Rifiuti, in Senato il disegno di legge per il ritorno del vuoto a rendere
Risolvere in modo corretto il problema dello smaltimento dei rifiuti è una questione estremamente complessa che non si riduce alla semplice raccolta differenziata.
L’immondizia va ridotta a monte diminuendo la quantità di rifiuti immessi nel mercato. Questo vuol dire ridurre gli imballaggi e riutilizzarli quando è possibile - non è un caso il successo dei distributori di prodotti alla spina, detersivi in primis ma non solo.
Ma non ci sono solo i prodotti alla spina, basti pensare alla pratica del vuoto a rendere, vecchia come il cucco, ma molto efficace e purtroppo abbandonata ormai quasi totalmente nel nostro paese. E proprio questa pratica ha intenzione di riportare in auge il ddl presentato ieri in Senato da Francesco Ferrante.
Il disegno di legge, che era già approdato alla Camera nel mese di dicembre, è stato firmato e condiviso da diversi senatori e nasce dall’esperienza del Comitato Vetro Indietro, un’iniziativa che ha ormai quasi due anni alle spalle e che è frutto della collaborazione di Italgrob (Federazione Italiana Grossisti Distributori Bevande) – Fipe-Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), Legambiente e Savno, Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale, il consorzio che da 7 anni si occupa della gestione dei servizi di igiene ambientale nel trevigiano.
E infatti proprio nel trevigiano è stato effettuato il primo esperimento di vuoto a rendere nell’ambito del canale Horeca (acronimo di Hotellerie, Restaurant e Café) per valutare la fattibilità di un progressivo ritorno al sistema al di fuori delle mura domestiche.
Lo studio, condotto dall’università Ca’ Foscari di Venezia, ha messo a confronto il sistema standard di recupero del vetro e una apposita filiera orientata al riuso delle bottiglie, e “ha evidenziato” spiega Stefano Rossi, consulente dell’università Ca’ Foscari “come quest’ultima risulti vantaggiosa per i principali indicatori di impatto ambientale (consumo energetico ed effetto serra) già dai due o tre riutilizzi. L’aspetto potenzialmente più controverso riguarda i consumi d’acqua, che non risultano però necessariamente maggiori nel caso del riuso nonostante i lavaggi”.
Per ciò che riguarda l’effettiva riduzione di vetro e i vantaggi economico-ambientali, bisogna invece attendere i risultati definitivi della prima fase sperimentale.
Basta comunque ricordare che “negli Stati Uniti d’America, in circa dodici Stati, è in vigore l’utilizzo del vecchio sistema, regolato dal Bottle Bill, che ha diminuito fino al 70% i rifiuti di lattine, cartoni e vetro” dice il senatore del Pd Francesco Ferrante “mentre in Germania e nei Paesi scandinavi il sistema del vuoto a rendere è una prassi mai caduta in disuso, che in Italia potrebbe essere reintrodotta mediante l’istituzione di vere e proprie filiere di recupero degli imballaggi, la creazione di sistemi di cauzioni più moderni, ma soprattutto l’incentivo, per i soggetti aderenti, di sgravi fiscali sulla Tarsu e dilazioni di pagamento dell’Iva”.
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