Navi a perdere, le domande a cui dovrebbe rispondere il Ministero dell’ambiente
Secondo il Ministero dell’ambiente i dubbi circa il posizionamento del relitto ritrovato a largo di Cetraro non sarebbero fondati in quanto c’è “piena identificazione fra il relitto indagato in settembre (dalla Regione Calabria ndr) e quello ispezionato dalla Mare Oceano” e inoltre “le due navi che hanno svolto gli accertamenti si sono posizionate sulle identiche coordinate fornite dalla Procura di Paola e, quindi, dalla Dda di Catanzaro”.
Mentre le incongruenze circa le coordinate riferite all’affondamento della nave Catania e quelle dove la Mare Oceano avrebbe svolto le sue indagini sarebbe “spiegabile con i diversi criteri e tecniche di localizzazione di oggi rispetto a 90 anni fa quando i margini di approssimazione erano molto superiori a quelli odierni (stiamo parlando di più di 3 miglia ndr)”.
Ma i dubbi e le incongruenze non si limitano a questo e non basterà certo la pubblicazione (imminente, si legge sul sito del ministero) di tutte le immagini riprese dalla nave “Mare Oceano” nel corso degli accertamenti svolti sul fondale del Tirreno a largo di Cetraro (un gesto di trasparenza a posteriori inutile quanto tardivo) per dissipare tutte le incertezze che questa vicenda richiama.
Sono molte infatti le domande a cui dovrà rispondere il governo. Domande che in parte vi avevo già anticipato nel post intitolato Nessuna nave dei veleni. Nessun rifiuto radioattivo. C’è qualcosa che non torna… e che possono essere certamente completate nei 19 punti presentati dalle associazioni che il 24 ottobre avevano organizzato la manifestazione nazionale di Amantea.
1. Come è possibile che una persona non del luogo, come Francesco Fonti, fosse a conoscenza della presenza di un relitto nei fondali di Cetraro esattamente nel sito dove è stato trovato?
2. Perché questo relitto, se conosciuto dalla Marina Militare e dalle Capitanerie di Porto, non è stato segnalato a tempo debito al Procuratore Giordano titolare dell’inchiesta?
3. Perché esistono differenze sostanziali tra le caratteristiche del relitto di Cetraro e del piroscafo Catania? Quest’ultimo, secondo i dati dei costruttori, era lungo 95,8 metri mentre la lunghezza ufficiale del relitto, comunicata dal Governo, è pari a 103 metri. I dati differenti del piroscafo Catania sono ben noti e riportati nel registro navale della World Ship Society e pubblicati dal sito specializzato Miramar Ship Index. Gli stessi identici dati sono pubblicati anche sul sito specializzato nella storia degli U-boat (www.uboat.net).
4. Perché dai registri navali risulta che il piroscafo Catania venne affondato almeno a 3,2 miglia di distanza dal punto dove la “Mare Oceano” stava effettuando le verifiche. Un punto più a largo di circa cinque chilometri, non qualche centinaio di metri.
5. Come mai le foto e le riprese video effettuate dal Rov della Nave Oceano sembrerebbero diverse da quelle realizzate dal Rov dell’Arpacal?
6. Perché non è stato ancora reso pubblico l’intero filmato georeferenziato realizzato dal Rov della Mare Oceano?
7. Perché il Ministro, prima ancora che il Rov della Geolab si immergesse nelle acque, ha comunicato che il relitto di Cetraro non poteva essere quello del Cunsky ?
8. Che fine hanno fatto i fusti o maniche a vento ripresi dal Rov inviato dalla Regione Calabria e perché non sono stati recuperati e portati in superficie a prova della asserita verità?
9. Perché la ministra Prestigiacomo ha subito detto che il “caso è chiuso” senza neanche accertarsi del carico della nave?
10. Perché sono stati comunicati solo i dati delle analisi sulla radioattività effettuate a 300 metri di profondità nonostante il relitto si trovi ad oltre 480 metri? Questa differenza incide notevolmente visto che le radiazioni gamma hanno una schermatura diversa a seconda della profondità. Ad esempio 170 metri generano un livello di schermatura pari ad un fattore 3*E126. Quindi anche in presenza di numerosi noccioli di reattori nucleari la contaminazione radioattiva non sarebbe facilmente rilevabile.
11. Perché, nonostante la richiesta ufficiale da parte della Regione Calabria, non è stato comunicato il protocollo scientifico adottato per compiere le analisi sul relitto, sui fondali e nelle acque circostanti?
12. Perché non sono state condotte, in via preliminare, le dovute indagini sulla catena alimentare della fauna ittica e sui sedimenti dei fondali onde rilevare la presenza di eventuali radionuclidi e/o agenti contaminanti di diversa natura? Questo allo scopo di tranquillizzare la popolazione in caso di eventuale riscontro negativo o viceversa proclamare lo stato di emergenza onde ricorrere agli indennizzi in caso di riscontro positivo (alla luce di indagini pregresse che già paventarono tale possibilità)?
13. Perché per la vicenda del relitto di Cetraro è stato adottato un metodo differente da quello utilizzato per le indagini sul materiale contaminato rinvenuto nella vallata dell’Oliva dove le analisi sui campioni prelevati saranno condotte da quattro laboratori differenti mentre sulla Nave Oceano non è stato permesso l’ingresso, se non per poche ore, ai ricercatori dell’Arpacal?
14. Perché tanta fretta nel chiudere le indagini e nel mandare via la Nave Oceano mentre , vista la presenza in loco dell’imbarcazione, si sarebbe potuto continuare a scandagliare tutto il mare circostante Cetraro?
15. Perché la Capitaneria di Porto di Cetraro nel 2007 emise l’ordinanza di divieto di pesca a poche centinaia di metri dal luogo indicato da Fonti , subito dopo le analisi effettuate dall’Arpacal che indicavano la presenza allarmante di metalli pesanti quali l’arsenico, il cobalto ed il cromo sul pescato?
16. E perché quell’ordinanza venne ritirata un anno dopo? Sarebbe utile comunicare i risultati di quelle analisi.
17. Perché non sono stati applicati anche a Cetraro i recenti provvedimenti legislativi (L. 123/2008 e L. 210/2008) che classificano come siti strategici di interesse nazionale le aree in cui vengono smaltiti o individuati rifiuti tossici e/o nocivi?
18. Chiediamo alla Ministro Prestigiacomo se è a conoscenza dei filmati effettuati nel 2005 2006 per conto della Procura di Paola della società Nautilus e chiediamo cosa questi hanno filmato e di rendere pubblici tali filmati.
19. Perché ad esprimersi sui risultati dei riscontri effettuati dalla nave Oceano sono stati la ministra Prestigiacomo ed il procuratore generale della DNA Pietro Grasso e non il titolare delle indagini?
Le associazioni che pongono queste domande sono: Comitato Civico Natale De Grazia, Movimento Ambientalista del Tirreno, Forum Ambientalista, Beni Comuni Cosenza, Rosso Cetraro, WWF Amantea-Belmonte C., Associazione Paolab, Associazione Confronti, Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere, CGIL Amantea, Cib Unicobas e Ammazzateci Tutti movimento antimafia.
Sarebbe utile e necessario (molto più della semplice pubblicazione delle immagini sottomarine) che il Ministero dell’ambiente rispondesse e fugasse (sempre che sia possibile, a questo punto è legittimo chiederselo) ogni dubbio relativo a questa intricata vicenda.
Leggi anche Ci sono due navi a largo di Cetraro. Il caso delle navi a perdere va riaperto
Nessuna nave dei veleni. Nessun rifiuto radioattivo. C’è qualcosa che non torna…
Fonte La voce dell’emergenza
Navi a perdere di Carlo Lucarelli
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