Rifiuti, è emergenza anche in Sicilia

Foto Daniele Butera. Quando si parla di emergenza rifiuti la prima Regione che viene in mente è la Campania, ma non è solo lì che la minaccia dell’immondizia grava sulle teste dei cittadini e in conseguenza dell’ambiente.

Lo stesso discorso, infatti, vale anche per Palermo e per la Sicilia, dove la mancanza assoluta di politiche lungimiranti, nel corso delle amministrazioni che si sono succedute negli anni, ha condotto la Regione in uno stato di emergenza in tutto e per tutto simile a quello della Campania.

Ora, mi rendo conto che in questo periodo le problematiche da seguire, da un punto di vista strettamente giornalistico siano state molte, ma è inspiegabile (almeno dal mio punto di vista) il fatto che i media parlino così poco di un disastro di queste proporzioni.


Basta fare un breve giro su Internet per reperire con estrema facilità immagini di strade invase dai rifiuti, di gente esasperata e di auto compattatori costretti a fare il lavoro sporco. Immagini che ci riportano indietro di qualche mese quando l’Italia, ahimé per fatti poco edificanti (ma questa ormai è prassi), era balzata agli onori della cronaca internazionale, e che, in fondo, sono il segno tangibile di come da allora nulla sia cambiato (parlo naturalmente dell’emergenza rifiuti in Campania).

Così come è avvenuto a Napoli, perlomeno il centro di Palermo è stato liberato dai cumuli di rifiuti, ma questo non vuol dire che l’emergenza sia risolta.

Anzi, tutt’altro. I dipendenti dell’Amia, la municipalizzata palermitana, sono in fibrillazione e se a fine mese gli stipendi non saranno pagati torneranno a scioperare e lo spettro dei rifiuti tornerà a farsi avanti. Perché come scrive Giuseppe Oddo sul Sole 24 Ore “l’Amia è un malato grave”.

“Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata” aggiunge Oddo “ha chiesto al Governo nazionale un assegno di cento milioni di euro per far fronte all’emergenza e finora da Roma non è arrivato nemmeno un cenno di risposta”.

Questo perché dalla Capitale il Comune di Palermo ha già ricevuto, appena sei mesi fa, un assegno da 80 milioni di euro, che sono stati riversati nelle casse dell’Amia, di cui il Comune è azionista.

Ma l’emergenza, come scrivevo in precedenza, non riguarda solo Palermo, ma buona parte dei 27 Ato (Ambiti territoriali ottimali) a cui spetta il compito di gestire i rifiuti nell’isola. E’ emergenza quindi anche a Villabate, Ficarazzi e Bagheria, alle porte del capoluogo siciliano, mentre la situazione si fa complicata anche a Messina ed Enna.

E la domanda sorge spontanea: perché siamo arrivati a questo punto?

Innanzitutto perché la raccolta differenziata in Sicilia praticamente non esiste e le discariche naturalmente non ce la fanno più a recepire una mole tale di rifiuti. Allo stesso tempo non è neanche pensabile che la soluzione diventino i quattro inceneritori proposti a suo tempo dal governatore Cuffaro. Inceneritori che, sulla base di quanto stabilito dal Governo Berlusconi, trattandosi di emergenza, beneficerebbero anche degli incentivi Cip6, che provengono dalle nostre bollette e che dovrebbero invece finanziare le energie rinnovabili. E malgrado questo stato di cose le gare per gli inceneritori rischiano di andare deserte così come era accaduto ad Acerra (le offerte scadono il 30 di questo mese e non s’è ancora presentato nessuno).

Poi come dicevo, un’amministrazione dissennata e poco lungimirante ha fatto sì che, come nel caso dell’Amia, le municipalizzate non fossero in grado di pagare i propri lavoratori, mentre gli Ato, che avrebbero il compito di gestire i rifiuti, sono diventati solo dei bacini elettorali (e clientelari quindi) dove garantire posti agli amici nei consigli d’amministrazione.

Motivo per cui la maggior parte degli Ato siciliani è in uno stato di gestione economica fallimentare, e nonostante questa situazione la giunta siciliana, causa contrasti interni, non è ancora riuscita a far approvare una legge per la riduzione degli Ato da 27 a 10, così da abbattere costi e sprechi, ed evitare il collasso finanziario.

A Palermo l’esercito è sceso in strada per garantire che venisse tolta l’immondizia, la gente del quartiere Zen è quasi arrivata alle mani con i dipendenti dell’Amia, ma sembra che nessuno sia in grado di concepire una soluzione al problema, nonostante questa sia sotto gli occhi di tutti (vedi la proposta della Rete nazionale Rifiuti Zero).

Come è possibile, mi chiedo io, nel 2009 pensare di gestire i rifiuti senza ricorrere alla raccolta differenziata, conferendo la monnezza solo ed esclusivamente in discarica (che tra l’altro per legge, in Sicilia, non possono essere più costruite) e negl’inceneritori?

Ecco perché l’emergenza rifiuti in Sicilia non è affatto risolta

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Un commento a “Rifiuti, è emergenza anche in Sicilia”

VerdeNero » Blog Archive » Sicilia, un’emergenza rifiuti dimenticata Dice:

[...] Foto Bostik. Come scrivevo qualche giorno fa, l’emergenza rifiuti non è solo un problema della Campania, ma anche di altre regioni, prima fra tutte la Sicilia. [...]

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