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VerdeNero per Deforestazione Zero di Greenpeace

Venerdì, Luglio 29th, 2011

Pubblichiamo sul blog una lettera inviataci pochi giorni fa da Greenpeace Italia. Per combattere la deforestazione, VerdeNero ha deciso di aderire all’iniziativa “deforestazione zero“, un vademecum per ridurre il più possibile l’impatto sulle foreste, stilato per le imprese che lavorano nel settore cartario.


Caro VerdeNero,

Greenpeace ha diffuso in questi giorni un video shock che prova i crimini forestali commessi da APP (Asia Pulp and Paper). Il video mostra, tra l’altro, la lenta morte di una tigre di Sumatra ferita e intrappolata in una concessione della multinazionale, peraltro soggetta alle verifiche dell’ente di certificazione forestale PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes).

Il video è stato realizzato da un membro dello staff di Greenpeace che ha seguito il tentativo di salvataggio della tigre ad opera delle guardie forestali. Neanche per me è stato facile guardare l’agonia di questa tigre di Sumatra ma credo sia doveroso far conoscere questo video, e con esso, i crimini forestali commessi dalla multinazionale APP.

A causa della distruzione delle loro foreste, le ultime tigri di Sumatra sono costrette ad avvicinarsi sempre di più agli insediamenti umani dove restano vittima delle trappole per la cattura dei cinghiali. Ogni anno, solo nella provincia di Riau, 1.600 kmq di foresta, una superficie superiore all’intera area urbana di Roma, vengono distrutti a causa della produzione di polpa di cellulosa e olio di palma.

La Vostra casa editrice ha deciso di accogliere il nostro invito e si è impegnata a garantire la sostenibilità dei propri prodotti editoriali attraverso delle politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero. E di questo vogliamo ringraziarvi.

Solo con il vostro aiuto riusciremo a fermare la deforestazione, i cambiamenti climatici e l’estinzione di specie già minacciate come le tigri di Sumatra.

Da anni ci battiamo per proteggere le foreste indonesiane e le ultime tigri del pianeta. Continueremo a farlo ma abbiamo bisogno che gli “amici delle foreste” continuino a fare la loro parte.

Come?

Continuate ad assicurarvi che prodotti di noti criminali forestali come APP non contaminino la filiera dei vostri prodotti.

Sensibilizzate tutti gli attori della filiera sulla necessità di politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero (stampatori, tipografi, fornitori, cartiere).

Chiedete al PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) di non permettere ad aziende controverse come APP di vantare la certificazione di sostenibilità forestale (PEFC) sui propri prodotti. Clicca qui per maggiori informazioni.


Grazie e a presto!


chiara campione


Chiara Campione
Responsabile Campagna Foreste
Greenpeace Italia

Vivisezione, pubblicati i dati della sperimentazione 2007-2009

Martedì, Marzo 15th, 2011

Nel trienno 2007-2009 sono stati uccisi a causa della vivisezione oltre 1200 scimmie e 2571 cani, tanto per citare gli animali più vicini all’uomo, sia in senso stretto che dal punto di vista evolutivo. Ma il numero complessivo di animali “sacrificati” è molto maggiore e risponde alla cifra di 2.603.671 (in lieve calo rispetto al trienno precedente quando erano 2.735.887).

Le specie più utilizzate rimangono topi (1648314) e ratti (682925), seguite da uccelli (97248), altri roditori e conigli (73362) e pesci (59881).

“Animali largamente impiegati a causa del loro basso costo e perché facilmente maneggiabili, piuttosto che per ragioni strettamente scientifiche” scrive la Lega Antivivisezione (LAV).

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Tutti in piazza per dire basta ai test cosmetici sugli animali

Giovedì, Marzo 10th, 2011

Ogni anno migliaia di conigli, cavie, topi e ratti vengono iniettati, bruciati e resi ciechi in tutto il mondo per sperimentare shampoo, rossetti o deodoranti destinati all’Europa. Tutti prodotti che non salveranno la vita a nessuno, tanto per intenderci.

Il 2013 doveva essere l’anno in cui l’Unione Europea avrebbe detto basta alla vivisezione, in particolare a cinque test fortemente invasivi, tra cui tossicità per uso ripetuto, inclusi sensibilizzazione cutanea e cancerogenicità, tossicità riproduttiva e tossico cinetica.

Purtroppo, però, questo divieto rischia di slittare. E’ per questo che il 2, 3, 9 e 10 aprile la Lav scenderà in piazza per chiedere alle istituzioni il rispetto di questa data, e ai consumatori di preferire sempre i prodotti cosmetici non testati su animali.

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Quando le api gareggiano (e vincono) con i più avanzati prototipi dell’intelligenza artificiale

Giovedì, Febbraio 3rd, 2011

Sono davvero curiosi i risultati di uno studio condotto dal Dr. Nigel Rainen (direttamente dall’Università di Londra), che ha rivelato le incredibili capacità di calcolo delle api da miele.

Ogni giorno l’insetto si trova di fronte alla sfida di trovare il percorso ottimale dall’alveare al fiore, situazione che in informatica è teorizzata nel complesso “problema del commesso viaggiatore”: un computer può rimanere impegnato anche diversi giorni, dal momento che deve elaborare tutti i possibili percorsi , per poi compararli uno a uno.

Attraverso una simulazione del comportamento naturale delle api, invece, Rainen e i suoi collaboratori hanno dimostrato che i piccoli insetti (il cui loro cervello è poco più piccolo di un chicco di miglio) sono in grado di trovare un itinerario in modo più efficace, risparmiando tempo ed energia.

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Moria delle api, il ronzio globale sul web

Martedì, Gennaio 18th, 2011

Foto Moeview. Si chiamano neonicotinoidi e sono una classe di insetticidi estremamente utilizzata in agricoltura che ha gravissime ripercussioni sulla popolazione delle api.

Lo si è iniziato a notare diversi anni fa quando, soprattutto negli Usa, è partita una misteriosa e inspiegabile moria degli utilissimi insetti.

E nonostante i numerosi tentativi di depistaggio delle maggiori case produttrici (Bayer, Basf e Sygenta), si è parlato addirittura di onde elettromagnetice e telefonini tra le cause possibili, ormai è accertato, i neonicotinoidi usati nella concia del mais sono letali per le api. E Il futuro delle api non ci può essere indifferente perché se spariscono le api, avremo vita breve anche noi.

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