Rischio idrogeologico e cemento per tutti
Venerdì, Marzo 5th, 2010
L’Italia è un paese costantemente sull’orlo del disastro. Un paese pericolante, sfregiato dall’abusivismo edilizio e dall’anarchia cementificatoria, con piani regolatori che hanno puntualmente disatteso i rischi idrogeologici e sismici.
A cui si aggiungono incendi e disboscamenti, che rendono i terreni fragili e franosi, ed edifici costruiti con calcestruzzo scadente o con evidenti errori progettuali.
Cattiva amministrazione del territorio cui vanno aggiunte le conseguenze dei mutamenti climatici, con fenomeni meteorologici più intensi e frequenti.
Dunque, un paese che ogni anno si confronta con frane, alluvioni, crolli. Senza che ciò abbia mai portato a una seria strategia di messa in sicurezza del territorio, di ripensamento del modo di costruire, di maggiore rispetto e salvaguardia degli ecosistemi.

Se vi parlo della Selva di Paliano probabilmente non vi viene in mente niente, ma se invece vi ricordo che lì vi fu girato “Non ci resta che piangere”, lo stupendo film di Massimo Troisi e Roberto Benigni, magari la vostra memoria si rinfresca.
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Vale la pena di soffermarsi su questa storia che riguarda il Parco Nazionale del Circeo, un’area verde a soli 90 chilometri da Roma che si estende lungo il litorale tra coste, dune e laghi.


