200 fusti tossici “cadono” davanti al porto di Livorno
Martedì, Gennaio 10th, 2012
Ancora una volta nel Mare Toscano, ancora una volta davanti al porto di Livorno, ancora una volta una brutta storia su cui incombe un sinistro mistero.
A poco più di dieci anni dalla tragedia del Moby Prince, in cui hanno perso la vita 140 persone e su cui, tra indagini depistate e segreti militari, non è mai stata fatta chiarezza, un altro “incidente” mette a rischio la salute dei livornesi e delle loro coste.
Il 17 dicembre una nave cargo della Grimaldi Lines parte da Catania con destinazione Genova, sfidando una situazione climatica critica: mare forza dieci, vento a 130 km orari e onde alte più di otto metri.
Invece che ripararsi in un porto, la nave, carica di cobalto e mobdileno (due metalli altamente tossici) continua il suo viaggio attraversando il Santuario dei Cetacei, quella porzione di Mar Tirreno compreso tra l’Isola di Gorgona e l’Elba.
La situazione precipita e, rischiando gravemente di affondare, la nave cargo perde 198 barili carichi di sostanze tossiche, che vanno a depositarsi a 500 metri di profondità. E tuttavia non viene lanciato nessun allarme, perché, a quanto sostiene l’equipaggio, la mancanza dei fusti è stata registrata solo all’arrivo al porto di destinazione. Leggi tutto

Si chiama Sindrome di Quirra ed è riferita ai casi di morti sospette tra civili e militari legate alle attività del Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze, con sede, appunto, a Quirra, in provincia di Cagliari.
Il caso di Peppino Impastato è una delle vicende “misteriosamente” irrisolte della storia d’Italia nel Dopoguerra. Il militante di Democrazia Proletaria, che dalle frequenze di Radio Aut si prendeva gioco del boss mafioso Tano Badalamenti, fu ucciso a Cinisi, in provincia di Palermo, nella notte tra tra l’8 e il 9 maggio del 1978.
“L’aspettavamo tutti questa notizia. Con paura, e senza speranza, a dir la verità” scrive Stefania Divertito sul blog di 


