra i produttori).</p>
<p>E la corsa all’oro nero non si ferma: se pensiamo che al 2011 sono <strong>82 le istanze di permesso di ricerca</strong> e i permessi di ricerca di idrocarburi liquidi o gassosi in mare (74 dei quali nelle regioni del Centro-Sud, 39 nella sola Sicilia) presentati al Ministero dello Sviluppo economico. Sono invece 204 le istanze di ricerca e i permessi di ricerca in terra (89 al Nord pari al 44%, 61 al Sud, pari al 30% e 54 nel Centro Italia, pari al 26%; tra cui spiccano nelle diverse aree geografiche: le 52 tra istanze e permessi presentati in Emilia Romagna che vanta il primato del Nord, i 22 in Abruzzo, prima nel Centro, e i 27 nella già colonizzata Basilicata, che ha il primato del Mezzogiorno, seguita dalla Sicilia, con 16).</p>
<p><strong>L’Italia è considerato un Paradiso Fiscale</strong> dalle aziende che cercano e coltivano gli idrocarburi: Nel nostro Paese vige un intollerabile e scandaloso regime di esenzioni dai pagamenti delle aliquote sul prodotto estratto a terra e mare, aliquote tra le più basse al mondo (che sono in media tra il doppio e sette volte di più), canoni di ricerca e coltivazione risibili.</p>
<p>Solo nel 2010, con una <strong>modifica al Codice dell’Ambiente</strong> sono state interdette le attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nelle aree protette e in un raggio di 12 miglia da queste e nelle acque di tutta le Penisola per gli idrocarburi liquidi, nel raggio di 5 miglia dalle linee di base costiere. Ma <strong>il petrolio in Italia è poco e di scarsa qualità</strong>: la produzione italiana di petrolio equivale allo 0,1% del prodotto globale e il nostro Paese è al 49mo posto tra i produttori.</p>
<p>“Tra il 2010 e 2011 in Puglia, sono arrivati 9 nuovi progetti , tra istanze e permessi di ricerca, di cui 2 della <strong>Spectrum Geo</strong> che coprono un tratto di mare ai fini della prospezione, di ben 30.580 Kmq. Un <strong>cambiamento radicale per le coste pugliesi</strong> e non solo. Con il nostro ricorso al TAR Lazio su una istanza della Petroceltic a ridosso delle Tremiti abbiamo ottenuto, in attesa del pronunciamento nel merito del 22 marzo, la sospensione di queste attività e posto l’accento sulla regolarità di procedure di valutazione di impatto ambientale su singole istanze che pur fanno parte dichiaratamente di progetti di ricerca unitari.  che tra l’altro usano indiscriminatamente la tecnica invasiva e dannosa per gli organismi marini dell’Air Gun”, commentano il Presidente del WWF Puglia, Antonio de Feo e Mauro Sasso, consigliere regionale del WWF Puglia referente per la biodiversità.</em></p>
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		<title>I segreti, le omissioni e le minacce sul caso Moby Prince</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Il vento porta farfalle o neve]]></category>

		<category><![CDATA[agip abruzzo]]></category>

		<category><![CDATA[concorda]]></category>

		<category><![CDATA[livorno]]></category>

		<category><![CDATA[Moby Prince]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo avervi aggiornato nei giorni scorsi sulle ultime vicende legate alla tragedia del Moby Prince, oggi riprendiamo l&#8217;articolo di Alberto Testa, apparso su Sardegna Quotidiano, in cui Luchino Chessa (figlio del comandante Ugo Chessa, e autore della prefazione de Il vento porta farfalle o neve) racconta i depistaggi, le minacce e gli errori che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/chessa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5314" title="chessa" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/chessa.jpg" alt="" hspace="6" vspace="6" width="150" height="99" /></a>Dopo avervi aggiornato nei giorni scorsi sulle ultime vicende legate alla tragedia del Moby Prince, oggi riprendiamo l&#8217;articolo di Alberto Testa, apparso su Sardegna Quotidiano, in cui Luchino Chessa (figlio del comandante Ugo Chessa, e autore della prefazione de <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=171:farfalle_o_neve" target="_blank">Il vento porta farfalle o neve</a>) racconta i depistaggi, le minacce e gli errori che hanno impedito di far luce sul più grande disastro della marina civile italiana.</p>
<p><strong>«Segreti, omissioni e minacce su Moby Prince non mi fermo»</strong></p>
<p>Parla il figlio del capitano della nave su cui nel ‘91 morirono 140 persone: «Nuovi elementi da verificare»</p>
<p>«Se sulla strage del Moby Prince tutto è chiaro, se è stato un incidente, perché mettono a soqquadro la  mia casa e quella di mio fratello, perché rubano l’hard disk nell’ufficio di un nostro consulente, perché incendiano l’auto di un testimone dopo averlo stordito e gli portano via un dossier?».<br />
Luchino Chessa, uno dei ﬁgli del comandante morto con la moglie nel rogo del traghetto, congeda al telefono i cronisti che impropriamente gli chiedono commenti sulla tragedia della “Concordia”.<span id="more-5313"></span></p>
<p><strong>Brutto mestiere il nostro&#8230; </strong><br />
Purtroppo per noi della sciagura del Moby Prince non se ne occupa più nessuno. Sui 140 morti, tra cui 25 sardi, la magistratura livornese ha messo una pietra tombale. Con un’archiviazione che ci ha sconcertato.</p>
<p><strong>Perché?</strong><br />
Nell’istanza di riapertura delle indagini c’erano tanti fatti nuovi o almeno riesaminati con una prospettiva diversa, che facevano pensare a uno scenario inquietante. La notte del 10 aprile del 1991, quando il Moby Prince ﬁnì contro una petroliera, nella rada del porto di Livorno c’era un traffico di armi movimentato su navi americane. Un traffico clandestino legato alla presenza Usa nella vicina base di Camp Darby. Si era all’ultimo giorno della Guerra del Golfo in Irak.</p>
<p><strong>Ne aveva parlato un testimone&#8230; </strong><br />
Il tenente Cesare Gentile della Guardia di Finanza. Aveva visto le navi americane militarizzate che caricavano armamenti, esplosivi e munizioni. Una testimonianza molto precisa, ma i tre Pm che hanno indagato dopo la riapertura dell’inchiesta, l’hanno considerata poco credibile. Questo dopo 15 anni dai fatti. Interrogandolo di nuovo hanno fatto passare questo ufficiale, ormai in pensione, per un malato di Alzheimer.</p>
<p><strong>Parlano di un equivoco, che si era espresso male&#8230; </strong><br />
Tenga conto di un altro fatto, gravissimo. Il rapporto del tenente Gentile, dove si denunciava il traffico d’armi, è sparito. Non è mai arrivato in Procura, nonostante sia stato regolarmente trasmesso dalla Guardia di Finanza. Il nostro legale, l’avvocato Carlo Palermo, ha sostenuto come ipotesi del disastro il fatto che il Moby Prince avesse trovato un ostacolo imprevisto proprio in una di quelle navi impegnate nel traffico d’armi. Al punto da fargli cambiare improvvisamente rotta, ﬁnendo così contro la petroliera Agip Abruzzo.</p>
<p><strong>Le nuove contestazioni formulate dai Pm, riguardavano anche un possibile traffico d’armi clandestino.</strong><br />
Quelle contestazioni la Procura di Livorno avrebbe dovuto farle 15 anni fa, adesso è troppo tardi e con l’archiviazione hanno cancellato tutto. Una chiusura tombale, deﬁnitiva, per dare la sensazione che la nostra richiesta di riapertura delle indagini non è servita proprio a niente.</p>
<p><strong>Vi contestano di aver “dissipato preziose risorse, riaprendo ferite mai rimarginate, creando illusioni nei vivi”.</strong><br />
La nostra associazione dei familiari delle vittime ha già dato una risposta in proposito. Non li disturberemo più. Per noi il tribunale di Livorno è un muro di gomma. I nostri legali sono già al lavoro e ci rivolgeremo ad un altro tribunale perché faccia ﬁnalmente giustizia.</p>
<p><strong>Avete già un orientamento? </strong><br />
Ci sono da rivedere i tracciati radar di almeno quattro postazioni. Non è pensabile che quella notte nessun occhio elettronico abbia visto nulla. Radar spenti, satelliti fuori uso, ma chi ci crede? Per di più con una presenza in porto di navi Usa militarizzate a due passi dalla base di Camp Darby.</p>
<p><strong>Una strada percorribile? </strong><br />
Noi andremo avanti, anche se abbiamo la sensazione che qualcuno ci segua passo passo, intralciando in tutti i modi il nostro lavoro di ricerca. Anche con le intimidazioni, come è successo quando falsi ladri hanno rovistato casa mia e quella di mio fratello. Come dire, statevene zitti e buoni. A furia di rovistargli l’ufficio, portando via l’hard disk e altro, i sabotatori notturni hanno costretto il nostro consulente navale Brandimarte a trasferirsi da Livorno a Marina di Carrara. Per non parlare dell’aggressione al testimone che stava andando a parlare col nostro avvocato.<br />
<strong><br />
Pensate ancora che sul traghetto sia stata fatta esplodere una bomba? </strong><br />
Le tracce di esplosivo sono state trovate, questo è certo. È uno degli scenari ipotizzati, ma su tutta la vicenda i dubbi sono ancora tanti. Vorremmo che fosse qualche altro tribunale a dissiparli. Siamo convinti che prima  o poi lo troveremo. Una strage come quella di Livorno non può restare impunita.</p>
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		<title>Toghe verdi, riparte il tour di Stefania Divertito</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 17:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Toghe verdi]]></category>

		<category><![CDATA[VerdeNero Inchieste]]></category>

		<category><![CDATA[Stefania Divertito]]></category>

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		<description><![CDATA[Riparte il tour di &#8220;Toghe verdi. Storie di avvocati e battaglie civili&#8221;, l&#8217;inchiesta realizzata per VerdeNero dalla giornalista napoletana Stefania Divertito.
Sono tre le tappe che vedranno impegnata Stefania a presentare il suo libro in giro per l&#8217;Italia. Il primo appuntamento è per il 27 gennaio, a Trento, in collaborazione con il comitato contro l&#8217;Acciaierie Valsugane. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5310" title="toghe_verd2" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/toghe_verd2.jpg" alt="" width="170" height="123" />Riparte il tour di <strong>&#8220;Toghe verdi. Storie di avvocati e battaglie civili&#8221;</strong>, l&#8217;inchiesta realizzata per VerdeNero dalla giornalista napoletana <strong>Stefania Divertito</strong>.</p>
<p>Sono tre le tappe che vedranno impegnata Stefania a presentare il suo libro in giro per l&#8217;Italia. Il primo appuntamento è per il <strong>27 gennaio</strong>, a Trento, in collaborazione con il comitato contro l&#8217;Acciaierie Valsugane. A seguire il <strong>3 febbraio</strong>, a <strong>Genova</strong>, presso la Libreria Feltrinelli, un evento in collaborazione con Legambiente</p>
<p>E per finire a <strong>Napoli</strong>, il <strong>16 febbraio</strong> prossimo, Toghe Verdi sarà ospite presso la Sala Conferenze O.D.C.E.C. a partire dalle ore 15 nell&#8217;ambito del convegno &#8220;L&#8217;impegno civile e professionale per la legalità del territorio e per lo sviluppo della Green Economy&#8221;.</p>
<p>Vi ricordiamo che per rimanere aggiornati sulle battaglie civili seguite da Toghe Verdi c&#8217;è online il <a href="http://togheverdi.wordpress.com/" target="_blank">blog omonimo</a> dove potrete avere aggiornamenti quotidiani.</p>
<p>Maggiori info su <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=196:toghe" target="_blank">Toghe verdi</a></p>
<p><a href="http://blog.verdenero.it/2011/12/14/stefania-divertito-presenta-toghe-verdi-video/" target="_blank">Stefania Divertito presenta Toghe Verdi. Video</a></p>
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		<title>Moby Prince 1991: comandanti di ieri e comandanti di oggi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Il vento porta farfalle o neve]]></category>

		<category><![CDATA[concordia]]></category>

		<category><![CDATA[Francesco Aloe]]></category>

		<category><![CDATA[Moby Prince]]></category>

		<category><![CDATA[schettino]]></category>

		<category><![CDATA[ugo chessa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ospitiamo oggi le parole che Francesco Aloe, autore de Il vento porta farfalle o neve, ci ha regalato per commentare un&#8217;importante sentenza, che a venti anni di distanza, riconosce la professionalità di Ugo Chessa, comandante della nave Moby Prince coinvolta nel tragico e inspiegato &#8220;incidente&#8221; che ha portato alla morte di 140 persone.
&#8220;Chiamatelo destino, disegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/mobyprice_3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5305" title="mobyprice_3" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/mobyprice_3.jpg" alt="" hspace="6" vspace="6" width="170" height="111" /></a>Ospitiamo oggi le parole che Francesco Aloe, autore de <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=171:farfalle_o_neve" target="_blank">Il vento porta farfalle o neve</a>, ci ha regalato per commentare un&#8217;importante sentenza, che a venti anni di distanza, riconosce la professionalità di Ugo Chessa, comandante della nave Moby Prince coinvolta nel tragico e inspiegato &#8220;incidente&#8221; che ha portato alla morte di 140 persone.</p>
<p>&#8220;Chiamatelo <strong>destino</strong>, disegno divino o semplice coincidenza. Io la chiamerò <strong>giustizia</strong>, buon senso o semplice rispetto. Ancora non ho deciso.</p>
<p>Nei giorni in cui i mass media e il web sprecano risorse ed energie per <strong>osannare eroi di carta</strong> e <strong>massacrare uomini di carne</strong>, una bella notizia si posa sulla mia testa stanca e nauseata, regalandomi un attimo di autentica e pura gioia: <strong>Ugo Chessa non è stato un codardo</strong> e non ha commesso errori; e ancora, il <strong>traghetto Moby Prince non era</strong> affatto una <strong>bagnarola</strong>.<span id="more-5304"></span></p>
<p>Lo so, la notizia non è nuova. Non lo è per me che, scrivendo <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=171:farfalle_o_neve" target="_blank">Il vento porta farfalle o neve</a>, mi ero reso conto da solo di che uomo fosse Ugo Chessa. Non lo è neanche per i suoi figli, Angelo e Luchino, perché lo sapevano già vent’anni fa. Ma lo è per un giudice, finalmente.</p>
<p>Nel <strong>2006 </strong>un <strong>giornalista de L&#8217;Europeo gettava ombre</strong> sul comportamento del <strong>comandante Ugo Chessa</strong> e <strong>sull’affidabilità del traghetto</strong>, pubblicando un articolo nel quale l’attacco nei confronti del comandante appariva violento quanto insensato. <strong>Angelo e Luchino Chessa lo citarono per diffamazione</strong>. Dopo sei anni il giudice Damiana Colla dà <strong>ragione </strong>ai <strong>figli del comandante</strong>, restituendogli in qualche modo la giusta luce che in troppi hanno provato a spegnere.</p>
<p>E’ una <strong>sentenza importante</strong>, questa. Perché ci ricorda che il <strong>traghetto </strong>era stato controllato circa un mese prima della tragedia, risultando <strong>perfettamente funzionante</strong>. Ci ricorda che i <strong>radar erano accesi</strong>, permettendo quindi una tranquilla navigazione anche nel bel mezzo di quello “strano fenomeno nebbioso” di cui tutti parlano ma che nessuno ha visto. Ma, soprattutto, toglie ogni dubbio sul <strong>comportamento esemplare che Ugo Chessa</strong> ha mantenuto, prima della collisione e durante i terribili attimi successivi.</p>
<p>Il <strong>risarcimento</strong>, dice Luchino Chessa, verrà <strong>utilizzato per la causa</strong>.</p>
<p>Chiamiamolo giusto destino.<br />
La nebbia, poco a poco, va via. Sempre.&#8221;</p>
<p><strong>Francesco Aloe</strong></p>
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		<title>&#8220;Lo sa il vento&#8221; protagonista a Cagliari per Passaggi Off 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lo sa il vento]]></category>

		<category><![CDATA[VerdeNero Inchieste]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Porcedda]]></category>

		<category><![CDATA[Maddalena Brunetti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Giovedì prossimo 19 gennaio, &#8220;Lo sa il vento. Il male invisibile della Sardegna&#8221;, l&#8217;inchiesta di Carlo Porcedda e Maddalena Brunetti, sarà protagonista di Passaggi Off 2012, una rassegna organizzata dal Centro studi Opìfice (Cagliari), dalla Casa lettrice Malicuvata (Bologna) e dal Circolo dei lettori Mieleamaro (Cagliari).
L&#8217;appuntamento con gli autori è presso il Manàmanà, in Piazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5300" title="losailvento" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/losailvento.jpg" alt="" width="453" height="640" /></p>
<p>Giovedì prossimo 19 gennaio, <strong>&#8220;Lo sa il vento. Il male invisibile della Sardegna&#8221;</strong>, l&#8217;inchiesta di Carlo Porcedda e Maddalena Brunetti, sarà protagonista di <strong>Passaggi Off 2012</strong>, una rassegna organizzata dal Centro studi Opìfice (Cagliari), dalla Casa lettrice Malicuvata (Bologna) e dal Circolo dei lettori Mieleamaro (Cagliari).</p>
<p>L&#8217;appuntamento con gli autori è presso il Manàmanà, in Piazza Savoia, a <strong>Cagliari</strong>, a partire dalle ore 19. Non mancate! </p>
<p>Maggiori info su <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&#038;view=item&#038;id=192:vento" target="_blank">Lo sa il vento</a></p>
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		<title>E-Book, l&#8217;Italia cresce ma è ancora molto indietro</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>

		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[Bookrepublic]]></category>

		<category><![CDATA[ebook]]></category>

		<category><![CDATA[libri digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Come VerdeNero siamo estremamente interessati agli sviluppi dell&#8217;editoria digitale e già tempo fa vi avevamo segnalato la presenza di diversi nostri testi su Bookrepublic, il più grande portale italiano di ebook.
Arriva ora qualche dato interessante sulla crescita di questa, che per ora, è solo una nicchia di mercato. Secondo i dati pubblicati dall&#8217;AIE, riportati da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5296" title="sony-latest-ebook-reader" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/sony-latest-ebook-reader1.jpg" hspace="6" vspace="6" alt="" width="153" height="180" />Come VerdeNero siamo estremamente interessati agli sviluppi dell&#8217;editoria digitale e già tempo fa vi <a href="http://blog.verdenero.it/2010/07/29/leggi-verdenero-anche-in-formato-ebook/" target="_blank">avevamo segnalato</a> la presenza di diversi nostri testi su <a href="http://www.bookrepublic.it/" target="_blank"><strong>Bookrepublic</strong></a>, il più grande portale italiano di ebook.</p>
<p>Arriva ora qualche dato interessante sulla crescita di questa, che per ora, è solo una nicchia di mercato. Secondo i dati pubblicati dall&#8217;AIE, riportati da <a href="http://www.satisfiction.me/ebook-qualche-numero-del-mercato-italiano/" target="_blank"><strong>Satisfiction</strong></a>, la porzione di mercato relativa al digitale è passata dallo <strong>0,04 del 2010 allo 0,2 del 2011</strong> mentre il catalogo degli ebook è aumentato, passando dai 1619 del 2009 ai circa 20mila dello scorso anno.</p>
<p>Si tratta principalmente di &#8220;<strong>t</strong><strong>esti brevi</strong>, per lo più racconti o saggi&#8221; scrivono su Satisfiction &#8220;porzioni di romanzi editi o inediti, accessibili per prezzo – molto basso – e portabilità&#8221;.</p>
<p>Una lieve crescita quindi, che non ha niente a che vedere con i numeri degli <strong><a href="http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/usa-gli-e-book-sorpassano-i-libri/85347?video" target="_blank">Usa</a></strong>, dove gli ebook hanno praticamente superato i libri cartacei, o del <strong>Regno Unito </strong>che, come riporta <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/mobile/2012/01/12/news/if_book_then-27962530/" target="_blank">Repubblica</a>, vanta un<span> 3,7% di penetrazione degli ebook e 400mila titoli disponibili in lingua.</span></p>
<p>Comunque per chi fosse interessato all&#8217;argomento il prossimo 2 e 3 febbraio a Milano si terrà la conferenza internazionale <a href="http://www.ifbookthen.com/" target="_blank"><strong>IfBookThen</strong></a> (interamente in lingua inglese), promossa e organizzata da Bookrepublic.</p>
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		<title>VerdeNero in onda su Iris Mediaset</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[Collana VerdeNero]]></category>

		<category><![CDATA[Lapponi e criceti]]></category>

		<category><![CDATA[Nicoletta Vallorani]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi segnaliamo un appuntamento televisivo per VerdeNero. Domani giovedì 12 gennaio alle ore 15.15 andrà in onda su Iris, canale gratuito Mediaset disponibile sul digitale terrestre, un servizio sulla nostra collana.
Il servizio è stato girato nel mese di Novembre scorso all&#8217;interno (e all&#8217;esterno) della nostra redazione di Milano.
Nel corso della trasmissione potrete ascoltare un&#8217;intervista al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5288" title="Iris" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine-1.png" alt="" hspace="6" vspace="6" width="148" height="79" />Vi segnaliamo un appuntamento televisivo per VerdeNero. Domani <strong>giovedì 12 gennaio</strong> alle ore 15.15 andrà in onda su <strong>Iris</strong>, canale gratuito <strong>Mediaset </strong>disponibile sul digitale terrestre, un servizio sulla nostra collana.</p>
<p>Il servizio è stato girato nel mese di Novembre scorso all&#8217;interno (e all&#8217;esterno) della nostra redazione di Milano.</p>
<p>Nel corso della trasmissione potrete ascoltare un&#8217;intervista al nostro direttore <strong>Alberto Ibba</strong> e a <strong>Nicoletta Vallorani</strong>, autrice per VerdeNero Romanzi di <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=154:vallorani&amp;Itemid=11" target="_blank"><strong>Lapponi e Criceti</strong></a>.</p>
<p>Per chi se lo perdesse, promettiamo di pubblicare presto online sul nostro canale <strong><a href="http://www.youtube.com/verdenero10?gl=IT&amp;hl=it">You Tube</a></strong> il video intero della trasmissione.</p>
<p>Vedi <a href="http://www.iris.mediaset.it/" target="_blank">Iris Mediaset</a></p>
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