L’isola di spazzatura nel bel mezzo del Pacifico. E’ più estesa della Francia

Oggi vi segnalo una curiosità che riguarda i rifiuti. Una curiosità talmente tragica che rischia di acquisire delle connotazioni grottesche.

Si tratta della gigantesca isola di spazzatura (è più grande dell’intera Francia!) che si trova nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, fra il Giappone e le Hawaii.

Scoperta nel 1997 dall’oceanografo Charles Moore, l’isola nasce a partire dagli anni Cinquanta per il combinarsi di due fenomeni: la stupidità umana e una corrente oceanica.

I rifiuti infatti provengono dai continenti (circa l’80%, solo il resto proviene da navi private o commerciali e da navi pescherecce) e vengono trascinati in questo immenso vortice dalla North Pacific Subtropical Gyre, una lenta corrente oceanica che si muove in senso orario a spirale, prodotta da un sistema di correnti ad alta pressione.


Il vortice si trova in un punto dell’Oceano lontano dalle rotte commerciali dove raramente si imbattono delle imbarcazioni. In passato la plastica non era così fitta, ma ormai la densità è diventata tale che in mezz’ora si possono tranquillamente contare 400 pezzi di plastica sulla superficie dell’oceano e si può parlare di una vera e propria isola galleggiante.

L’Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, stima che ci siano circa 18 mila pezzettini di plastica in ogni chilometro quadrato di mare, e che complessivamente il vortice dei rifiuti sia formato da 100 milioni di tonnellate di plastica.

Tutto questo ha creato una sorta di deserto oceanico in cui la vita è ridotta a pochi grandi mammiferi e pesci.

Quest’anno è partita addirittura una spedizione composta da due navi organizzata dalla Scripps Institution of Oceanography con l’obiettivo di raccogliere almeno un parte della plastica per riciclarla.

“E’ impressionante” dicono gli scienziati della spedizione “vedere una così forte impronta della presenza umana a centinaia e di chilometri di distanza dalle coste e in un luogo assolutamente deserto”.

Qualche dato: ogni anno nel mondo vengono prodotti 100 miliardi di chilogrammi di plastica, dei quali circa il 10% finisce in mare. Buona parte di questa plastica è scarsamente biodegradabile e rilascia in mare sostanze tossiche come gli stireni (cancerogeni) e il Bisphenol A (detto anche Bpa o bisfenolo), che può disturbare le funzioni ormonali e riproduttive dei pesci (pesci che, tra l’altro, poi finiscono sulle nostre tavole).

La plastica, sminuzzata in minuscole particelle, trasforma l’oceano in un immenso minestrone. Minestrone che finisce poi nello stomaco di molti animali marini conducendoli inevitabilmente alla morte.

Un’ultima curiosità. Guardate le foto sotto scattate da Chris Jordan, che nel suo ultimo lavoro, “Midway. Message from the Gyre”, documenta il vortice dei rifiuti. Ritraggono cadaveri decomposti di pulcini di albatross, nutriti (purtroppo per errore) dai genitori con pezzi di plastica, scambiati fatalmente per cibo.


Su Blogeko il vortice di rifiuti

Da Repubblica sempre il vortice

Il sito di Chris Jordan

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3 commenti a “L’isola di spazzatura nel bel mezzo del Pacifico. E’ più estesa della Francia”

VerdeNero » Blog Archive » Un’isola di spazzatura anche nell’oceano Atlantico Dice:

[...] oggi l’unica isola di spazzatura conosciuta era quella che si trova nel bel mezzo dell’oceano Pacifico, fra il Giappone e le Hawaii - estesa più o meno quanto la Francia -, ma quella individuata dagli [...]

elena sorgente Dice:

deprimente e sconcertante. mi domando perchè non si faccia alcunchè per rimuovere tutta questa spazzatura galleggiante?

VerdeNero » Blog Archive » Addio buste di plastica. Meno rifiuti per tutti Dice:

[...] 100 mila tartarughe marine che li confondono con il cibo - e infine come non ricordare l’isola di spazzatura (più estesa della Francia) che nell’Oceano Pacifico è composta quasi esclusivamente di rifiuti di [...]

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