Amianto, a dicembre si parte con il processo Eternit

Foto bleicher. La Germania ne ha riconosciuto la cancerosità già nel 1943, in Italia si è dovuto invece aspettare il 1992 perché con un’apposita legge (la n.257) si sancisse definitivamente la messa al bando dell’amianto.

Prima di allora, purtroppo, sono state centinaia di migliaia le persone che per motivi professionali sono venute a contatto con questo materiale.

L’amianto veniva utilizzato per produrre Eternit, il cemento-amianto impiegato per realizzare tegole, le famose lastre ondulate per tetti e capannoni, e vari oggetti di uso quotidiano. Oggi, fortunatamente, l’Eternit non contiene più traccia alcuna di amianto.


Oggi è così, è vero, ma in passato lo conteneva eccome, e questo è costato la vita a circa 1600 operai che lavoravano nella fabbrica Eternit di Casale Monferrato, in provincia di Torino.

Ma la cittadina piemontese non è stata l’unica a contare le vittime. Stesso discorso si può fare, infatti, per Cavagnolo, in provincia di Torino, Ruviera in Emilia, Bagnoli in Campania, Siracusa in Sicilia e molte altre zone d’Italia.

La prima malattia professionale amianto-correlata riconosciuta dall’Inail è stata l’asbestosi, ma a partire dal 1994 lo sono diventate anche il mesotelioma (pleurico, pericardico e peritoneale) e il carcinoma polmonare.

E proprio oggi, tra la commozione generale dei familiari delle vittime, il gup Cristina Palmesino ha rinviato a giudizio Stephan Ernest Schmidheiny e il barone belga Jean Marie Luis Ghislain De Cartier De Marchienne, i due imprenditori titolari del gruppo che lavorava l’amianto in Italia. L’accusa è di disastro doloso e rimozione volontaria di cautele.

Già, perché sin dagli anni ‘60 si sapeva che le fibre di amianto provocavano una forma di cancro, ma “a Casale Monferrato (Alessandria) e Broni (Pavia) Eternit e Fibronit continuarono a produrre manufatti sino al 1986 (1992 per Broni), tentando di mantenere i propri operai in uno stato di totale ignoranza circa i danni (sopratutto a lungo termine) che le fibre di amianto provocano, al fine di prolungare l’attività dello stabilimento e quindi dei profitti” (fonte Wikipedia).

In particolare a Casale Monferrato i morti e i contaminati da amianto sono (e saranno purtroppo) migliaia, anche perché lo stabilimento disperdeva con dei potenti aeratori la polvere di amianto in tutta la città, causando la contaminazione anche di persone non legate alle attività produttive dell’Eternit.

Così come racconta Patrick Fogli in Vite Spericolate dove Laura, la madre della protagonista (Caterina), muore a causa di un mesotelioma pur non avendo mai lavorato nella fabbrica del paese.

Ma torniamo alla realtà. il dibattimento per il processo Eternit prenderà il via il prossimo 10 dicembre. E si tratta certamente di una pagina importante della storia del nostro Paese. Una pagina che seguiremo fino in fondo nella speranza che alla fine un po’ giustizia verrà fatta nei confronti di quelle famiglie che hanno vissuto dolorosi lutti a causa dell’incauta e ingiustificabile sete di profitto di qualche imprenditore senza scrupoli.

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2 commenti a “Amianto, a dicembre si parte con il processo Eternit”

VerdeNero » Blog Archive » Amianto, si apre qualche spiraglio di luce Dice:

[...] il rinvio a giudizio nel processo Eternit per Stephan Ernest Schmidheiny e il barone belga Jean Marie Luis Ghislain De Cartier De Marchienne, [...]

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