Archivi per la categoria ‘Ambiente’

Nuova marea nera in Nuova Zelanda

Martedì, Ottobre 18th, 2011

Da poco più di un mese è terminato il tour di presentazione di Un mare in fiamme, del giornalista statunitense Carl Safina.

A Mantova, a Milano e a Pordenone abbiamo raccontato cosa è successo nell’estate 2010 nel Golfo del Messico: la tragedia della “marea nera“, la vita di migliaia di persone rovinata, un’intera regione contaminata per secoli dal petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon, con cui la mulinazionale BP Oil succhiava l’oro nero dal sottosuolo marino.

Carl Safina ce l’aveva detto: il problema tecnico della British Petroleum è stato causa di una delle più grandi catastrofi della storia, ma la soluzione non risiede nel migliorare le tecnologie di estrazione, ma abbandonare l’uso dei combustibili fossili.

Ed infatti una nuova marea nera sta devastando le coste della Nuova Zelanda: altro continente, altra tragedia, stessa causa: il petrolio. Leggi tutto

VerdeNero per Deforestazione Zero di Greenpeace

Venerdì, Luglio 29th, 2011

Pubblichiamo sul blog una lettera inviataci pochi giorni fa da Greenpeace Italia. Per combattere la deforestazione, VerdeNero ha deciso di aderire all’iniziativa “deforestazione zero“, un vademecum per ridurre il più possibile l’impatto sulle foreste, stilato per le imprese che lavorano nel settore cartario.


Caro VerdeNero,

Greenpeace ha diffuso in questi giorni un video shock che prova i crimini forestali commessi da APP (Asia Pulp and Paper). Il video mostra, tra l’altro, la lenta morte di una tigre di Sumatra ferita e intrappolata in una concessione della multinazionale, peraltro soggetta alle verifiche dell’ente di certificazione forestale PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes).

Il video è stato realizzato da un membro dello staff di Greenpeace che ha seguito il tentativo di salvataggio della tigre ad opera delle guardie forestali. Neanche per me è stato facile guardare l’agonia di questa tigre di Sumatra ma credo sia doveroso far conoscere questo video, e con esso, i crimini forestali commessi dalla multinazionale APP.

A causa della distruzione delle loro foreste, le ultime tigri di Sumatra sono costrette ad avvicinarsi sempre di più agli insediamenti umani dove restano vittima delle trappole per la cattura dei cinghiali. Ogni anno, solo nella provincia di Riau, 1.600 kmq di foresta, una superficie superiore all’intera area urbana di Roma, vengono distrutti a causa della produzione di polpa di cellulosa e olio di palma.

La Vostra casa editrice ha deciso di accogliere il nostro invito e si è impegnata a garantire la sostenibilità dei propri prodotti editoriali attraverso delle politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero. E di questo vogliamo ringraziarvi.

Solo con il vostro aiuto riusciremo a fermare la deforestazione, i cambiamenti climatici e l’estinzione di specie già minacciate come le tigri di Sumatra.

Da anni ci battiamo per proteggere le foreste indonesiane e le ultime tigri del pianeta. Continueremo a farlo ma abbiamo bisogno che gli “amici delle foreste” continuino a fare la loro parte.

Come?

Continuate ad assicurarvi che prodotti di noti criminali forestali come APP non contaminino la filiera dei vostri prodotti.

Sensibilizzate tutti gli attori della filiera sulla necessità di politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero (stampatori, tipografi, fornitori, cartiere).

Chiedete al PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) di non permettere ad aziende controverse come APP di vantare la certificazione di sostenibilità forestale (PEFC) sui propri prodotti. Clicca qui per maggiori informazioni.


Grazie e a presto!


chiara campione


Chiara Campione
Responsabile Campagna Foreste
Greenpeace Italia

Una marea nera in Alaska, è ancora la Bp

Giovedì, Luglio 21st, 2011

Alla Bp non fanno nemmeno in tempo a “festeggiare” l’anniversario del devastante incidente nel Golfo del Messico, che ha distrutto un’intera area geografica, il suo ecosistema e i suoi abitanti, che un altro versamento di petrolio sta minacciando le coste settentrionali dell’Alaska.

Questa volta è rimasto conivolto l’impianto di North Slope, a sud di Fairbanks: durante un test di pressurizzazione si è verificato un problema ad una tubatura e si sono riversati dai 2.100 ai 4.200 barili di petrolio. Sembrerebbe che il guasto sia stato causato da un improvvisa interruzione elettrica e che la mancanza di corrente abbia provocato l’apertura di alcune valvole che hanno fatto fuoriuscire il greggio e altre sostanza legate al processo di lavorazione del petrolio.

Le autorità dell’Alaska che si occupano dell’ambiente stanno raccogliendo i primi dati sulla perdita: il dipartimento di Conservazione dei beni ambientali ha dichiarato che sono fuoriusciti da 8.000 a 16.000 litri di metanolo mescolato con una quantità sconosciuta di petrolio greggio. Leggi tutto

Un mare in fiamme, come la Marea Nera ha distrutto il Golfo del Messico

Venerdì, Luglio 15th, 2011

Agosto si avvicina e le località balneari si riempono di turisti. Tutto è pronto per riposarsi, adagiati su una spiaggia, a due passi dal mare. Nessun pensiero nè preoccupazione. Il lavoro è lontano, la città e i suoi problemi anche.

Ma il mare non è sempre azzurro, né blu o cristallino, talvolta è nero. Come nel Golfo del Messico, teatro del più grande disastro ambientale di tutti i tempi.

Nell’aprile del 2010 un’esplosione sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon provoca la fuoriuscita di un’enorme marea di petrolio che in pochi mesi ricopre 1800 chilometri di costa e oltre 270 chilometri quadrati di fondale marino. Una tragedia ecologica senza paragoni, le cui ripercussioni si faranno sentire per decenni.

VerdeNero ha deciso di raccontare, tramite la penna del giornalista americano Carl Safina, la catena di eventi che ha portato all’esplosione della piattaforma della British Petroleum. Regolamenti infranti, tentativi di insabbiamento e governi compiacenti, e, sopra a tutto, la disperazione delle comunità di pescatori e la distruzione degli ecosistemi del Golfo.

Un racconto-inchiesta incalzante e accurato, da mettere in valigia insieme all’asciugamano e gli occhiali da sole, perché leggere, informarsi e sapere come sono andate davvero le cose, può far sì che il mare azzurro che si guarda con occhio compiaciuto non si trasformi in una Marea Nera.

Un mare in fiamme, in libreria dal 27 luglio

Quirra, la Regione Sardegna parte civile nel processo

Sabato, Luglio 9th, 2011

Soldati uccisi dai linfomi di Hodgkin, animali con strane deformazioni, abitanti colpiti da quella che è stata definita la “sindrome di Quirra”, tracce di uranio impoverito: sono questi i punti salienti di un’inchiesta a cura di Maurizio Torrealta, in onda in questi giorni su Rainews24 e che potete vedere nel video sopra.

Di Quirra avevamo già parlato su questo blog qualche tempo fa. Si tratta di una zona della Sardegna centro-orientale dove sorge il Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze, zona militare teatro di lanci missilistici e da gennaio sotto indagine da parte della Procura della Repubblica di Lanusei. L’accusa è omicidio plurimo e omissione d’atti d’ufficio per violazione delle norme a tutela dell’ambiente.

La buona notizia è che proprio oggi è stato approvato un ordine del giorno nel consiglio regionale, promosso dal partito sardo d’azione, secondo il quale la Regione Sardegna dovrà costituirsi parte civile nell’eventuale processo sul presunto disastro ambientale e sanitario nelle aree del poligono.

Si legge inoltre su un’Ansa di oggi che “il documento impegna anche la Giunta ad attivare un confronto tra Stato, Regione, Enti locali e parti sociali per predisporre nel territorio interessato dalla base un sistema economico alternativo alla presenza del Poligono militare e arrivare alla dismissione progressiva e definitiva di tutte le servitù militari in Sardegna“.

Leggi anche Quirra, una storia vera

Su questo tema potete leggere L’Italia chiamò e Il segreto delle tre pallottole