La lotta alle mafie, il ruolo della cultura e le navi a perdere

Si è tenuta il fine settimana scorso a Roma la terza edizione di “Contromafie. Stati generali dell’antimafia”, la manifestazione nazionale organizzata da Libera, l’associazione contro le mafie guidata da Don Luigi Ciotti, a cui hanno partecipato circa 2.500 persone giunte da tutt’Italia, ma anche dal resto d’Europa, dalla Russia, dal Messico, dalla Colombia, dall’Ecuador e dal Brasile.

Una tre giorni di lavoro che ha portato all’elaborazione di diverse proposte concrete, sintetizzabili nel Manifesto degli stati generali dell’antimafia presentato nella giornata conclusiva da Libero De Rienzo, l’attore che dà il volto a Giancarlo Siani nel film “Fortapàsc” di Marco Risi.


Nel documento compare un trafiletto interessante in cui si parla di “garantire uno spazio di confronto tra personalità della letteratura, dello spettacolo e dell’arte che attraverso la musica, il cinema, il teatro, la scrittura, la fiction televisiva, lavorino per una produzione di qualità, una corretta conoscenza dei fenomeni mafiosi e la diffusione di un’autentica cultura della legalità democratica”.

Un ruolo in cui, come VerdeNero, ci riconosciamo in pieno e nel quale, nel corso di questi anni, abbiamo cercato di fare la nostra parte con il massimo dell’impegno.

E’ stato un fine settimana, quello appena conclusosi, molto importante dal punto di vista simbolico nella lotta alle mafie. Come vi avevo anticipato, infatti, sabato si è tenuta ad Amantea una manifestazione nazionale per chiedere al governo di dare risposte immediate sulla vicenda “navi a perdere”.

Alla manifestazione hanno partecipato migliaia di persone, con il “Comitato civico Natale De Grazia” in testa al corteo. E, come già vi anticipavo nel mese di luglio, proprio al capitano di fregata della Marina - morto misteriosamente mentre indagava sul caso della Jolly Rosso - è stato intitolato il lungomare di Amantea.

La targa commemorativa è stata consegnata alla vedova dell’ufficiale, Anna Vespia, accompagnata dal figlio Giovanni.

Sicuramente un gesto simbolico, perché De Grazia non lo riporterà in vita nessuna targa, ma un gesto che denota la grande voglia di verità che caratterizza almeno una parte dei cittadini calabresi. C’è da augurarsi solamente che prima o poi questa voglia trovi una qualche forma di soddisfazione. Per ora non rimane che seguire con attenzione la vicenda del relitto della nave (la Cunski?) ritrovata a largo di Cetraro, sperando che le promesse del governo non si rivelino (come purtroppo spesso capita) solo aria fritta.

Leggi anche Navi a perdere, lentamente ma si procede…

Sull’argomento vi consiglio Navi a perdere di Carlo Lucarelli

Vi invito a leggere il Manifesto degli stati generali dell’antimafia

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