Ci sono due navi a largo di Cetraro. Il caso delle navi a perdere va riaperto

Foto Andrea Grandi. Bene. Non era quindi uno supposizione fantascientifica quella che avevo formulato in questo blog il giorno 30 ottobre, proprio all’indomani della decisione del Ministero dell’ambiente di archiviare il caso della nave a perdere ritrovata a largo di Cetraro.

Il ministero aveva comunicato infatti alla stampa che la nave ritrovata nel Tirreno, a largo delle coste calabresi, non era la Cunski e che a bordo non c’era nessuno rifiuto radioattivo, ma che si trattava invece della nave passeggeri Catania, affondata nel 1917.

Ma come dicevo i conti non tornavano perché innanzitutto il piroscafo venne affondato almeno a 3,2 miglia di distanza (circa 5 chilometri) da dove la “Mare Oceano” ha effettuato i rilevamenti e inoltre erano veramente troppe le incongruenze da spiegare.


Il caso era stato riaperto lunedì dal Wwf, che aveva chiesto “una perizia pubblica comparata che possa fugare ogni dubbio e accertare appieno la verità sull’identità e il contenuto della nave affondata a Cetraro”.

Al centro della discussione le coordinate del relitto: 39° 28.50’ nord, 15°, 41’ e 57’’ est, assai diverse da quelle della nave Catania, 39° 32’ nord e 15° e 42’ est. Circa 6,5 chilometri di differenza, scrive il quotidiano Terra.

“Se esistesse un manuale per insinuare dei dubbi su un’operazione come quella condotta dalla Oceano Mare, il ministero l’ha seguito alla lettera” dice Andrea Peiser, lo zoologo marino che coordina la commissione scientifica del comitato “Navi dei veleni” di cui fa parte anche il comune di Cetraro, intervistato da Terra.

Secondo Peiser, “quello che maggiormente colpisce è l’ostentata mancanza di trasparenza nelle operazioni della Oceano Mare”.

“L’ipotesi più plausibile” si legge sempre sul quotidiano “è che al largo delle coste di Cetraro ci siano due relitti, uno pericoloso e l’altro no e che i dati forniti dalla Oceano Mare si riferiscano a quest’ultimo. Del resto non sarebbe un fatto strano. È notorio che in fondo a questo tratto del Mediterraneo ci sia di tutto, dalle navi ‘chiacchierate’ ai pescherecci innocui fino ad arrivare agli aerei abbattuti durante la Seconda guerra mondiale”.

Per ora l’unica cosa chiara è che le coordinate dove la nave del ministero “Mare Oceano” ha individuato il relitto non corrispondono né a quelle dove già a settembre aveva effettuato le sue ricerche la Regione Calabria (sulla presunta nave dei veleni) né a quelle dove presumibilmente si dovrebbe trovare la nave Catania. Un terzo relitto quindi?

La mia non vuole essere assolutamente una battuta, ma le vicenda di Cetraro dimostra chiaramente come spesso (molto spesso, troppo spesso) la realtà sia assai più noir dei romanzi di VerdeNero. E questo non è certo consolatorio.

Per maggiori info leggi Terra

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