Archivi per la categoria ‘Inquinamento’

Nuova marea nera in Nuova Zelanda

Martedì, Ottobre 18th, 2011

Da poco più di un mese è terminato il tour di presentazione di Un mare in fiamme, del giornalista statunitense Carl Safina.

A Mantova, a Milano e a Pordenone abbiamo raccontato cosa è successo nell’estate 2010 nel Golfo del Messico: la tragedia della “marea nera“, la vita di migliaia di persone rovinata, un’intera regione contaminata per secoli dal petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon, con cui la mulinazionale BP Oil succhiava l’oro nero dal sottosuolo marino.

Carl Safina ce l’aveva detto: il problema tecnico della British Petroleum è stato causa di una delle più grandi catastrofi della storia, ma la soluzione non risiede nel migliorare le tecnologie di estrazione, ma abbandonare l’uso dei combustibili fossili.

Ed infatti una nuova marea nera sta devastando le coste della Nuova Zelanda: altro continente, altra tragedia, stessa causa: il petrolio. Leggi tutto

Una marea nera in Alaska, è ancora la Bp

Giovedì, Luglio 21st, 2011

Alla Bp non fanno nemmeno in tempo a “festeggiare” l’anniversario del devastante incidente nel Golfo del Messico, che ha distrutto un’intera area geografica, il suo ecosistema e i suoi abitanti, che un altro versamento di petrolio sta minacciando le coste settentrionali dell’Alaska.

Questa volta è rimasto conivolto l’impianto di North Slope, a sud di Fairbanks: durante un test di pressurizzazione si è verificato un problema ad una tubatura e si sono riversati dai 2.100 ai 4.200 barili di petrolio. Sembrerebbe che il guasto sia stato causato da un improvvisa interruzione elettrica e che la mancanza di corrente abbia provocato l’apertura di alcune valvole che hanno fatto fuoriuscire il greggio e altre sostanza legate al processo di lavorazione del petrolio.

Le autorità dell’Alaska che si occupano dell’ambiente stanno raccogliendo i primi dati sulla perdita: il dipartimento di Conservazione dei beni ambientali ha dichiarato che sono fuoriusciti da 8.000 a 16.000 litri di metanolo mescolato con una quantità sconosciuta di petrolio greggio. Leggi tutto

Un mare in fiamme, come la Marea Nera ha distrutto il Golfo del Messico

Venerdì, Luglio 15th, 2011

Agosto si avvicina e le località balneari si riempono di turisti. Tutto è pronto per riposarsi, adagiati su una spiaggia, a due passi dal mare. Nessun pensiero nè preoccupazione. Il lavoro è lontano, la città e i suoi problemi anche.

Ma il mare non è sempre azzurro, né blu o cristallino, talvolta è nero. Come nel Golfo del Messico, teatro del più grande disastro ambientale di tutti i tempi.

Nell’aprile del 2010 un’esplosione sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon provoca la fuoriuscita di un’enorme marea di petrolio che in pochi mesi ricopre 1800 chilometri di costa e oltre 270 chilometri quadrati di fondale marino. Una tragedia ecologica senza paragoni, le cui ripercussioni si faranno sentire per decenni.

VerdeNero ha deciso di raccontare, tramite la penna del giornalista americano Carl Safina, la catena di eventi che ha portato all’esplosione della piattaforma della British Petroleum. Regolamenti infranti, tentativi di insabbiamento e governi compiacenti, e, sopra a tutto, la disperazione delle comunità di pescatori e la distruzione degli ecosistemi del Golfo.

Un racconto-inchiesta incalzante e accurato, da mettere in valigia insieme all’asciugamano e gli occhiali da sole, perché leggere, informarsi e sapere come sono andate davvero le cose, può far sì che il mare azzurro che si guarda con occhio compiaciuto non si trasformi in una Marea Nera.

Un mare in fiamme, in libreria dal 27 luglio

Quirra, la Regione Sardegna parte civile nel processo

Sabato, Luglio 9th, 2011

Soldati uccisi dai linfomi di Hodgkin, animali con strane deformazioni, abitanti colpiti da quella che è stata definita la “sindrome di Quirra”, tracce di uranio impoverito: sono questi i punti salienti di un’inchiesta a cura di Maurizio Torrealta, in onda in questi giorni su Rainews24 e che potete vedere nel video sopra.

Di Quirra avevamo già parlato su questo blog qualche tempo fa. Si tratta di una zona della Sardegna centro-orientale dove sorge il Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze, zona militare teatro di lanci missilistici e da gennaio sotto indagine da parte della Procura della Repubblica di Lanusei. L’accusa è omicidio plurimo e omissione d’atti d’ufficio per violazione delle norme a tutela dell’ambiente.

La buona notizia è che proprio oggi è stato approvato un ordine del giorno nel consiglio regionale, promosso dal partito sardo d’azione, secondo il quale la Regione Sardegna dovrà costituirsi parte civile nell’eventuale processo sul presunto disastro ambientale e sanitario nelle aree del poligono.

Si legge inoltre su un’Ansa di oggi che “il documento impegna anche la Giunta ad attivare un confronto tra Stato, Regione, Enti locali e parti sociali per predisporre nel territorio interessato dalla base un sistema economico alternativo alla presenza del Poligono militare e arrivare alla dismissione progressiva e definitiva di tutte le servitù militari in Sardegna“.

Leggi anche Quirra, una storia vera

Su questo tema potete leggere L’Italia chiamò e Il segreto delle tre pallottole

Emergenza rifiuti, il dramma della provincia

Martedì, Luglio 5th, 2011

Nelle scorse settimane il nostro blog si è occupato più volte delle vicende legate all’emergenza rifiuti di Napoli. Oggi abbiamo deciso di ospitare le parole di una giovane reporter che ha trascorso la sua infanzia nella periferia nord di Napoli, e che vuole, giustamente, fare luce anche su quei luoghi che sembrano non interessare ai media nazionali.

“Le immagini raccapriccianti di una città sommersa dai rifiuti, Napoli, sono soltanto lo scenario più evidente di una storia lunga, difficile da raccontare in poche righe e che non coinvolge solamente il capoluogo campano, ma tutta la provincia. Tali immagini sono il risultato di anni di politiche scellerate, che hanno spesso lasciato spazio agli interessi personali di chi lucra sull’immondizia e consegnerà ai propri figli un habitat invivibile.

Negli ultimi giorni si sono susseguiti diversi eventi che hanno visto protagonista una cittadina situata a 20 km a nord del capoluogo campano, Acerra, di cui raramente si sente parlare – specialmente da parte della stampa nazionale – e che è stata individuata come il sito di sversamento di 8.000 tonnellate di rifiuti provenienti da tutta la provincia di Napoli, assieme a Caivano. Leggi tutto