Partito il processo Eternit per le vittime dell’amianto. Intervista a Stefania Divertito
Foto Processo Eternit. E’ inziato ieri il processo Eternit di Torino per le vittime dell’amianto. E’ stato definito il processo dei record: secondo una prima stima, infatti, sono 2100 le persone che hanno chiesto di costituirsi parte civile.
E’ la prima volta che in Europa si tiene un processo di queste dimensioni. L’accusa, per il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il nobile belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier, è di disastro doloso e rimozione volontaria di cautele antinfortunistiche.
Ne ho approfittato per fare qualche domanda a Stefania Divertito, autrice per noi di “Amianto. Storia di un serial killer”.
E’ cominciata ieri la prima udienza del maxiprocesso Eternit di Torino. Tecnicamente cosa è accaduto nell’aula del capoluogo piemontese?
Ieri il processo è entrato nel vivo. Si sono costituite 600 nuove parti civili, sono state affrontate le questioni tecniche, il tutto a banco degli imputati vuoto. I due indagati, infatti, lo svizzero Stephan Ernest Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier de Marchienne non erano presenti. Peccato, per le migliaia di persone che attendevano questo “faccia a faccia” e che oggi sono andate al Palazzo di Giustizia di Torino.
Quali saranno i prossimi passi da fare? E quali saranno i tempi auspicabili del processo?
Il procuratore Raffele Guariniello, la vera anima di questo maxi processo, ha detto che i tempi saranno brevi e giusti. Speriamo, perchè non c’è più tanto tempo. Proprio oggi, ad esempio, è morto un altro cittadino di Casale Monferrato, l’epicentro del terremoto amianto, altri tre la settimana scorsa. Adesso, mentre il processo va avanti, occorre che l’attenzione non scemi e che nasca un vero e proprio pressing anche politico per sbloccare i disegni di legge per la tutela delle vittime che giacciono da anni in Parlamento.
A Torino sono giunte migliaia di famiglie da tutta Italia per le quali sono stati allestiti dei maxischermi per seguire l’udienza. Cosa si aspettano i famigliari delle vittime da questo processo?
Dicono tutti la stessa cosa: “Vogliamo giustizia”. Per loro, la parola giustizia non è sinonimo di risarcimento economico, come i legali degli imputati vogliono far passare. Loro vogliono che sia riscritta una volta e per sempre la storia della Eternit, che si racconti al mondo che i titolari di quella fabbrica di morte a un certo punto della vicenda erano consapevoli di avere a che fare con la lavorazione di un materiale tossico e cancerogeno.
Sul processo Eternit incombe minacciosa l’ombra del processo breve. Il rischio è che, come per tanti altri processi che riguardano migliaia di cittadini italiani (ad esempio quello Parmalat), si finisca con un’amara prescrizione dei reati…
Pare un rischio scongiurato, almeno così ci stanno rassicurando. Perchè sembra che questo tipo di reato possa rientrare nella categoria di reato ad allarme sociale che dovrebbe essere salvato dalla lista del processo breve. Anche per questo è importante non abbassare la guardia e continuare a vigilare…
“Un solo essere umano” si leggeva ieri mattina sullo striscione dei minatori francesi presenti a Torino “ha più valore che tutto l’amianto e il profitto del mondo”. Finora non è mai stato così purtroppo, almeno per molti imprenditori senza scrupoli. Credi che questo processo, da questo punto di vista, rappresenti un segnale importante? Un’inversione di tendenza?
Sì, ne sono sicura. Questo processo lancia un segnale chiaro: non può esistere l’impunibilità di chi in maniera scellerata manipola la vita dei lavoratori e dei cittadini. Credo che i datori di lavoro non potranno più sentirsi così al sicuro…
Presto partirà un altro processo altrettanto importante per le vittime dell’amianto. Quello di Padova. Un altro tassello importante per l’affermazione della verità…
Sì, quello poi è un procedimento che fino ad oggi è sempre passato un po’ sotto silenzio, ne hanno parlato solo gli addetti ai lavori e i giornali locali. Pochi articoli in nazionale, nessun passaggio in tv. Eppure sarà un processo storico. Alla sbarra ci sono i vertici della Marina Militare che però in questo senso ha già fatto registrare un’inversione di tendenza rispetto all’atteggiamento ostativo di qualche anno fa: a settembre ha stabilito il risarcimento di 850 mila euro per le famiglie delle due vittime che con la loro denuncia hanno fatto aprire il processo di Padova.
Amianto. Storia di un serial killer
Tags: amianto, Eternit, Stefania Divertito





Gennaio 18th, 2010 at 12:41 am
[...] va avanti il Processo Eternit, la possibilità che il processo breve diventi legge pende come una spada di Damocle sul futuro di [...]
Febbraio 3rd, 2010 at 7:39 pm
[...] famiglie delle vittime sperare concretamente di ottenere giustizia in attesa degli esiti del grande processo Eternit e dall’altra la preoccupazione per i possibili effetti su di esso dell’eventuale legge [...]