Archivi per la categoria ‘Ambiente’

Personaggio Ambiente Italia 2011, il sindaco che ha detto no al consumo di territorio

Martedì, Gennaio 31st, 2012

E’ stato assegnato ieri a Roma il premio Personaggio Ambiente Italia 2011, istituito l’anno scorso per dare un riconoscimento a chi svolge un ruolo di rilevanza nel settore ambientale italiano.

E’ stato premiato quest’anno un nome poco noto, ma di cui avete già letto in questo blog, si tratta di Domenico Finiguerra, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, tra i promotori del movimento “Stop al consumo di territorio” che ha detto no al profluvio di nuovi ampliamenti edilizi concessi dal piano casa regionale lombardo in applicazione di quello nazionale.

Il sindaco virtuoso ha ottenuto il 17% delle preferenze, espresse da oltre 7500 utenti, responsabili del voto popolare, dopo che una prima selezione di candidati era stata effettuata dal Comitato tecnico, costituito da giornalisti ambientali delle principali testate nazionali.

Una menzione speciale, assegnata dal Comitato tecnico, è andata al Forum italiano dei movimenti per l’acqua, per il contributo al risultato del referendum sull’acqua pubblica del giugno scorso.

Visita Personaggio Ambiente Italia 2011

Leggi anche Cementificazione, follia bipartisan a tutti gli effetti

La Bp torna a trivellare nel Golfo del Messico

Venerdì, Novembre 4th, 2011

Vi riportiamo un articolo uscito su blogeko, che porta la firma di Maria Fernanda Piva. Purtroppo non ci porta una buona notizia e, mentre assistiamo increduli e arrabbiati al disastro idrogeologico italiano, buttiamo un occhio al Golfo del Messico, teatro della tragedia raccontata nel libro Un mare in fiamme.

Giusto per capire che l’ottusità  e la brama di profitto sono diventati degli universali umani.

“La Bp torna per la prima volta a trivellare nel Golfo del Messico, dove l’anno scorso il suo pozzo Macondo causò il peggior disastro petrolifero della storia industriale e dove tuttora affiora in superficie petrolio fresco identico a quello del pozzo Macondo, ma di provenienza ignota.

A marea nera in corso, il presidente Obama bloccò le trivellazioni in acque profonde, ricordate? Ebbene, quella moratoria è ormai archiviata. E la Bp non è la prima compagnia a sforacchiare di nuovo gli abissi oceanici americani. Leggi tutto

Nuova marea nera in Nuova Zelanda

Martedì, Ottobre 18th, 2011

Da poco più di un mese è terminato il tour di presentazione di Un mare in fiamme, del giornalista statunitense Carl Safina.

A Mantova, a Milano e a Pordenone abbiamo raccontato cosa è successo nell’estate 2010 nel Golfo del Messico: la tragedia della “marea nera“, la vita di migliaia di persone rovinata, un’intera regione contaminata per secoli dal petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon, con cui la mulinazionale BP Oil succhiava l’oro nero dal sottosuolo marino.

Carl Safina ce l’aveva detto: il problema tecnico della British Petroleum è stato causa di una delle più grandi catastrofi della storia, ma la soluzione non risiede nel migliorare le tecnologie di estrazione, ma abbandonare l’uso dei combustibili fossili.

Ed infatti una nuova marea nera sta devastando le coste della Nuova Zelanda: altro continente, altra tragedia, stessa causa: il petrolio. Leggi tutto

VerdeNero per Deforestazione Zero di Greenpeace

Venerdì, Luglio 29th, 2011

Pubblichiamo sul blog una lettera inviataci pochi giorni fa da Greenpeace Italia. Per combattere la deforestazione, VerdeNero ha deciso di aderire all’iniziativa “deforestazione zero“, un vademecum per ridurre il più possibile l’impatto sulle foreste, stilato per le imprese che lavorano nel settore cartario.


Caro VerdeNero,

Greenpeace ha diffuso in questi giorni un video shock che prova i crimini forestali commessi da APP (Asia Pulp and Paper). Il video mostra, tra l’altro, la lenta morte di una tigre di Sumatra ferita e intrappolata in una concessione della multinazionale, peraltro soggetta alle verifiche dell’ente di certificazione forestale PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes).

Il video è stato realizzato da un membro dello staff di Greenpeace che ha seguito il tentativo di salvataggio della tigre ad opera delle guardie forestali. Neanche per me è stato facile guardare l’agonia di questa tigre di Sumatra ma credo sia doveroso far conoscere questo video, e con esso, i crimini forestali commessi dalla multinazionale APP.

A causa della distruzione delle loro foreste, le ultime tigri di Sumatra sono costrette ad avvicinarsi sempre di più agli insediamenti umani dove restano vittima delle trappole per la cattura dei cinghiali. Ogni anno, solo nella provincia di Riau, 1.600 kmq di foresta, una superficie superiore all’intera area urbana di Roma, vengono distrutti a causa della produzione di polpa di cellulosa e olio di palma.

La Vostra casa editrice ha deciso di accogliere il nostro invito e si è impegnata a garantire la sostenibilità dei propri prodotti editoriali attraverso delle politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero. E di questo vogliamo ringraziarvi.

Solo con il vostro aiuto riusciremo a fermare la deforestazione, i cambiamenti climatici e l’estinzione di specie già minacciate come le tigri di Sumatra.

Da anni ci battiamo per proteggere le foreste indonesiane e le ultime tigri del pianeta. Continueremo a farlo ma abbiamo bisogno che gli “amici delle foreste” continuino a fare la loro parte.

Come?

Continuate ad assicurarvi che prodotti di noti criminali forestali come APP non contaminino la filiera dei vostri prodotti.

Sensibilizzate tutti gli attori della filiera sulla necessità di politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero (stampatori, tipografi, fornitori, cartiere).

Chiedete al PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) di non permettere ad aziende controverse come APP di vantare la certificazione di sostenibilità forestale (PEFC) sui propri prodotti. Clicca qui per maggiori informazioni.


Grazie e a presto!


chiara campione


Chiara Campione
Responsabile Campagna Foreste
Greenpeace Italia

Una marea nera in Alaska, è ancora la Bp

Giovedì, Luglio 21st, 2011

Alla Bp non fanno nemmeno in tempo a “festeggiare” l’anniversario del devastante incidente nel Golfo del Messico, che ha distrutto un’intera area geografica, il suo ecosistema e i suoi abitanti, che un altro versamento di petrolio sta minacciando le coste settentrionali dell’Alaska.

Questa volta è rimasto conivolto l’impianto di North Slope, a sud di Fairbanks: durante un test di pressurizzazione si è verificato un problema ad una tubatura e si sono riversati dai 2.100 ai 4.200 barili di petrolio. Sembrerebbe che il guasto sia stato causato da un improvvisa interruzione elettrica e che la mancanza di corrente abbia provocato l’apertura di alcune valvole che hanno fatto fuoriuscire il greggio e altre sostanza legate al processo di lavorazione del petrolio.

Le autorità dell’Alaska che si occupano dell’ambiente stanno raccogliendo i primi dati sulla perdita: il dipartimento di Conservazione dei beni ambientali ha dichiarato che sono fuoriusciti da 8.000 a 16.000 litri di metanolo mescolato con una quantità sconosciuta di petrolio greggio. Leggi tutto