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	<title>VerdeNero</title>
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	<description>ecomafie noir mafia libri</description>
	<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 15:04:36 +0000</pubDate>
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		<title>Quarto giorno. Diario di bordo dalla Rainbow Warrior</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 15:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Siamo arrivati al quarto giorno di navigazione sulla Rainbow Warrior e proprio stamattina abbiamo attraccato a Genova con circa 12 ore di anticipo sulla tabella di marcia.
Ricordo a tutti che la nave sarà aperta ai visitatori sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19. Non perdetevi quest&#8217;occasione perché sarà una delle ultime per poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="243"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cQVT-N_PjyE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/cQVT-N_PjyE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="243"></embed></object></p>
<p>Siamo arrivati al quarto giorno di navigazione sulla <strong>Rainbow Warrior</strong> e proprio stamattina abbiamo attraccato a <strong>Genova</strong> con circa 12 ore di anticipo sulla tabella di marcia.</p>
<p>Ricordo a tutti che la nave sarà aperta ai visitatori <strong>sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19</strong>. Non perdetevi quest&#8217;occasione perché sarà una delle ultime per poter visitare la nave, che sarà presto sostituita dalla <strong>Rainbow Warrior 3</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;ultima sarà interamente realizzata da Greenpeace (e non adattata come è successo con la Rainbow Warrior 2) rispettando tutti i criteri di sostenibilità conosciuti per questo tipo di imbarcazioni.</p>
<p>Ma arriviamo al punto. Questo viaggio nel Mediterraneo della Rainbow Warrior nasce dalla necessità di lanciare la <strong>campagna &#8220;No al nucleare&#8221;</strong> di cui vi parlavo un paio di giorni fa. Intanto guardatevi il video sopra mentre io proseguo col mio racconto.</p>
<p><span id="more-3120"></span><br />
<strong>Andrea Lepore</strong>, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace, spiega benissimo i motivi per cui il nucleare italiano è solo una chimera e perché è necessario abbandonare questa follia assoluta.</p>
<p>Ripassiamone i punti principali: innanzitutto la reperibilità della materia prima, l&#8217;<strong>uranio</strong>, che non cresce certe nei giardini delle nostre case e non risolverebbe in nessun modo il problema della dipendenza energetica. </p>
<p>A seguire lo <strong>smaltimento delle scorie radioattive</strong>, un problema mai risolto se pensate che ci stiamo ancora palleggiando con la Francia quelle prodotte dalle poche centrali attive fino alla metà degli anni Ottanta in Italia.  </p>
<p>E infine i <strong>costi</strong>. Come spiega bene Andrea nel video girato proprio all&#8217;interno della Rainbow Warrior il <strong>nucleare di terza generazione</strong> è tuttaltro che sicuro. Meno che mai economico. Tanto per fare un esempio eclatante, il <a href="http://www.nextville.it/news/77" target="_blank">cantiere di Olkiluoto</a>, in Finlandia, dove la francese Areva sta cercando di costruire un reattore di terza generazione (Epr) con ritardi tuttora incalcolabili, problemi di sicurezza e crescita esponenziale dei costi.</p>
<p>Detto questo, se volete aiutare Greenpeace nella sua campagna antinucleare potete visitare il sito <strong>Nuclear lifestyle</strong> e <strong>firmare l&#8217;appello</strong> contro il ritorno dell&#8217;atomo - siamo già a quota 66 mila. </p>
<p>Allo stesso modo potete lasciare il vostro messaggio di dissenso chiamando il <strong>numero verde 800864884</strong>. Un messaggio che poi Greenpeace provvederà a consegnare ai candidati regionali alle prossime elezioni.</p>
<p>Chiudo questo diario raccontandovi questa quarta giornata a bordo. L&#8217;arrivo a Genova era previsto per stasera, ma per una serie di concause è stato anticipato a stamattina. Siamo sbarcati verso le nove nel capoluogo ligure dove per la prima volta abbiamo ritoccato terra.</p>
<p>Ma il viaggio non finisce qui, personalmente rimarrò sulla nave almeno fino a domani in attesa dell&#8217;open boat e sperando di raccontarvi ancora qualche altro aneddoto interessante. Vi prometto inoltre nei prossimi giorni la pubblicazione di molte delle foto che ho scattato in questi giorni e dei video circa i momenti salienti del viaggio.</p>
<p>Visita <a href="http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/" target="_blank">Nucleare Lifestyle</a></p>
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		<title>Terzo giorno. Diario di bordo dalla Rainbow Warrior</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 22:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo al terzo giorno di navigazione e le cose sembrano finalmente mettersi per il meglio. Dopo due giorni di mal di mare, infatti, vuoi perché il mare si va calmando, vuoi perché il mio corpo si inizia ad abituare agli ondeggiamenti, sembra tornato tutto sotto controllo.
Questo fa sì che io mi possa godere a pieno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3110" title="greenpeace-gommone" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/03/dsc00027-copia.jpg" alt="" hspace="6" vspace="6" width="180" height="135" />Siamo al <strong>terzo giorno di navigazione</strong> e le cose sembrano finalmente mettersi per il meglio. Dopo due giorni di mal di mare, infatti, vuoi perché il mare si va calmando, vuoi perché il mio corpo si inizia ad abituare agli ondeggiamenti, sembra tornato tutto sotto controllo.</p>
<p>Questo fa sì che io mi possa godere a pieno la vita sulla <strong>Rainbow Warrior</strong> e seguire meglio tutto quello che succede.</p>
<p>Oggi è giornata di esercitazioni in mare, il cosiddetto <strong>boat training</strong>, reso possibile dal sole che splende e dal mare relativamente calmo.</p>
<p><span id="more-3101"></span><br />
L&#8217;equipaggio si allena a calare in acqua i gommoni simulando delle azioni in mare. Va avanti tutto il pomeriggio e proseguirà anche la sera in uno splendido scenario notturno, illuminati solo dalle stelle.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3117" title="piotta" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/03/dsc_0050-copia.jpg" alt="" hspace="6" vspace="_blank" width="180" height="120" />Sulla nave gli orari sono prettamente nordici, pranzo a mezzogiorno e cena alle sei, ma stasera c&#8217;è una sorpresa in tavola.<strong> Tommaso Zanello aka &#8220;Piotta&#8221;</strong>, unico degli artisti protagonisti della presentazione &#8220;No al nucleare&#8221; a rimanere in nave con noi, prepara una pasta all&#8217;amatriciana per dare saggio delle prelibatezze della cucina romana.</p>
<p>L&#8217;esperimento ha successo sia con gli italiani che con il resto della truppa, almeno è quanto sono riuscito a leggere negli occhi soddisfatti di tutti, visto che sono vegetariano e non ho potuto partecipare a questo rito propiziatorio.</p>
<p>Siamo ancora nel bel mezzo del Santuario dei cetacei e probabilmente arriveremo a Genova con largo anticipo perché a causa del maltempo dei giorni scorsi molte soste e attività che erano state programmate sono venute meno.</p>
<p>Un breve accenno al Santuario dove, secondo una ricerca compiuta da Greenpeace nel 2008, <strong>il numero dei cetacei è diminuito drasticamente rispetto agli anni 90</strong>. Si parla addirittura del 50% in meno di stenelle e del 75% in meno di balenottere.</p>
<p>Nato nel 1999 da un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco, quest&#8217;area protetta non è mai stata tutelata a dovere. Innanzitutto dal traffico marittimo, il Santuario infatti è percorso da navi di diverso tipo (container, petroliere, traghetti ecc.) che provocano <strong>inquinamento</strong> delle acque e <strong>rumore</strong> eccessivo, che compromette la capacità dei cetacei di comunicare tra loro, e dalla <strong>pesca illegale</strong> che, nonostante i divieti, continua a far la sua comparsa in queste acque.</p>
<p>E infine per chiudere, ciliegina sulla torta, la decisione del governo italiano di <a href="http://blog.verdenero.it/2008/09/22/rovigo-e-livorno-litalia-ha-due-nuovi-rigassificatori/" target="_blank">autorizzare la costruzione di un rigassificatore offshore</a> proprio a largo della costa tra Pisa e Livorno nel bel mezzo del Santuario.</p>
<p>Maggiori informazioni sul Santuario le trovate su <a href="http://www.greenpeace.org/italy/campagne/oceani/santuariodeicetacei" target="_blank">queste pagine del sito di Greenpeace</a>, per i nuovi aggiornamenti vi rimando invece a domani, sempre dalla Rainbow Warrior.</p>
<p>La foto di Piotta è stata scattata da Diletta Pierangeli</p>
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		<title>No al nucleare. Diario di bordo dalla Rainbow Warrior di Greenpeace</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 10:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dopo due giorni di silenzio forzato ecco il primo diario di bordo dalla Rainbow Warrior, la nave di Greenpeace sulla quale mi sono imbarcato martedì da Porto Ercole.
Innanzitutto partiamo dal silenzio forzato, causato dalle pessime condizioni del mare. Fino a ieri mattina la nave era scossa dalle onde violente del Tirreno che, secondo alcuni membri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/03/capitano.jpg" hspace="6" vspace="6" alt="" title="capitano" width="180" height="135" class="alignleft size-full wp-image-3089" />Dopo due giorni di silenzio forzato ecco il primo diario di bordo dalla <strong>Rainbow Warrior</strong>, la nave di <strong>Greenpeace</strong> sulla quale mi sono imbarcato martedì da Porto Ercole.</p>
<p>Innanzitutto partiamo dal silenzio forzato, causato dalle pessime condizioni del mare. Fino a ieri mattina la nave era scossa dalle onde violente del <strong>Tirreno</strong> che, secondo alcuni membri dell&#8217;equipaggio, avrebbe raggiunto <strong>forza 7</strong>.</p>
<p>Non essendo propriamente un lupo di mare ho iniziato a riprendermi giusto oggi. Scrivere al computer con questo tempo vi assicuro che non è facile. Venite che vi racconto che cosa è successo in questi giorni.</p>
<p><span id="more-3088"></span><br />
Sono partito martedì con un pulmino di Greenpeace dalla stazione Termini in direzione Porto Ercole, dove ci ha raggiunto la Rainbow Warrior, appena reduce da un&#8217;azione nella centrale di Montalto di Castro. Contemporaneamente all&#8217;azione è stato presentato direttamente sull&#8217;imbarcazione il singolo &#8220;No al nucleare&#8221;, scritto da Adriano Bono &#038; Torpedo Sound Machine, 99 Posse, Leo Pari, Piotta e Punkreas.</p>
<p>A prenderci a <strong>Porto Ercole</strong> è venuto il <strong>gommone di Greenpeace</strong> guidato da Mehdi, mio attuale compagno di cabina. Dopo averci letteralmente imbacuccato con tute arancioni e salvagenti (vedi la foto sotto), ci hanno trasportato a bordo della nave. Con me c&#8217;erano altri due giornalisti, Gianpiero di Radio Popolare e Diletta di DNews, <strong>Giorgia Monti</strong>, <strong>responsabile campagna mare di Greenpeace</strong>, e Simona, attivista e aiuto cuoca della nave.</p>
<p><img src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/03/imbarco.jpg" hspace="6" alt="" title="imbarco" width="400" height="300" class="alignnone size-full wp-image-3094" /></p>
<p>Finché siamo rimasti nella zona coperta del porto il gommone viaggiava senza troppi sobbalzi, ma appena siamo usciti in mare aperto le onde ci hanno iniziato a sbattere a destra e sinistra costringendo Mehdi a fare lunghi salti per evitarle.</p>
<p>Abbiamo raggiunto in pochi minuti la <strong>Rainbow Warriors</strong> in uno stato di evidente entusiasmo, non sapendo che la parte peggiore doveva ancora arrivare&#8230; La prima complicazione si è verificata nel momento di salire sulla nave. Il mare sbatteva qua e là il gommone e ci sono voluti diversi tentativi prima di riuscire a imboccare l&#8217;entrata, dove ci aspettava un membro dell&#8217;equipaggio per accoglierci.</p>
<p>Devo ammettere che l&#8217;impatto con la nave è stato veramente terribile. Personalmente non mi era mai capitato di confrontarmi con un mare tanto grosso e l&#8217;unica soluzione, per le prime 20-24 ore, è stato imbottirmi di cerotti e pillole contro il mal di mare e starmene buono buono a letto.</p>
<p>Fortunatamente ieri pomeriggio il mare si è calmato e ho avuto la possibilità di farmi un giro per la nave e conoscere tutti i membri dell&#8217;equipaggio. Tra questi devo sicuramente qualcosa a <strong>Leslie</strong>, il medico neozelandese della nave, che mi aiutato a superare la fase più difficile dell&#8217;imbarco con i suoi preziosi consigli, e Mehdi, che martedì mi ha praticamente messo a letto. Ma in generale devo dire che l&#8217;equipaggio si è rilevato estremamente cordiale e soprattutto comprensivo nei confronti dei malesseri di noi &#8220;novizi&#8221;.</p>
<p>Vi decrivo un po&#8217; la nave. La <strong>Rainbow Warrior</strong> è un&#8217;imbarcazione di circa <strong>50 metri</strong> con motore diesel e tre alberi, e può contenere più o meno <strong>30 persone</strong>. </p>
<p><img src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/03/rainbow-warrior.jpg" hspace="6" alt="" title="rainbow-warrior" width="400" height="300" class="alignnone size-full wp-image-3097" /></p>
<p>Ieri abbiamo costeggiato tutta la Toscana, navigando praticamente nel bel mezzo del <strong>Santuario dei cetacei</strong>. Finora nessun avvistamente di delfini, stenelle o capodogli, ma magari nei prossimi giorni andrà meglio.</p>
<p>Il pomeriggio lo abbiamo dedicato alle regole della nave, sia quelle più generali che quelle relative alla sicurezza, impartiteci del capitano nella cabina di comando. Una nave richiede molta organizzazione, soprattutto se è la tua casa 365 giorni l&#8217;anno, e bisogna evitare in ogni modo di diventare un intralcio per il lavoro altrui.</p>
<p>Tutto ciò vale a dire conoscere il codice interno e rispettarlo, dalle cose più banali come la condivisione delle pulizie a bordo fino alla conoscenza dei comportamenti da adottare in caso di emergenza.</p>
<p>Degli artisti che si sono esibiti a bordo martedì è rimasto solo Tommaso &#8220;Piotta&#8221;, rapper romano e inviato de La Repubblica, che mi ha raccontato proprio ieri quanto è stato complicato cantare il singolo con gli altri mentre imperversava il maltempo (Qui in basso trovate il video dell&#8217;esibizione).</p>
<p><object width="400" height="243"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Xx6WMBovky0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Xx6WMBovky0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="243"></embed></object></p>
<p>Vi terrò aggiornati sul proseguio del viaggio e spero di poter uploadare al più presto altre foto e qualche video, in particolare quello dell&#8217;imbarco in gommone.</p>
<p>Vi ricordo che la nave arriverà sabato mattina a Genova dove si fermerà nel porto per un open boat che durerà due giorni.</p>
<p>Visita il sito di <a href="http://www.greenpeace.org/italy/" target="_blank">Greenpeace</a></p>
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		</item>
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		<title>VerdeNero sulla nave di Greenpeace per dire no al nucleare</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2010/03/08/verdenero-sulla-nave-di-greenpeace-per-dire-no-al-nucleare/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>

		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi segnalo che da domani porterò VerdeNero sulla Rainbow Warrior 2, l&#8217;ammiraglia di Greenpeace costruita nel 1989. L&#8217;occasione è il lancio del nuovo singolo intitolato &#8220;No al Nucleare&#8221; e realizzato da 99 Posse, Piotta, Punkreas, Adriano Bono &#38; Torpedo Sound Machine e Leo Pari per la campagna di Greenpeace contro il nucleare.
Il singolo sarà lanciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3085" title="rainbow-warrior-2" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/03/rainbow-warrior-2.jpg" alt="" hspace="6" vspace="6" width="180" height="119" />Vi segnalo che da domani porterò VerdeNero sulla <strong>Rainbow Warrior 2</strong>, l&#8217;ammiraglia di Greenpeace costruita nel 1989. L&#8217;occasione è il lancio del nuovo singolo intitolato <strong>&#8220;No al Nucleare&#8221;</strong> e realizzato da <strong>99 Posse</strong>, <strong>Piotta</strong>, <strong>Punkreas</strong>, <strong>Adriano Bono &amp; Torpedo Sound Machine</strong> e <strong>Leo Pari</strong> per la campagna di Greenpeace contro il nucleare.</p>
<p>Il singolo sarà lanciato il <strong>9 marzo</strong> con una diretta via streaming dalla nave Rainbow Warrior 2 e si potrà scaricare gratuitamente sul sito dell&#8217;associazione ambientalista.</p>
<p>La nave partirà poi alla volta di <strong>Genova</strong>, dove attraccherà sabato prossimo dopo aver compiuto un lungo giro nel Santuario dei cetacei. Per qualche giorno, insomma, avrete gli aggiornamenti (racconti di bordo, immagini e video) di questo viaggio proprio dal blog di VerdeNero. Non perdeteveli!</p>
<p>Maggiori info sul sito di <a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/musica-nucleare" target="_blank">Greenpeace</a></p>
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		<title>Rischio idrogeologico e cemento per tutti</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2010/03/05/rischio-idrogeologico-e-cemento-per-tutti/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 07:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<category><![CDATA[Speculazione edilizia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia è un paese costantemente sull’orlo del disastro. Un paese pericolante, sfregiato dall’abusivismo edilizio e dall’anarchia cementificatoria, con piani regolatori che hanno puntualmente disatteso i rischi idrogeologici e sismici. 
A cui si aggiungono incendi e disboscamenti, che rendono i terreni fragili e franosi, ed edifici costruiti con calcestruzzo scadente o con evidenti errori progettuali. 
Cattiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/03/gasperina-frana.jpg" hspace="6" vspace="6" alt="" title="frana" width="180" height="135" class="alignleft size-full wp-image-3079" />L’Italia è un paese costantemente sull’orlo del disastro. Un paese pericolante, sfregiato dall’<strong>abusivismo edilizio</strong> e dall’anarchia cementificatoria, con piani regolatori che hanno puntualmente disatteso i <strong>rischi idrogeologici</strong> e sismici. </p>
<p>A cui si aggiungono <strong>incendi</strong> e <strong>disboscamenti</strong>, che rendono i terreni fragili e franosi, ed edifici costruiti con calcestruzzo scadente o con evidenti errori progettuali. </p>
<p>Cattiva amministrazione del territorio cui vanno aggiunte le conseguenze dei <strong>mutamenti climatici</strong>, con fenomeni meteorologici più intensi e frequenti. </p>
<p>Dunque, un paese che ogni anno si confronta con <strong>frane</strong>, <strong>alluvioni</strong>, crolli. Senza che ciò abbia mai portato a una seria strategia di <strong>messa in sicurezza del territorio</strong>, di ripensamento del modo di costruire, di maggiore rispetto e salvaguardia degli ecosistemi.</p>
<p><span id="more-3077"></span><br />
Dopo i pianti in diretta tv e i funerali di Stato, si ritorna alla vita di sempre. Le immagini di <strong>Maierato</strong>, provincia di <strong>Vibo Valentia</strong>, di un intero costone di montagna che viene giù come fosse un fiume in piena, con 2.300 abitanti sfollati, e i <strong>crolli in Campania</strong>, le frane di Giampilieri e San Fratello, in provincia di Messina, di Ischia, provincia di Napoli, sono solo gli ultimi episodi di una lunga scia di morte. Dove la causa è principalmente riconducibile all’uomo, piuttosto cha alla natura &#8220;infame&#8221;. </p>
<p>Il perché è spiegato nel dossier di Legambiente e del Dipartimento della Protezione civile, <strong>Ecosistema Rischio 2009</strong>, dove emerge che circa il 70% del territorio urbanizzato, ben 5.581 comuni, sorge su aree a <strong>rischio idrogeologico</strong>, con gravi ritardi nella prevenzione per il 68% delle amministrazioni pubbliche. </p>
<p>Ancora, secondo il dossier, si registra <strong>&#8220;troppo cemento lungo i corsi d’acqua e in prossimità di versanti franosi e instabili&#8221;</strong>: inevitabile, dunque, l’elevato pericolo frane e alluvioni in Italia. Nessuna sorpresa se i corsi d’acqua si riprendono i loro letti naturali, travolgendo case e capannoni. </p>
<p>Scendendo più nel dettaglio, di quel <strong>70% di comuni a rischio idrogeologico</strong>, nel 28% dei casi sono presenti addirittura interi quartieri e nel 54% fabbricati e insediamenti industriali; nel 20% dei casi sono presenti strutture sensibili o strutture ricettive turistiche; e nel 36% dei comuni non viene ancora realizzata una manutenzione ordinaria delle sponde. </p>
<p>E ancora, nonostante sia così pesante l’urbanizzazione delle zone a rischio, appena il 7% delle amministrazioni comunali ha provveduto a delocalizzare abitazioni e solo nel 3% dei casi sono stati avviati interventi di delocalizzazione dei fabbricati industriali. </p>
<p>Nel 15% dei comuni mancano ancora i piani urbanistici che prevedono vincoli all’edificazione delle aree a rischio idrogeologico: i dati sulla pesante urbanizzazione delle zone a rischio nel paese dimostrano come sia urgente dare maggiore efficacia a questi strumenti normativi. </p>
<p>E in più ci si mette il <strong>Piano Casa</strong> recentemente approvato dalle Regioni, che in molti casi peggiora la situazione accrescendo i rischi: può consentire nuove deroghe senza alcun rispetto per le regole della prevenzione del rischio idrogeologico. </p>
<p>Come se l’Italia non fosse già uno dei maggiori produttori e consumatori al mondo di <strong>cemento</strong>, secondo l’Istat <strong>ogni cittadino italiano ne consuma ogni anno 800 chili</strong>, con una incredibile capacità edificatoria: nel decennio 1995-2006 si è registrato un incremento del costruito pari a 3,1 miliardi di metri cubi.</p>
<p>Con il pretesto di rilanciare l’economia, il Governo nazionale fa ricorso alla vecchia logica del <strong>&#8220;più cemento per tutti&#8221;</strong>, consentire nuove cubature mentre tutto intorno crolla e frana alle prime piogge.<br />
<strong><br />
Miopia politica</strong>, interessi di parte e incoscienza collettiva sono ancora la cifra delle politiche del territorio, a ogni livello e grado. Non sono servite a nulla le tragedie, sempre più ricorrenti, degli ultimi anni. Un grande <strong>Piano nazionale di messa in sicurezza</strong> e di <strong>riqualificazione del territorio</strong>, la risposta migliore per scongiurare altri lutti e altre devastazioni e rilanciare l’edilizia di qualità, rimane solo utopia. Nonostante tutto. </p>
<p><em>Antonio Pergolizzi - Osservatorio ambiente e legalità Legambiente</em></p>
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		<title>Nasce VerdeNero Romanzi. In libreria Il pozzo dei desideri di Sabina Morandi</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 10:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il pozzo dei desideri]]></category>

		<category><![CDATA[VerdeNero Romanzi]]></category>

		<category><![CDATA[Sabina Morandi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ero molto ansioso di parlarvi di questo nuovo progetto VerdeNero e ora finalmente ci siamo. Esce oggi in tutte le librerie d&#8217;Italia VerdeNero Romanzi, una nuova collana di romanzi inediti su temi ambientali e sociali che va ad ampliare il lavoro fatto in questi anni da VerdeNero Noir - e naturalmente da VerdeNero Inchieste. 
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/03/morandi.jpg" hspace="6" vspace="6" alt="" title="morandi-sabina-il-pozzo-dei-desideri" width="126" height="180" class="alignleft size-full wp-image-3070" />Ero molto ansioso di parlarvi di questo nuovo progetto VerdeNero e ora finalmente ci siamo. Esce oggi in tutte le librerie d&#8217;Italia <strong>VerdeNero Romanzi</strong>, una nuova collana di romanzi inediti su temi ambientali e sociali che va ad ampliare il lavoro fatto in questi anni da VerdeNero Noir - e naturalmente da VerdeNero Inchieste. </p>
<p>La novità di VerdeNero Romanzi è rappresentata dal formato e dal progetto grafico completamente nuovi, con <strong>copertine originali disegnate da Gipi</strong>, uno dei più bravi autori di fumetti in circolazione e maestro della graphic novel.</p>
<p>Il primo titolo della collana si chiama <strong>Il pozzo dei desideri</strong> di <strong>Sabina Morandi</strong>, giornalista free-lance esperta in divulgazione scientifica che negli ultimi anni ha condotto inchieste e reportage nelle aree petrolifere.</p>
<p><span id="more-3065"></span></p>
<p>Il pozzo dei desideri è la storia della passione fra due nemici irriducibili: <strong>Adriano Arceri</strong>, presidente di una grande compagnia, e <strong>Mara Tramel</strong>, ex militare dei corpi speciali convertitasi all&#8217;ambientalismo e decisa a infiltrarsi fra i petrolieri per un&#8217;operazione di spionaggio. </p>
<p>Una storia che si dipana all&#8217;interno di un <strong>romanzo-inchiesta</strong> che segue le azioni di una compagnia petrolifera paradigmatica, in un fitto intrecciarsi di protagonisti sparsi ai quattro angoli del mondo, seguendo il filo conduttore disegnato dagli impianti estrattivi: dall’Arabia Saudita al Caspio, dall’Ecuador alla Cina.</p>
<p>Uno scenario che corre diritto verso il fondo del barile, che la <strong>fine del petrolio</strong> comporterà inevitabilmente. Un romanzo molto attuale che fa riflettere profondamente sulla situazione socio-economica in cui viviamo.</p>
<p>Nei prossimi giorni, come di consueto, raggiungerò l&#8217;autrice per un&#8217;<strong>intervista</strong> sul libro. State con le &#8220;orecchie&#8221; dritte che ci saranno delle belle novità.</p>
<p><a href="http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/libri/404" target="_blank">Il pozzo dei desideri</a></p>
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		<title>Ambiente Italia 2010, un paese tra luci e ombre. Intervista a Edoardo Zanchini</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 07:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Edizioni Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Ambiente Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi ho già parlato di Ambiente Italia 2010, l&#8217;annuario a cura dall&#8217;Istituto Ambiente Italia pubblicato da Edizioni Ambiente e presentato lunedì scorso a Roma presso la direzione nazionale di Legambiente.
Otto indicatori (energia, rifiuti, trasporti, acqua, cave, aree protette, consumo di suolo e dissesto idrogeologico) per delineare lo stato di salute dell&#8217;ambiente nel nostro paese e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3061" title="edoardo_zanchini" src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/03/edoardo_zanchini.jpg" alt="" hspace="6" vspace="6" width="120" height="180" />Vi ho già parlato di <a href="http://blog.verdenero.it/2010/02/25/ambiente-italia-2010-un-paese-che-puo-crescere-ancora-molto/" target="_blank"><strong>Ambiente Italia 2010</strong></a>, l&#8217;annuario a cura dall&#8217;Istituto Ambiente Italia pubblicato da Edizioni Ambiente e presentato lunedì scorso a Roma presso la direzione nazionale di Legambiente.</p>
<p>Otto indicatori (energia, rifiuti, trasporti, acqua, cave, aree protette, consumo di suolo e dissesto idrogeologico) per delineare lo stato di salute dell&#8217;ambiente nel nostro paese e un focus particolare sulle <strong>Regioni</strong>, proprio alla vigilia delle elezioni di marzo.</p>
<p>Come vi avevo promesso ecco l&#8217;intervista che ho fatto a <strong>Edoardo Zanchini</strong>, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente.</p>
<p><span id="more-3057"></span><br />
<strong>Le Regioni hanno dimostrato in più di un&#8217;occcasione di svolgere un ruolo politico importante. Come ad esempio per l&#8217;approvazione del Piano Casa attraverso il quale, però, si è verificato una sorta di &#8220;scarica barile&#8221; da parte del Governo.</strong></p>
<p>Il Piano Casa è stato indubbiamente una sconfitta del Governo perché le Regioni hanno mostrato, almeno da principio, una netta contrarietà a qualunque ipotesi di provvedimento che regalasse metri cubi. Questo naturalmente non significa che è stata data la risposta che ci si aspettava sul versante dell&#8217;edilizia residenziale, però attraverso l&#8217;intervento di diverse amministrazioni regionali, che in alcuni casi hanno sancito criteri energetici più rigidi o che non esistevano nel provvedimento del Governo, si è andati incontro alla sfida più importante, che è quella di riqualificare il patrimonio edilizio italiano. Perché quello che serve a questo paese è, da una parte fermare il consumo di suolo, frutto di un&#8217;edilizia puramente speculativa, e dall&#8217;altra riqualificare le case per rispondere alle esigenze dei più bisognosi.</p>
<p><strong>Nel caso del nucleare, invece, le Regioni hanno mostrato la loro netta contrarietà nei confronti delle scelte del Governo. </strong></p>
<p>La scelta di ben undici Regioni di impugnare il provvedimento legislativo del Governo sul nucleare è indubbiamente una buona notizia perché mostra una contrarietà delle amministrazioni locali nei confronti del tentativo d&#8217;imporre una soluzione dall&#8217;alto, e in particolare di imporre un commissariamento in caso di mancato accordo. E&#8217; evidente che una decisione così delicata e così impattante sui territori non può essere imposta dal Governo. Ora, infatti, la questione sarà discussa dalla Corte Costituzionale che si pronuncerà in merito alla legittimità del provvedimento.</p>
<p><strong>Una questione, quella del nucleare, che sembra svolgere un ruolo di depistaggio rispetto alle vere priorità del Paese.</strong></p>
<p>Assolutamente sì. Il nucleare in questo momento sta distraendo il paese dalle questioni veramente importanti, come lo sviluppo delle rinnovabili e la promozione dell&#8217;efficienza energetica. Questioni nelle quali emerge chiaramente il ritardo del Governo. Basti pensare ai provvedimenti per l&#8217;incentivazione del fotovoltaico (Conto Energia ndr), le linee guida per l&#8217;autorizzazione unica e il piano per lo sviluppo delle energie rinnovabili al 2020, che il nostro paese dovrebbe consegnare a Bruxelles entro il mese di giugno, ma del quale non si ha ancora notizia.</p>
<p><strong>A proposito di effetto distraente&#8230; Su Ambiente Italia 2010 si parla di trasporto pendolare, un altro settore in cui l&#8217;Italia non eccelle e dove ha molto da recuperare.</strong></p>
<p>Il dibattito pubblico è centrato esclusivamente sulle grandi infrastrutture mentre non si parla del vero problema, ovvero milioni di pendolari che ogni giorno si spostano verso le città utilizzando in larga parte mezzi privati. Il treno è l&#8217;unica risposta possibile per le grandi aree metropolitane e le città, ma purtroppo nel nostro paese la gran parte degli investimenti, circa il 70%, è destinata alle strade. E purtroppo anche in Regioni da sempre favorevoli alle necessità dei pendolari negli ultimi anni si è seguita questa tendenza. Una tendenza che va assolutamente invertita.</p>
<p><strong>Nel rapporto si parla anche di cave. Nel nostro paese ce ne sono circa 6 mila ancora attive e quasi 10 mila abbandonate. Un settore non sufficientemente regolamentato se è vero che in Italia si può praticamente cavare ovunque.</strong></p>
<p>E&#8217; un settore di cui nessuno si occupa nel quale si fanno guadagni miliardari, e spesso senza che sia effettuato alcun controllo. In metà del paese, infatti, non ci sono piani cave e in buona parte delle regioni italiane non si paga nulla per effettuare un&#8217;attività che ha un impatto devastante sull&#8217;ambiente. Con questo sistema non si creano innovazione e posti di lavoro. Questo succede invece in quei paesi europei dove cavare costa molto, è circoscritto solo ad aree limitate e presenta obblighi stringenti per il recupero dei materiali inerti scartati dall&#8217;edilizia. Solo in questo modo si crea un ciclo virtuoso che ha ricadute positive sull&#8217;ambiente e sulla qualità della vita.</p>
<p><strong>Un&#8217;altra questione prioritaria per l&#8217;Italia è il consumo di suolo legato alla crescente urbanizzazione, che alimenta la crescita di un sistema edilizio inefficiente, di una mobilità basata prevalentemente sull&#8217;auto privata e il consumo di una risorsa che potrebbe essere destinata ad altri usi, come ad esempio l&#8217;agricoltura.</strong></p>
<p>In Italia nessuno monitora il consumo di suolo. I dati che mostriamo in Ambiente Italia sono incredibili sia in termini di stravolgimento dei territori che di occupazione di suolo per usi urbani, un problema che sta diventando veramente rilevante. Tutto questo riguarda l&#8217;ambiente, ma anche la qualità della vita delle persone. Dietro a questo meccanismo, infatti, c&#8217;è una spinta edilizia che negli ultimi anni ha creato milioni di nuovi alloggi, che però sono sostanzialmente vuoti e inutilizzati. Un investimento, quello nel mattone, che può far molto comodo a chi se lo può permettere, perché il settore edilizio è l&#8217;unico che è cresciuto con tassi costanti nel corso degli anni, ma che non serve al paese, o almeno alle persone in cerca di una casa. Le quali sono costrette ad andare a vivere lontano dalle città a causa della crescita dei prezzi per l&#8217;acquisto e l&#8217;affitto. Si crea così il pendolarismo di cui parlavamo prima, basato principalmente sulla mobilità privata poiché non ci sono mezzi che servono queste nuove tratte. Tutto ciò ha quindi un effetto ambientale e soprattutto sociale degradante perché in molti casi si tratta di periferie senza servizi.</p>
<p><strong>Sulla base degli otto indicatori che avete scelto che paese emerge da Ambiente Italia?</strong></p>
<p>Un&#8217;Italia fatta di luci e ombre. In ognuno di questi indicatori che abbiamo scelto ci sono delle realtà che hanno scelto di investire e che stanno dando delle risposte in termini di innovazione e qualità. E non c&#8217;è dubbio che dove si è investito, ad esempio nel trasporto pendolare come in Campania, si sono ottenuti risultati concreti, riducendo l&#8217;uso dell&#8217;automobile e migliorando la qualità della vita dei cittadini. Ci sono molte altre realtà che hanno puntato sull&#8217;innovazione ambientale e nelle rinnovabili che hanno creato anch&#8217;esse i presupposti per scenari positivi, all&#8217;interno di un quadro complesso complicato però dalla crisi economica e da scelte governative sbagliate. Quello che emerge di importante dal rapporto è che in alcune scelte ambientali non c&#8217;è solo una risposta specifica a un singolo tema, ma anche una risposta ai problemi complessivi del paese.</p>
<p><a href="http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/libri/402/" target="_blank">Ambiente Italia 2010</a></p>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 12:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Collana VerdeNero]]></category>

		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

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		<title>Un&#8217;isola di spazzatura anche nell&#8217;Oceano Atlantico</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2010/02/26/unisola-di-spazzatura-anche-nelloceano-atlantico/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 15:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[
Anche l&#8217;Oceano Atlantico ha la sua isola di spazzatura. Si trova a largo delle coste degli Stati Uniti, vicino alle isole Bermuda, alla latitudine compresa fra 22 e 38 gradi nord.
Fino a oggi l&#8217;unica isola di spazzatura conosciuta era quella che si trova nel bel mezzo dell&#8217;Oceano Pacifico, fra il Giappone e le Hawaii - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/02/_47366789_bermuda466x260.gif" hspace="6" alt="" title="isola-spazzatura-rifiuti-atlantico" width="466" height="260" class="alignleft size-full wp-image-3043" /></p>
<p>Anche l&#8217;<strong>Oceano Atlantico</strong> ha la sua <strong>isola di spazzatura</strong>. Si trova a largo delle coste degli Stati Uniti, vicino alle isole Bermuda, alla latitudine compresa fra 22 e 38 gradi nord.</p>
<p>Fino a oggi l&#8217;unica isola di spazzatura conosciuta era quella che si trova nel bel mezzo dell&#8217;<a href="http://blog.verdenero.it/2009/10/21/lisola-di-spazzatura-nel-bel-mezzo-del-pacifico-e-piu-estesa-della-francia/" target="_blank">Oceano Pacifico</a>, fra il Giappone e le Hawaii - estesa più o meno quanto la <strong>Francia</strong> -, ma quella individuata dagli studenti e dai ricercatori di <strong>Sea Education Association</strong> può competere tranquillamente con essa.</p>
<p>L&#8217;isola, o più correttamente la <strong>&#8220;chiazza&#8221;</strong>, è composta di piccoli pezzi di plastica di scarsa densità. La stessa plastica utilizzata comunemente nei prodotti di consumo, comprese le <strong>buste di plastica</strong>. </p>
<p><span id="more-3041"></span><br />
Impiegando delle vere e proprie reti da pesca, il team di scienziati guidato da Kara Lavender Law, ha raccolto in acqua grandi quantità di spazzatura composta principalmente di <strong>frammenti non più grandi di un centimetro</strong>.</p>
<p>La massima densità di plastica riscontrata in quelle zone dell&#8217;Atlantico è stata di <strong>200 mila frammenti per chilometro quadrato</strong> che, secondo Lavender Law, è comparabile a quella dell&#8217;isola di rifiuti del Pacifico.</p>
<p>Non è ancora chiaro l&#8217;impatto reale di questa massa di rifiuti sull&#8217;ambiente marino, l&#8217;unica cosa certa, secondo gli studiosi, è che molti <strong>organismi marini si nutrono della plastica</strong> che trovano in acqua e questo ha degli effetti nocivi su di essi, in modo particolare sugli <strong>uccelli marini</strong>.</p>
<p>Fonte <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8534052.stm" target="_blank">Bbc News</a></p>
<p>Leggi <a href="http://blog.verdenero.it/2009/10/21/lisola-di-spazzatura-nel-bel-mezzo-del-pacifico-e-piu-estesa-della-francia/" target="_blank">L&#8217;isola di spazzatura nel bel mezzo del Pacifico. E’ più estesa della Francia</a></p>
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		<item>
		<title>Disastro ambientale nel Lambro. E intanto il Governo depenalizza gli scarichi industriali</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2010/02/25/disastro-ambientale-nel-lambro-e-intanto-il-governo-depenalizza-gli-scarichi-industriali/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>

		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

		<category><![CDATA[Lambro]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto Corriere della Sera. Lo sversamento di circa 10 milioni di litri di gasolio nel fiume Lambro avvenuto il 23 febbraio scorso è senza dubbio uno dei peggiori disastri ambientali che hanno colpito la Lombardia negli ultimi anni.
Gli idrocarburi, fuoriusciti probabilmente in modo doloso dalla ex-raffineria Lombarda Petroli di Villasanta (Mb), si sono ormai riversati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.verdenero.it/wp-content/uploads/2010/02/lambro.jpg" hspace="6" vspace="6" alt="" title="lambro" width="180" height="119" class="alignleft size-full wp-image-3036" />Foto <em>Corriere della Sera</em>. Lo sversamento di circa <strong>10 milioni di litri di gasolio nel fiume Lambro</strong> avvenuto il 23 febbraio scorso è senza dubbio uno dei peggiori disastri ambientali che hanno colpito la Lombardia negli ultimi anni.</p>
<p>Gli idrocarburi, fuoriusciti probabilmente in modo doloso dalla ex-raffineria <strong>Lombarda Petroli</strong> di Villasanta (Mb), si sono ormai riversati ormai nel <strong>Po</strong> e stanno creando allarme anche in Emilia Romagna e in Veneto - dove a essere minacciato è il Parco del Delta del fiume Po. </p>
<p>Contestualmente cosa succede? La politica, nei panni del ministro dell&#8217;ambiente <strong>Prestigiacomo</strong> e del presidente della regione Lombardia <strong>Formigoni</strong>, lanciano un appello ai magistrati affinché vengano accertate le responsabilità penali dell&#8217;accaduto.</p>
<p>Peccato che proprio poche settimane fa il Governo ha approvato un ddl che modifica la legge n. 152 del 3 aprile 2006 e che <strong>depenalizza lo scarico di acque reflue nei bacini idrici</strong>. Cerchiamo di capirci qualcosa.</p>
<p><span id="more-3031"></span><br />
Prima dell&#8217;approvazione del suddetto decreto chiunque scaricava acque reflue industriali che oltre determinati valori limite era perseguibile penalmente (con pene fino a <strong>due anni di reclusione</strong>).</p>
<p>Ora non più. Le sanzioni penali riguardano solo coloro che sversano nei corpi idrici <strong>sostanze altamente tossiche</strong> come arsenico, cadmio, cromo totale, cromo esavalente, mercurio, nichel, piombo ecc. ecc. Per gli altri semplici pene pecuniarie che vanno <strong>da 3 mila a 30 mila euro</strong>.</p>
<p>Come scrive il quotidiano <strong>Terra</strong>: &#8220;Con tutta probabilità, in quella vicenda si troveranno profili penali, soprattutto se c’è stato - come ora sembra - un sabotaggio per far chiudere la fabbrica e permettere una lottizzazione&#8221; ma tutto ciò avverrà sicuramente con <strong>maggiore difficoltà</strong>.</p>
<p>E quindi la giustizia contro i colpevoli non &#8220;deve essere particolarmente rigorosa&#8221; come sostiene Formigoni, ma deve semplicemente fare il suo lavoro - o meglio bisogna permettergli di farlo - ovvero applicare la legge. E&#8217; evidente però che tutto ciò, <strong>in un paese dove si sta depenalizzando tutto quello che può essere depenalizzato</strong>, risulta molto più difficile da mettere in pratica.</p>
<p>Per un approfondimento leggi su Ipsoa <a href="http://www.ipsoa.it/News/Enti%20locali%20e%20P.A/acque_reflue_industriali_pare_proprio_una_depenalizzazione_id963944_art.aspx" target="_blank">Acque reflue industriali, pare proprio una depenalizzazione</a></p>
<p>Leggi su Terra <a href="http://www.terranews.it/news/2010/02/il-governo-depenalizza-gli-scarichi-i-verdi-denunciano-lecovergogna" target="_blank">Il governo depenalizza gli scarichi. I Verdi denunciano l&#8217;ecovergogna</a></p>
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