La rivoluzione delle api. Intervista a Serge Quadruppani

Si chiama “La rivoluzione delle api” ed è il nuovo VerdeNero Romanzi firmato dall’autore francese Serge Quadruppani, uscito appena un paio di settimane fa in libreria.

Uno splendido noir-poliziesco in cui le indagini della commissaria Tavianello si intrecciano in una storia che gravita intorno a una strana moria delle api, alle attività di una losca multinazionale, alle azioni di contrasto di militanti ecologisti in una piccola realtà di provincia piemontese.

Ai margini della presentazione romana del libro ho fatto due chiacchiere con Quadruppani. Ecco cosa ne è venuto fuori.


Da cosa nasce l’idea di un titolo originale come “La rivoluzione delle api”?

E’ nato cosi, durante una conversazione col sub-comandante Ibba, il Grande Capo della collana, era un titolo che metteva insieme il tema delle api che mi è caro, e quello della combattività sociale. Poi, ho cercato di dargli un contenuto. Dunque, all’inizio era una specie di gioco di scrittura vincolata, un modo di scrivere che stimolava la creazione. Mi è venuto in mente che le api, invece di sparire per sovradattamento alla realtà, come una certa sinistra europea, stavano sparendo, al contrario, per poi tornare alla carica.

La Sacropiano è una multinazionale impegnata nella produzione di pesticidi, nella modificazione di specie animali, nell’ingegneria molecolare e nelle nanotecnologie. In Italia gli ogm in particolare sono stati praticamente banditi. La stessa cosa non si può dire della Francia dove esistono diversi esperimenti in corso nei campi. A quale realtà ti sei ispirato per scrivere questa storia?

A una realtà mondiale, gli esperimenti in corso nei campi francesi si scontrano con un’opposizione molto forte, ci sono, ad esempio, i “faucheurs volontaires”, i “falciatori volontari” che falciano i campi di ogm.

Le nanotecnologie. Secondo alcuni il futuro, secondo altri il male assoluto. Se ne parla nel libro. In generale si tratta di un grande business in mano ad aziende multinazionali. E quando c’è di mezzo il denaro la salute delle persone e il futuro dell’ambiente contano ben poco.

Nel caso delle api, le nanotecnologie per ora c’entrano poco, sono sopratutto i pesticidi i responsabili di questa moria. Ma comunque, le nanotecnologie sono una tappa in più verso una forma di artificializzazione del mondo che ha da tempo superato la linea rossa.

Francesco Signorelli, il boss della Sacropiano, si discolpa dicendo che non è dimostrata la nocività dei pesticidi sulle api. In realtà diversi studi lo dimostrano, e il divieto imposto in Italia due anni fa ha dato risultati sorprendenti.

Si, quello che dici è assolutamente vero.

La soluzione al problema della moria delle api ideata dal dottor Martini nel romanzo non prevede né nanotecnologie né ogm né pesticidi bensì “una nuova forma di alleanza fra gli esseri viventi in cui l’uomo non sarà più al centro di tutto, ma una componente in mezzo alle altre”. Una speranza vana o una possibilità?

La sola speranza e la sola possibilità di trovare una societa vivibile nei decenni a venire. Altrimenti arriveremo in una societa basata sulla scarsità delle risorse e, per gestirla, il despotismo di un’oligarchia tecnocapitalista.

Senza svelare ai lettori il finale, possiamo dire che Internet, sulla base di quello che decide di fare il commissario Tavianello, è una sorta di via d’uscita contro intrighi e depistaggi?

Wikileaks ha dimostrato che i potenti non sopportano l’informazione dal basso. Bisogna sempre trovare i modi di aggirare i posti di blocco e di controllo che sono i grandi media per produre e migliorare la nostra informazione, il nostro sapere.

La rivoluzione delle api

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3 commenti a “La rivoluzione delle api. Intervista a Serge Quadruppani”

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