Ecomafia 2010, cosa si nasconde dietro la facciata
Foto Cianciullo. Lo hanno chiamato ad arte “Rapporto sul Contrasto all’illegalità ambientale”, ma non è altro che una falsa copia del nostro rapporto ecomafia, che da qualche anno esce con la più snella dicitura di Ecomafia - seguito dall’anno in questione.
E’ un’idea delle fervide menti che muovono la baracca di quello che attualmente si definisce Ministero dell’ambiente, ed è stato presentato la settimana scorsa, proprio un paio di settimane prima dell’uscita di Ecomafia 2010 - prevista per il 9 giugno.
E voi vi starete chiedendo: che importanza ha chi pubblica cosa? L’importante è dare maggiore visibilità possibile ai temi legati alla criminalità ambientale. Avete senza dubbio ragione, ma bisogna fare un paio di passetti indietro giusto per capire da quale pulpito viene la predica.
Per spiegarvi cosa intendo dire mi limito a riportare due semplici questioni sollevate da Ermete Realacci, che non è certo il mio idolo politico, ma che in questo caso non posso non condividere.
E’ positivo, infatti, dice Realacci, che il Ministero dell’ambiente si occupi di ecomafia e che imiti quello che le associazioni ambientaliste fanno da diversi anni con il rapporto Ecomafia, ma sarebbe ancora meglio se il ministro si occupasse di fare ciò per cui è stato destinato, ovvero il ministro dell’ambiente.
A che si riferisce Realacci? Esattamente all’ennesimo condono edilizio ‘mascherato’ che sta all’interno della recente manovra economica del Governo - come vi dicevo qualche giorno fa, una vera e propria sanatoria per quegli immobili su cui sono state effettuate variazioni e ampliamenti non denunciati al fisco - e al decreto legge sulle intercettazioni, di cui abbiamo parlato a lungo su questo blog, che impedirebbe di utilizzare quello che per anni si è rivelato essere uno degli strumenti più efficaci per contrastare le ecomafie.
Ma non finisce qui, un’altra questione importante è anche quella sollevata da Roberto Saviano nella prefazione di Ecomafia 2010, che riguarda la cosiddetta “emergenza rifiuti” in Campania. Saviano fa notare come cambi la prospettiva del problema una volta letto il rapporto. Quella che, infatti, hanno voluto farci credere fosse finita - l’emergenza rifiuti - è stata solo sotterrata, così come i rifiuti che l’hanno causata.
Non è finito un bel niente, si è tolta solamente la spazzatura dalle strade, ma se non si risolve il problema a monte il rischio è che già nel 2011 ci tornerà di nuovo. Il Governo, insomma, sembra aver agito più che altro su ciò che appare, ma meno su ciò che è. Una questione di immagine, che la berlusconiana filosofia di questo Governo sa bene come manipolare. La stessa mera immagine che sembra interessare (unicamente) alla Prestigiacomo ministra a dispetto di tutto quello che si nasconde dietro.
Rapporto sul Contrasto all’illegalità ambientale
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