Io sto con Emergency. Calunnie sul centro di Lashkar Gah
Aggiornamento: Emergency ha lasciato l’ospedale di Lashkar Gah.
Si chiamano Matteo dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani, rispettivamente infermiere, chirurgo e tecnico della logistica del centro di Emergency a Lashkar Gar, in Afghanistan.
Come saprete si tratta dello stesso centro al quale vanno una parte dei diritti di “Guerra alla terra”, il VerdeNero Inchieste a cura di Peacereporter.
I tre italiani sono stati prelevati sabato scorso dall’ospedale con l’accusa (infamante) di aver partecipato a un complotto per uccidere Goulab Mangal, governatore della provincia di Helmand.
Nei giorni scorsi sono state spese molte parole sulla vicenda, molte delle quali si sono rivelate prive di fondamento, a partire dalle dichiarazioni di Daoud Ahmadi, portavoce della provincia di Helmand, che al Times aveva detto che i tre italiani erano in combutta con Al Qaeda. Dichiarazioni smentite proprio oggi in un’intervista a Il Giornale.
Smentite arrivano anche dai taliban locali circa gli eventuali rapporti con i tre operatori. Lo ha affermato oggi il taliban Abdul Khaliq Akhund in un’intervista telefonica ad Aki-AdnKronos International.
Non si capisce allora perché i tre operatori debbano rimanere in stato di fermo. E personalmente non posso non condividere le affermazioni di Maso Notarianni, responsabile comunicazione di Emergency, il quale sostiene che “più che di detenzione si può parlare di sequestro”.
“A questo punto” ha aggiunto “mi sembra lecito esigere la liberazione del nostro personale e chiediamo che il governo si attivi in questo senso”. Un governo che, però, finora si è distinto solo per le affermazioni poco lusinghiere di Frattini che aveva detto nei giorni scorsi di “pregare” perché non fosse vero il coinvolgimento dei volontari, altrimenti sarebbe stata “una vergogna per l’Italia”.
Se volete sostenere la causa dei tre operatori e di Emergency potete farlo firmando sul sito dell’associazione l’appello Io sto con Emergency, già sottoscritto da decine di migliaia di persone.
Inoltre, per sabato 17, Emergency ha organizzato una manifestazione di protesta a Roma, in Piazza Navona, a partire dalle ore 14.30.
Firma l’appello Io sto con Emergency
Su Repubblica Accuse ai tre italiani, gli afgani frenano
Tags: Afghanistan, Io sto con Emergency





Aprile 13th, 2010 at 10:00 am
Io invece qualche dubbio su Emergency ce l’ho, e già da molto tempo. Da più parti sono emerse voci inquietanti sul vero ruolo della Onolus, che la legherebbero al traffico d’armi, e mi riferisco a testimoni oculari, volontari e operatori in Afghanistan. Mi riferisco al modo oscuro e anche ignobile in cui è stato lasciato a morire l’interprete di Mastrogiacomo, che non è mai stato chiarito. Vi ricordate le patetiche risposte “ma, non sappiamo, l’hanno liberato ma lui ha preferito tornare a casa per conto suo…” neanche uscisse da un ristorante in centro città invece che provenire da una esperienza tragica e sconvolgente in un territorio ostile.
Possibile che, mentre Gino Strada e Mastrogiacomo festeggiavano, nessuno si chiedesse come mai il poveretto non fosse stato liberato? Forse perché, parlando il Pashtu, l’interprete aveva sentito troppo, aveva capito che fra il numero due di Emergency, che conduceva le trattative, e i rapitori, i rapporti erano un po’ troppo amichevoli, tanto da far pensare a un accordo per spartirsi il denaro del riscatto.
E perché chi ha visto le armi leggere, Kalshnikov e mitragliette Skorpion, occultate nei container che trasportavano attrezzature sanitarie, è stato messo a tacere?
C’è del marcio, in Emergency, e sarebbe ora che NOI lo portassimo alla luce, prima che lo faccia chi ha tutti gli interessi a screditare quanto di buono c’è nelle organizzazioni non profit, le quali rischiano di pagare le colpe delle poche mele marce come, appunto, Emergency.
Piantiamola di usare le nostre energie per difendere gente che sostiene di essere contro la guerra solo per riempirsi le tasche.
Aprile 13th, 2010 at 1:08 pm
ciao Andrea, rispetto la tua opinione ma le tu mi sembrano affermazioni piuttosto “forti” non supportate da uno straccio di prova. Avere dei dubbi è umano ma il marcio è un’altra cosa. Potremmo stare ore a parlare di ciò che di marcio c’è nella missione italiana in Afghanistan… Un saluto
Aprile 13th, 2010 at 4:04 pm
Ad andare contro Emergency si rischia di fare la fine di Ilaria Alpi. Io il suo coraggio non ce l’ho. Questo non vuol dire che il comportamento di Gino Strada e i suoi non mi indigni profondamente. Certo, non potrei mai portare Emergency in tribunale, anche perché gode di coperture e protezioni a livello altissimo e amicizie potenti (a cominciare da Tronchetti Provera e Moratti). Ma la stessa cosa si può dire per quasi tutto il marcio che domina la nostra società, dai politici corrotti ai preti pedofili. Anch’io rispetto chi insiste a illudersi che Emergency sia pulita, ma lasciatemi almeno la possibilità di raccontare quello che so, che non sono solo sospetti.
Aprile 15th, 2010 at 4:11 pm
speriamo sia dimostrata il prima possibile l’innocenza di Emergency in modo ke possa riprendere la sua lodevole attività e vengano cos’ fermati gli attacchi ke partono da ogni parte,nn ultimo quello del TIMES
http://www.loccidentale.it/articolo/caro+gino+strada,+adesso+hai+capito+quant‘è+forcaiolo+e+razzista+il+times.0089269