Amianto, anche a Taranto scatta la mobilitazione. On line la petizione di Ulderico Pesce
Si sono presentati in corteo davanti alla sede dell’Inail con una bara vuota e un sottofondo di marce funebri. E’ stato questo il gesto dimostrativo col quale più di cento lavoratori dell’azienda Belleli e dell’Arsenale della Marina militare di Taranto hanno manifestato due giorni fa nel capoluogo pugliese.
La richiesta era di estendere i benefici previdenziali per l’esposizione all’amianto negli anni successivi al 1992, anno in cui il “killer” invisibile in Italia è diventato fuori legge.
Secondo i sindacati confederali e i Cobas, infatti, le condizioni di esposizione sono rimaste immutate anche negli anni successivi al ‘92.
Un precedente positivo in questo senso già esiste, come ci raccontava qualche tempo fa Stefania Divertito, autrice di “Amianto. Storia di un serial killer”.
Grazie infatti all’ottimo lavoro della procura di Padova - che aveva rinviato a giudizio per omicidio colposo otto alti ufficiali della Marina Militare che avevano omesso di informare i marinai dei pericoli a cui andavano incontro con l’esposizione all’amianto - la Marina Militare aveva stabilito di risarcire con 800 e 850 mila euro le famiglie delle due vittime che avevano dato il via al processo.
Tutto ciò, secondo la procura, riguardava un periodo compreso tra il 1980 e il 1994, quindi ben oltre la data in cui è stata emanata la legge che mette al bando l’amianto in Italia.
Sicuramente un caso giuridico che potrebbe in qualche modo sostenere la posizione dei sindacati e degli esposti, contrariamente alla tesi sostenuta dal Contarp (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione), secondo il quale dopo il 1992 l’esposizione sia da considerarsi cessata.
Per chi fosse interessato segnalo anche una petizione promossa da Ulderico Pesce che proprio recentemente ha messo in scena il testo teatrale di “A come Amianto”.
Attraverso la petzione si chiede al presidente del consiglio la bonifica immediata dei siti a rischio, la messa in sicurezza delle cave di amianto, la scelta di sistemi di smaltimento sicuri, la massima trasparenza nell’iter di localizzazione e realizzazione degli stessi e lo sblocco dei 50 milioni di euro approvati e stanziati dal Governo Prodi che serviranno come Fondo per le vittime dell’amianto.
Grazie a Stefania per il suggerimento
Tags: amianto, Stefania Divertito, Ulderico Pesce





Agosto 4th, 2010 at 3:37 pm
SIAMO IN CRISI A TARANTO