Gothica, intervista a Francesco Falconi
Si chiama “Gothica. L’angelo della morte”, ed è l’ultimo VerdeNero Romanzi firmato da Francesco Falconi.
Autore di punta del genere fantasy, lo scrittore toscano si è cimentato in un ibrido interessante a cavallo tra fantastico e fantascienza.
Un libro che parla di Ogm, di clonazione ed eugenetica, ma che ci racconta soprattutto una storia fantastica ricca di riferimenti letterari di genere, della quale ho parlato nei giorni scorsi proprio con l’autore. Dopo il continua leggi l’intervista.
Dopo una lunga gestazione ecco finalmente Gothica, un romanzo a metà tra fantasy e fantascienza. Raccontaci la genesi di questo libro.
Ogni mio libro nasce da una piccola idea. Era un po’ di tempo che avevo intenzione di scrivere questo romanzo, a cavallo tra il fantastico e la fantascienza, perché da sempre sono stato molto interessato dall’argomento Ogm e clonazione. Mi sono informato con accuratezza, leggendo una decina di libri e tantissime fonti su internet.
Il protagonista, Padre Faust, è una sorta di Dottor Jekill e Mr. Hide dei tempi nostri. Quanto è voluta questa analogia?
Assolutamente voluta. Mi piaceva l’idea di contaminare eventi realmente accaduti con la fantasia, riprendento il Dottor Jekill e Mr. Hide e se vogliamo anche l’Incredibile Hulk. La cosa più soprendente, tuttavia, è stata quella di capire quanto fosse facile calare l’elemento surreale nella cronaca dei nostri giorni e rendere ancora più labile il confine tra il fantastico e la realtà.
Sarebbe riduttivo ricercare facili somiglianze con il cardinale Kraus, ad esempio, o l’imprenditore Volk. Quanto, però, nella costruzione dell’architettura di Gothica ha contato il contesto socio-politico attuale in Italia?
Indubbiamente ne sono stato influenzato, tuttavia durante gli studi sugli Ogm e clonazione ho tentato di estendere il contesto non solo all’Italia. Insomma, di imprenditori che per rafforzare il proprio potere scendono a compromessi ed entrano in politica ce ne sono tanti. Nel nostro paese e non.
Per il cardinale Kraus il discorso è più complesso. Il personaggio a fine libro mi è “sfuggito di mano”, nel senso che neppure io sono riuscito a condannarlo. Lo reputo “dannatamente umano”, così fragile nella sua paura di morire da sgretolare ogni fondamento di fede.
La Mimesis Corporation rappresenta un po’ la figura della grande multinazionale che pur di trarre profitto dalle proprie attività non guarda in faccia nessuno. Ti sei ispirato a qualche realtà esistente?
Alla Monsanto e alla Clonaid. Tutto ciò che hanno fatto lo trovate in Gothica, sempre giocando sul filo della realtà e finzione. Dove arriva la fantascienza e dove si ferma la realtà? Beh, non resta che leggere il libro, no?
Gothica, città del male e della perdizione al centro della trama del romanzo. Una città senza tempo dall’ispirazione nordica, che fa pensare, però, in qualche momento anche a Roma. Se non altro per la presenza ossessiva della Chiesa…
Gothica è una metropoli immaginaria, dall’architettura gotica per l’appunto, e dalle vaghe reminiscenze tedesche. Senza spazio, una geografia ben determinata né una precisa collocazione temporale. Ho fatto questa scelta perché volevo concentrare il romanzo su altri temi e sfumare il contesto. Il fulcro del libro è il contrasto tra Padre Faust, il prete, e Helena Wolff, la scienziata, che si trovano impigliati loro malgrado nella rete della multinazionale Mimesis Corporation e in una realtà politica dove la Chiesa ha una forte influenza. Non è così distante dalla nostra realtà, se vogliamo.
Quanto è stato complicato destreggiarsi tu temi etici come questi mantenendo una coerenza di fondo come quella che emerge nel libro?
Non è stato così difficile, in realtà, perché ho evitato di esprimere dei giudizi o di rendere la “mano” del narratore troppo presente. Ho semplicemente presentato i fatti, lascio al lettore decidere e farsi un’opinione personale. Poi, ovvio, io sono a favore del progresso, ma è indubbio, e ce lo insegna la storia, che spesso e volentieri la scienza è stata asservita a scopi di lucro, così come la Chiesa è rimasta confinata e alienata nei suoi dogmi troppo restrittivi.
Ogm, clonazione, eugenetica: hai affrontato temi piuttosto complessi nel romanzo. Quanto è stato stimolante (se lo è stato) confrontarsi con questa idea che sta alla base del progetto VerdeNero?
Moltissimo, perché i miei studi sono sempre stati scientifici, fino alla mia laurea in ingegneria delle Telecomunicazioni. Questo libro rappresenta un trait d’union tra il Francesco ingegnere e il Francesco scrittore, tra il lavoro e la passione.
Tags: Francesco Falconi, Gothica





Giugno 30th, 2010 at 11:11 am
[...] vi lascio un’intervista sul blog di Verdernero, sempre su Gothica. Dopo aver letto uno strano tweet, aggiungo un’ultima postilla e poi perdo [...]