Roghi e rifiuti in strada, Napoli lotta tra Camorra e futuro
Vi mostriamo questo video di Vincenzo Iurillo girato la notte scorsa nella città di Napoli, attraverso il quale si può comprendere la gravità della situazione attuale.
Ben 64 interventi dei Vigili del fuoco nell’area del comune, 55 in città e 20 nel centro, questi i dati di una notte da incubo per la città campana.
Il neo sindaco Luigi De Magistris aveva fatto approvare la sua prima delibera per risolvere il problema dei rifiuti in strada (ora sono circa 2300 tonnellate) in cinque giorni, ma la questione si è rivelata più complessa del previsto.
Da questa mattina è in corso un vertice speciale a Roma, presso il ministero dell’ambiente, tra De Magistris e Stefania Prestigiacomo, con l’obiettivo di emanare misure speciali per risolvere la situazione. Misure speciali, ma niente stato di emergenza, secondo De Magistris, “perché ci farebbe tornare a quelle condizioni che hanno consegnato la città ai poteri affaristici e criminali”.
Mentre parallelamente la Provincia di Napoli, in mano al Pdl, chiede di dichiarare di nuovo lo stato di emergenza, ora che il Tar ha accolto il ricorso presentato dalla Provincia stessa contro l’ordinanza del sindaco di Caivano, che non voleva un sito di trasferenza nel proprio comune dove sistemare provvisoriamente i rifiuti del capoluogo.
I poteri criminali di cui parla il neosindaco in questi giorni stanno ostacolando la raccolta dei rifiuti in strada, con le buone o con le cattive, con vere e proprie bande organizzate che rovesciano cassonetti e sparpagliano rifiuti in strada, con gravi rischi per la salute dei cittadini. Da una parte, infatti, c’è la diossina sprigionata dai roghi e dall’altra il rischio tifo e colera per le precarie condizioni igieniche secondo il parere del docente di Igiene Maria Triassi (fonte Il Fatto Quotidiano).
Ma cosa è che blocca la raccolta dei rifiuti oltre la camorra? Partiamo da un dato allarmante, il 70% dei mezzi di Asìa, la municipalizzata napoletana, è guasto, secondo quanto ha affermato De Magistris. Queste rende difficile la disposizione speciale del neosindaco che, salvo Camorra, ha ordinato la raccolta 24 ore su 24, ultilizzando anche i mezzi e il personale di altre società comunali.
Nel frattempo il Governo non ha ancora approvato il decreto legge che dovrebbe consentire di trasferire i rifiuti campani in siti fuori regione e il presidente della provincia di Napoli non ha ancora allestito la discarica che aveva promesso sei mesi fa per allocare i rifiuti.
Insomma, una sorta di gara a ostacoli, in attesa di superare i quali, il comune di Napoli sta cercando di predisporre nuovi siti di trasferenza (uno c’è già presso l’ex Icm di Ponticelli) dove sistemare provvisoriamente l’immondizia. Si parla di due aree in città e non più in provincia, Gianturco e San Pietro a Patierno.
Probabilmente vista l’ostinazione della Provincia di Napoli a richiedere lo stato di emergenza l’idea è quella di gestire la cosa “in casa” per evitare che la Camorra possa avere gioco facile, ed è forse uno dei motivi dell’inasprimento della protesta di questi giorni. Stato di emergenza significa infatti soldi a palate. Soldi che fanno sempre gola agli interessi criminali e che verrebbero spartiti secondo le solite modalità clientelari e collusive, che hanno ridotto in questo stato Napoli e la Campania negli ultimi vent’anni, lasciando tutto esattamente com’era.
L’obiettivo definitivo è quindi quello di dare un po’ di respiro alla città e trovare poi tempi e modi per attuare la politica di riduzione dei rifiuti e di corretta gestione degli stessi attraverso la raccolta differenziata e il porta a porta previsti dal piano della nuova giunta.
Leggi anche Rifiuti, a Napoli De Magistris prova a cambiare le cose





Luglio 1st, 2011 at 9:44 pm
[...] L’emergenza rifiuti a Napoli è tornata in questi giorni a occupare le prime pagine dei giornali con roghi, proteste dei cittadini, infiltrazioni della camorra e il rimpallo delle responsabilità tra le istituzioni. [...]