Un mare in fiamme, come la Marea Nera ha distrutto il Golfo del Messico
Venerdì, Luglio 15th, 2011
Agosto si avvicina e le località balneari si riempono di turisti. Tutto è pronto per riposarsi, adagiati su una spiaggia, a due passi dal mare. Nessun pensiero nè preoccupazione. Il lavoro è lontano, la città e i suoi problemi anche.
Ma il mare non è sempre azzurro, né blu o cristallino, talvolta è nero. Come nel Golfo del Messico, teatro del più grande disastro ambientale di tutti i tempi.
Nell’aprile del 2010 un’esplosione sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon provoca la fuoriuscita di un’enorme marea di petrolio che in pochi mesi ricopre 1800 chilometri di costa e oltre 270 chilometri quadrati di fondale marino. Una tragedia ecologica senza paragoni, le cui ripercussioni si faranno sentire per decenni.
VerdeNero ha deciso di raccontare, tramite la penna del giornalista americano Carl Safina, la catena di eventi che ha portato all’esplosione della piattaforma della British Petroleum. Regolamenti infranti, tentativi di insabbiamento e governi compiacenti, e, sopra a tutto, la disperazione delle comunità di pescatori e la distruzione degli ecosistemi del Golfo.
Un racconto-inchiesta incalzante e accurato, da mettere in valigia insieme all’asciugamano e gli occhiali da sole, perché leggere, informarsi e sapere come sono andate davvero le cose, può far sì che il mare azzurro che si guarda con occhio compiaciuto non si trasformi in una Marea Nera.
Un mare in fiamme, in libreria dal 27 luglio





