Lannes, alla ricerca della verità sulle navi dei veleni
Lunedì, Febbraio 15th, 2010Lo smantellamento della centrale nucleare di Caorso era stato affidato alla ‘ndrangheta? La storia della nave dei veleni di Cetraro non è affatto chiusa come ci avevano fatto credere? E’ quanto sostiene Gianni Lannes, giornalista free-lance e direttore di Italia Terra Nostra.
Avevate letto delle sue denuncie all’interno di questo blog qualche tempo fa e ora le sue inchieste sono arrivate anche all’attenzione dei media, al punto che il ministero dell’ambiente si è sentito in dover di intervenire nella vicenda per ribadire la propria posizione.
Il video che vedete sopra è la prima parte di un’intervista a Lannes sul canale satellitare You Dem in cui il giornalista racconta delle sue ricerche negli archivi della marina, dove avrebbe scoperto che la nave affondata a largo di Cetraro non può essere il piroscafo Catania, affondato non nel 1917 (come sostiene il ministero) nelle acque calabresi, ma bensì nel 1943 nelle acque del golfo di Napoli.

Si è parlato a lungo delle navi a perdere, ma poi, come spesso accade sui grandi media, l’interesse è scemato e ora sembra che il problema non sussista più.
Dover aver lasciato molti dubbi aperti sul caso delle navi a perdere e in particolare sul relitto ritrovato al largo di Cetraro, il governo continua nella sua opera di scarsa chiarezza nella vicenda.
Dovevano fugare ogni dubbio sul relitto ritrovato al largo di Cetraro, sulle coste calabresi, ma secondo il Wwf i video pubblicati sul sito del ministero dell’ambiente sono assolutamente incompleti.
Secondo il Ministero dell’ambiente i dubbi circa il posizionamento del relitto ritrovato a largo di Cetraro non sarebbero fondati in quanto c’è “piena identificazione fra il relitto indagato in settembre (dalla Regione Calabria ndr) e quello ispezionato dalla Mare Oceano” e inoltre “le due navi che hanno svolto gli accertamenti si sono posizionate sulle identiche coordinate fornite dalla Procura di Paola e, quindi, dalla Dda di Catanzaro”.


