Cementificazione, follia bipartisan a tutti gli effetti
Foto Roberto Ferrari. Basta costruire, basta spargere cemento ovunque, il suolo è una risorsa preziosa. Era questo, se vi ricordate il messaggio di Stop al consumo di territorio, la campagna contro la cementificazione del suolo italiano di cui vi parlai più o meno l’anno scorso di questo periodo.
Parte dalle stesse premesse il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo (CRCS), nato dall’unione delle forze di Legambiente e dell’Istituto Nazionale di Urbanistica.
L’obiettivo del CRCS sarà quello di ridurre il consumo di suolo e agire in sua tutela con attività di analisi e monitoraggio divulgando l’argomento, a livello nazionale e internazionale, presso istituzioni, comunità scientifica e mezzi di comunicazione.
Parlando nei giorni scorsi di questo argomento con un mio amico architetto sostenevo la tesi secondo cui è impensabile che oggigiorno un professionista del settore non si ponga il problema etico-economico-sociale dell’impatto di nuove costruzioni sulla realtà che ci circonda.
Ora è evidente che la responsabilità non può gravare solo sulle spalle della categoria architetti, ma riguarda diversi settori di tali economie, a partire dalle amministrazioni locali. Recentemente infatti sono state proprio queste ultime a contribuire all’insensata corsa al consumo di suolo, grazie all’utilizzo degli oneri di urbanizzazione.
Una volta questi ultimi erano utilizzati dai Comuni per pagare essenzialmente le opere pubbliche, ma ora con il taglio dell’Ici, la tassa sulla prima casa, che ha ridotto drasticamente il trasferimento di fondi alle amministrazioni locali, gli oneri sono diventati una delle poche possibilità per sostenersi economicamente.
Da qui la corsa al consumo di nuovo suolo, come fa notare Federico Oliva, presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, alimentata anche “da un sistema di mobilità ancora fondato sull’autovettura privata, e concentrata nelle aree più accessibili e più fertili del Paese”, rubando spazio così alle colture agricole.
Ogni giorno, infatti, in Italia scompaiono sotto il cemento oltre 100 ettari di suolo. Secondo i calcoli effettuati dall’urbanista Paolo Bernardini, tra il 1995 e il 2006 circa 750 mila ettari di suolo, pari all’estensione dell’Umbria, sono praticamente stati sommersi da nuove costruzioni.
Un fatto ancora più drammatico se si pensa che mentre le città continuano ad allungare i propri tentacoli all’esterno, il numero di case sfitte rimane elevatissimo ovunque. Secondo un’indagine Eurispes a Roma sono oltre 135 mila gli alloggi completamente sfitti, a Milano circa 35 mila e a Firenze 10-15 mila.
Sarà quindi attraverso un’attenta opera di monitoraggio che il CRCS si proporrà di analizzare le ricadute del fenomeno a livello ambientale, economico e sociale e di individuare poi le politiche e gli strumenti adeguati attraverso i quali governare il territorio. Mentre allo stesso tempo ci vorrà certamente una buona dose di attenzione (e collaborazione) anche da parte delle amministrazioni locali.
Un esempio meritevole? Una volta tanto c’è. Sto parlando del Comune di Cassinetta di Lugagnano, il cui sindaco Domenico Finiguerra è fra i promotori del movimento “Stop al consumo di territorio”. Grazie a una “delibera di resistenza”, approvata dal consiglio comunale nell’ottobre scorso, il piccolo abitato della Lombardia ha infatti detto no al profluvio di nuovi ampliamenti edilizi concessi dal piano casa regionale in applicazione di quello nazionale voluto da “sua eminenza” Silvio Berlusconi.
Una goccia nell’oceano, direte voi, ma indubbiamente una goccia che a livello simbolico pesa come un macigno, soprattutto in un paese come il nostro, dove la follia del mattone ha contagiato più o meno tutti da circa sessant’anni. E in questo, senza ombra di dubbio, il bipartisanismo ha trovato la sua forma di espressione migliore.
Per maggiori info sul CRCS leggi il comunicato su Legambiente
L’estensione di suolo consumato in Italia negli ultimi anni dall’urbanizzazione. Nuovi calcoli
Piani casa regionali, più cemento per tutti. Ma Cassinetta di Lugagnano non si adegua





Marzo 7th, 2011 at 3:22 pm
[...] tema di quest’anno è il consumo di suolo, un argomento assai caro a noi di VerdeNero, che già in passato avevamo segnalato la lodevole iniziativa di Stop al consumo di [...]
Gennaio 31st, 2012 at 7:23 pm
[...] Leggi anche Cementificazione, follia bipartisan a tutti gli effetti [...]