Rosarno, l’immigrazione clandestina e gli effetti della legge Bossi-Fini

Si è detto e si continua a dire talmente tanto sulla vicenda degli immigrati clandestini di Rosarno che sarebbe inutile alimentare il coro (a prescindere da che parte tenda).

Preferisco proporvi semplicemente la visione del filmato di Gianluigi Lopes intitolato La città di cartone, opera menzionata nella sezione “TV” nel Premio “L’anello debole” 2009 che documenta la situazione di degrado (Medici Senza Fronterie l’ha definita di “crisi umanitaria”) in cui sono costretti a vivere gli stagionali che raggiungono la piana di Gioia Tauro per la raccolta degli agrumi.


Giova ricordare che esiste una legge, la cosiddetta Bossi-Fini, la quale disciplina l’immigrazione in Italia, che ha generato un circolo vizioso per cui nel nostro paese se non hai il permesso di soggiorno non lavori e se non lavori non ti danno il permesso di soggiorno. Questo, anche se indirettamente, finisce per agevolare le mafie e la loro capacità di sfruttare i clandestini.

Allo stesso tempo, contrariamente a quanto stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati, proprio a causa di questa legge, migliaia di migranti e richiedenti asilo rischiano ogni anno di essere respinti verso paesi in cui sono a rischio di violazioni dei diritti umani.

Parlo principalmente della Libia, con la quale l’Italia lo scorso anno ha raggiunto un accordo in questo senso. E il destino dei migranti respinti oltre le proprie frontiere? Il nostro paese se ne lava le mani.

Legge Bossi-Fini

Leggi Una stagione all’inferno, il rapporto di MSF che denuncia le drammatiche condizioni degli stranieri impiegati in agricoltura nelle campagne del Sud Italia

Ong contro l’accordo Italia-Libia

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2 commenti a “Rosarno, l’immigrazione clandestina e gli effetti della legge Bossi-Fini”

Eco della Terra Dice:

La Bossi-Fini a mio avviso è immorale, e tra l’altro esaspera la situazione invece di risolverla, perchè i clandestini non spariscono, e persone che prima potevano essere regolarizzate e gli si poteva dare il permesso di soggiorno ora sono clandestini vituperati.

Emiliano Dice:

sì, tra l’altro credo che il problema sia da ricercare ancora più a monte. Perché se l’Italia fosse un paese civile e trovare un datore di lavoro che ti regolarizza subito non fosse così complicato, forse il problema della regolarizzazione dei clandestini non sarebbe neanche una vicenda insormontabile. La questione nasce dal momento in cui c’è la possibilità di scegliere (per un datore di lavoro) tra lavoro nero e lavoro regolare, che una persona civile non dovrebbe neanche porsi, ma che evidentemente in Italia alletta, in particolare dove sussistono interessi mafiosi. Ciao

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