La città delle nuvole. Intervista a Carlo Vulpio
Come vi avevo promesso ecco l’intervista a Carlo Vulpio che ho realizzato nel corso della Fiera del libro di Torino.
Si parla naturalmente de La città delle nuvole, l’inchiesta realizzata dal giornalista del Corriere della sera sull’inquinamento a Taranto.
Per i più smemorati ricordo che il libro rientra, insieme a Carte false e L’Italia chiamò, nell’ambito di VerdeNero Inchieste, la nuova collana di Edizioni Ambiente dedicata ai grandi temi ambientali. Buona lettura.
Che ne pensi del Protocollo d’intesa tra la Regione Puglia e l’Ilva di Taranto per la riduzione delle emissioni di diossina?
I protocolli d’intesa sono degli accordi bilaterali fatti tra i vari governi regionali e l’acciaieria Ilva. Questi accordi li ha fatti, prima dell’attuale presidente Vendola, anche il suo predecessore Fitto, ma non hanno mai portato a nulla e non hanno cambiato l’attuale situazione d’inquinamento della città pugliese.
Tutto ciò, fino a quando, nel dicembre 2008, non si è arrivati all’approvazione di una legge regionale sotto la presidenza Vendola; che sarebbe stata anche una buona legge qualora non fosse stata modificata tre mesi dopo dalla stessa maggioranza che l’aveva approvata, dopo un incontro a Palazzo Chigi tra Governo, sindacati, regioni, parti sociali, ma senza la partecipazione delle associazioni.
La legge regionale, che doveva fissare il limite europeo per la diossina (0,4 nanogrammi per metro cubo), è stata svuotata di contenuto con un’altra legge regionale, chiamata Atto di interpretazione autentica, che prevede che i controlli non vengano fatti 24 ore su 24, ma a fasi alterne, ad esempio la mattina, ma non la notte, cioè quando gli impianti vanno a pieno regime e anche oltre.
L’altro punto incriminato è quello relativo alla misurazione della diossina e dell’ossigeno. Perché se si varia il modo in cui si calcola il rapporto tra l’ossigeno e la diossina, la diluizione cambia e i risultati sono evidentemente alterati.
La diossina è un nemico subdolo che si accumula nel tempo. Però insieme alla diossina a Taranto ci sono gli idrocarburi policiclici aromatici, l’arsenico, il benzene, il benzopirene, tutte sostanze che l’associazione internazionale per la ricerca sul cancro giudica cancerogene e teratogene.
Ne La città delle nuvole si racconta di un bambino di Taranto a cui viene diagnosticato un tumore che solitamente colpisce i fumatori incalliti.
Sì, è vero. Si tratta di Silvio, colpito da una forma di tumore inedita per un bambino della sua età. L’ematologo autore della diagnosi, Patrizio Mazza, che lavora a Taranto da quindici anni, scopre che non si tratta di un tumore causato dal fumo, ma dagli effetti della diossina. E i genitori del bambino decidono così di andare a raccontare la loro storia in televisione.
E la reazione dei loro concittadini è sconcertante…
Queste persone sono state accusate di essere andate in tv per denaro. Fortunatamente la mamma di Silvio ha avuto una reazione molto coraggiosa e ha risposto che lo aveva fatto per il figlio, ma anche per tutti i tarantini, perché quasi ogni famiglia della città pugliese ha un malato di cancro in famiglia e molte volte si tratta di bambini, i soggetti più esposti a certe forme di leucemia.
Il Quartiere Tamburi è il simbolo della situazione di Taranto stretto tra l’acciaieria e il cimitero.
Ed è anche il simbolo di un modo di fare capitalismo e industria che risale al Paleolitico. Il Quartiere Tamburi esisteva prima dell’Italsider (poi Ilva) ed è stato aggredito dall’insediamento industriale come non accadeva neanche ai sobborghi inglesi della prima rivoluzione industriale. L’allora Italsider ha travolto tutto fregandosene dei piani regolatori e delle più elementari regole del buon senso.
Oggi il Quartiere Tamburi, per la sua vicinanza all’Ilva, è un perfetto esempio di città pakistana, perché solo nei paesi in via di sviluppo troviamo industrie così vicine ai centri abitati. Il fatto che il cimitero sia a ridosso del quartiere è naturalmente un caso, ma non è un caso che, negli ultimi anni, sia stato riempito di morti a un ritmo che può essere definito senza esagerazioni “di guerra”.





Giugno 11th, 2009 at 9:54 am
Ho sentito la presentazione del libro alla Fiera di Torino e ho comprato il libro. Sono arrabbiata con me stessa, perche solo adesso mi rendo conto che giornali e TV non raccontano la realtà…pensavo di essere una persona informata!
Grazie a Carlo, non importa se non è stato eletto, sono sicura che ha mille altri modi per continuare la sua battaglia civile che è anche la nostra.
Regalerò il suo libro, perchè anche gli altri sappiano!!!
Giugno 11th, 2009 at 6:03 pm
ciao Claudia, purtroppo quello che dici è vero. E tristemente non è una novità
Regalate i libri di VN! Regalatene più che potete!
Usiamo i mezzi che abbiamo. Anche il passaparola funziona
Agosto 26th, 2009 at 5:10 pm
[...] base della legge approvata dalla Regione Puglia (ma duramente criticata da Carlo Vulpio, autore del La città delle nuvole) già da quest’anno i valori dovevano scendere sotto i 2,4 [...]
Novembre 19th, 2009 at 5:26 pm
[...] Leggi La città delle nuvole. Intervista a Carlo Vulpio [...]