Moltitudine inarrestabile di Paul Hawken. Intervista a Dario Tamburrano
Il libro di Paul Hawken, Moltitudine inarrestabile, affronta una materia sfuggente e difficilmente inquadrabile negli schemi classici della sociologia e dell’analisi politica.
I movimenti di cui parla Hawken sono infatti nodi di una rete di cui nessuno conosce estensione e geometrie, e di cui si può avere una visione solo parziale.
Nonostante ciò, il “movimento di movimenti” esiste e opera, ogni giorno e in tutto il mondo. Anche in Italia sono attivi network impegnati per la giustizia sociale e la sostenibiltà ecologica: abbiamo chiesto a Dario Tamburrano, promotore del Movimento di transizione in Italia e coordinatore del gruppo di traduzione di Piano B 3.0 di Lester Brown, di raccontarci la sua esperienza della “moltitudine inarrestabile”.
Esiste un censimento (o anche solo un’ipotesi di censimento) delle organizzazioni italiane impegnate nelle tematiche ambientali e di giustizia sociale di cui parla Moltitudine inarrestabile?
Non credo esista un censimento, il lavoro di Hawken è probabilmente l’unico di questo tipo nel mondo, e come lui stesso dichiara è necessariamente un elenco incompleto. Quel che ha un grande significato non è tanto la dimensione delle organizzazioni o l’esistenza di un referente identificabile, ma la loro diffusione ubiquitaria e l’ordine di grandezza del loro numero: siamo di fronte a milioni di gruppi nel mondo. In Italia potrebbero essere diverse migliaia.
Che cosa fanno le organizzazioni? Quali sono i settori in cui sono più impegnate? Ed è esatto il termine “organizzazioni”?
Alla luce della mia esperienza, i settori in Italia rispetto ai quali c’è maggiore attenzione sono quelli della legalità e della tutela del territorio dall’aggressione ambientale. Nel nostro paese, infatti, le istituzioni che dovrebbero difendere e tutelare gli interessi reali, la sicurezza e la salute del cittadino, spesso sembrano lavorare in direzione del tutto opposta.
Più che di organizzazioni nel senso tradizionale del termine, con uno statuto registrato e delle cariche, si assiste al dilagare dell’associazionismo spontaneo di dimensioni a volte piccolissime (ci sono comitati formati da cittadini che abitano nella stessa via, altre volte i gruppi si formano in rete come iscritti a blog o forum).
L’avvento del social networking ha poi aumentato in maniera esponenziale il numero dei gruppi. Su Facebook una singola iniziativa può attirare un numero enorme di aderenti in pochi giorni, chi apre e gestisce un gruppo si trova a poter inviare informazioni a un numero considerevole di persone potenzialmente interessate.
Gli stessi soggetti poi partecipano di frequente a gruppi differenti, si assiste a una sorta di fecondazione incrociata, per cui non sempre è possibile distinguere con precisione tra i movimenti contro le mafie, per la legalità, l’acqua, le energie rinnovabili, la decrescita, la tutela della ruralità e degli ambienti naturali, l’opposizione al carbone, al nucleare, all’incenerimento dei rifiuti…
Quali sono, se ce ne sono, le specificità delle organizzazioni italiane? Che rapporti hanno con le organizzazioni straniere?
Se c’è una specificità in Italia è forse l’eccessiva frammentazione. A volte gli individualismi, gli interessi particolari o contrastanti di persone e singoli gruppi impediscono quella coesione necessaria al raggiungimento di una massa critica capace di ottenere risultati.
In Italia manca ancora la percezione diffusa di quelli che sono i beni comuni e vi è una immaturità nel programmare le azioni a lungo termine, non abbiamo cioè una prospettiva chiara di dove si voglia andare.
Per tale motivo mi ha affascinato il movimento della Transizione, è un network globale, ha una visione omnicomprensiva, quasi olistica e sviluppa piani di azione sui quali concentrarsi. Se c’è una cosa che all’estero invidiano agli italiani è la nostra grande creatività e adattabilità, qualità che credo ci sarà di grande aiuto nel prossimo futuro.
Qual è la lettura che i media tradizionali e la politica danno delle organizzazioni del movimento? Risente molto di stereotipi o categorie superate?
In Italia il silenzio dei media e della politica è davvero eclatante. Le richieste delle organizzazioni nate dal basso sono del tutto ignorate, e quando l’opera di denuncia o ostruzionismo sul territorio da parte dei movimenti raggiunge livelli di importanza tali da costituire una massa critica, i mezzi di informazione operano per mistificare o manipolare l’opinione pubblica.
In genere il primo tentativo è quello di inglobare all’interno del sistema i personaggi più rappresentativi. Se la cooptazione non ha successo, si passa ai tentativi di infiltrazione e diffamazione, che comprendono anche minacce e querele.
L’ultimo gradino dell’arroccamento istituzionale è quello legislativo: in questi ultimi anni sono state promulgate una serie di leggi pensate per contrastare le reazioni territoriali (ricordo, nell’aprile 2008, l’istituzione del segreto di Stato per le infrastrutture produttrici di energia come centrali elettriche e termovalorizzatori; nell’agosto 2008 è stata approvata la legge che di fatto costringe i comuni a privatizzare l’acqua; ci sono stati vari tentativi di limitare la libera circolazione delle idee su internet, culminati con la recente approvazione della proposta D’Alia; è avvenuto questo mese il passaggio delle competenze dalle Regioni al Governo per l’identificazione dei siti idonei alla realizzazione di infrastrutture atte alla produzione di energia nucleare e allo stoccaggio di rifiuti radioattivi. Esiste infine un disegno di legge in materia di responsabilità processuale delle associazioni di protezione ambientale che renderebbe rischiosissimo in termini economici presentare qualsiasi ricorso).
Tutto ciò avviene mentre vengono ignorate le proposte di legge popolare come quella per l’acqua pubblica o quelle lanciate da Beppe Grillo durante il primo V-day. Inoltre, sempre più spesso, assistiamo alla repressione con la forza delle proteste dei cittadini che rivendicano il diritto alla salute e alla vivibilità dei loro territori e che si oppongono allo strapotere politico-economico delle lobby del cemento, dell’energia e della gestione dei rifiuti.
Che cosa spinge le persone a impegnarsi e a partecipare? E quando le persone iniziano ad agire, cambia qualcosa nel loro ordine di valori o nei loro atteggiamenti?
Quel che appare evidente è che si sta diffondendo la consapevolezza che stiamo vivendo un momento che più di ogni altro del passato è cruciale, sia per garantire la sopravvivenza in un mondo vivibile sia per il mantenimento dei valori della democrazia. È un problema della nostra generazione che non possiamo rinviare ai posteri.
L’aggressione speculatoria sul territorio è divenuta ubiquitaria e soverchiante, il dissesto degli ecosistemi non è più un’ipotesi accademica, i rappresentanti delle istituzioni sono sfacciatamente arroganti, senza etica e senza soluzioni, la collusione con i poteri forti e la criminalità organizzata emerge in modo chiaro in ogni livello della società. È inevitabile che in molti individui crescano l’indignazione e il desiderio di attivarsi.
A questo aggiungerei che è forte il desiderio di ritrovare o crearsi un’identità all’interno del corpo sociale come mezzo per far fronte a un malessere diffuso, figlio della dissoluzione delle comunità tradizionali e dell’appiattimento sui valori della società consumistica e globalizzata. Vi è un crescente desiderio di maggiore spiritualità e condivisione.
Forse la visione di Pawl Hawken può oggi apparire ottimista, ma possiamo sperare che anche qui in Italia si diffonda quella benedetta irrequietezza splendidamente descritta in Moltitudine Inarrestabile…
Intervista di Diego Tavazzi - Redazione Edizione Ambiente





Febbraio 16th, 2011 at 1:18 am
salve il mio numero di tel. è 334 8238134, sappiamo tuti che il mondo è allo sbando, noi studiosi di globalizzazione-ambientale-economica, credo di non esserne il solo studioso di questa materia. o no? come l’effetto forno, studiato da me o come il freddo assiderale dell’universo studiato da me e non calcolato da nessuno o come ho teorizzato ed è praticabile, la scona energia infinita, dopo l’atomica; ma che è naturale. ma come sapete in questi anni, eravamo come delle erbacce e visti come tali, per la politica ed i potenti di questa globalizzazione, loro vedono solo il profumo dei dollari e il co2 del petrolio,per intenderci; quindi noi poi diventati cespugli, e la rete, forse non potremo convincerli;ma combattere con il loro stesso ego,cioè la comunicazione e la vendita dell’ecosistema,ho analizzato e studiato come si può navigare nello spazio,gli elementi sono tre,propellente infinito,tecnologia contro il nemico meteoriti e l’ultimo elemento,il nostro primo nutrimento,credo che sappiate quale sia il nostro primo nutrimento,perchè credo che per i figli di questi potenti,ne deduco dal l’oro comportamento che non lo conoscono ed è????…………………………..ARIA,QUINDI I BIFOLCHI NON SIAMO NOI.ma se ci togli a tuttied anche ad i tuoi figli il bene più prezioso della vita, credo che dovrebbero iniziare a ragionare,i danni che l’uomo sta creando secondo i miei studi sono pazzeschi,innondazioni,foreste bruciate e distrutte,da vari contesti,scioglimento dei ghiacci ed il suo innalzamento, questo è relativo, ma è il danno che sta procurando direttamente è enorme, terremoti e catastrofi naturali sempre più violenti,potenti e diciamo spettacolari; ma sempre a danno nostro,so come anche fermare o meglio rallentare i terremoti e le falde o chiatte, in cui noi sopra formiche ci muoviamo,sotto un mare di magma.mi interesserebbe avere e sapere un contatto con paul hawken,sapete..dire di avere teorizatico e si può fare l’energia infinita,una nuova forma di enrgia dl tutto naturale,ai petrolieri non è che piacerebbe,la sua potenza,ok al concetto di piano B; ma sigori,l’energia che può sviluppare questa mia idea è più potente di tante eruzioni di vulcani messa insieme,per intenderci,non sono l’ultimo arrivato su questi studi,si il mondo va….,no,il mondo va come vuole l’uomo e se va…perchè l’uomo potente vuole così,ma oggi signori,abbiamo sul piatto questa energia e di rendermi anonimo,vedendo il mio pianeta estinto dell’uomo,perchè l’uopmo deve anche capire che se si sono estinti anche dinosauri e milioni di specie, deve capire che anche l’uomo può estinguersi.in fin dei conti il vostro sito,questo è e dice,avvisa ed indica alle persone che la strada maestra che abbiamo preso non è quella giusta,quindi se galileo galilei, ha combattuto le sue teorie e fatti a rischio morte,anche oggi vi sono rischi;ma ormai possiamo essere non più cespugli;ma alberi di una grande foresta e dare realmente istruzioni per una strada maestra. spero che vogliate contattarmi, se credete nell’uomo e nel suo dire, abbiamo creduto alla fine in gallileo,colombo o marco polo, perchè non crdere in me?? a voi resta il punto di risposta ed aiutarmi,perchè dire quel che posso dire,è molto interessante; ma può salvare la terra; secondo i miei studi entro il 2014 o 15, non vi via di ritorno, perchè quel famoso, 20% di emissione di co2 che vogliono togliere nel 2020 e nel 2050 del 50%, sarà per chi capisce di tutto questo amplesso solo il 10% di allora, nel 2050 saremo se ci saremo, 15 miliardi di persone ed il consumo di tossicità diciamo, non è stato calcolando seguendo le mie teorie del consumismo,perchè nuovi mercati si apriranno, africa,america latina,sud asiatico. le correnti di pensiero e scienziati, non calcolano questo, perchè se quei 15 miliardi di persone andassero tutti nel 2050 andranno con un auto, credo,se è petrolio,gas, carbone o mais o spirito,di certo legno da ardere non ve ne sarà più,ma avete mai calcolato quanto ci costa la perdita i un albero in attivo di osigeno e perita di anidrite carbonica???forse anche voi avete bisogno di ulteriori amici evolutivi, un grande saluto.potrei dirne tante,non ditemi che il petrolio è finito,perchè i petrolieri controllano diciamo l’80% della politica mondiale e quindi quel petrolio che è rimasto,più quello che è difficile da trasformarlo,verrà trasformato,il prezzo salirà,quando le scorte pure saranno finite, questo è il concetto e quello che rimane di petrolio,se vi sarà un evoluzione culturale,economica e liberale in questi paesi ed in tutto il mondo,state certamente sicuri che il petrolio lo avremo anche nel 2050,signori.se vorrebbero,già da domani il mondo potrbbe essere tutto pale eoliche, allora perchè non lo fanno,noi dobbiamo puntare come loro hanno cercato di incuccarci la cultura petrolifera, noi ai GIOVANI dobbiamo icuccare la cultura alternativa,non a loro potenti;ma a i loro figli,ma nel piano b, non si parla di magnus ed utopia 2,le mie teorie e cioè che tutto ha un prezzo e tutto deve trasformarsi con un equilibrio,se non vi è questo equilibrio economico per questi potenti,non vi potrà mai esserci un cambiamento.saremo sempre erbacce,scusate;ma io dico le verità,perchè è questo che dite voi e quello che devono sapere tutti;ma con equità si cambia il mondo e con queste persone potenti,o purtropporimarrà sempre un miragio e solo a compimento di madre natura che dalle sue viscere si snaturerà per colpa loro e nostra,sarà troppo tardi quando lei,ci colpirà.oggi le alluvioni non sono più grandi quanto una città o un molise; ma vedete in australia, mezzo continente e sarà sempre peggio,ho studiato anche questo,ed è colpa dell’uomo,non vi saranno più uragani forza 5 o adesso quasi 6;ma come nel passato pasato,torneranno a forza 10 o 20, come terremoti e tutto ciò che di immenso ci appare.
Febbraio 16th, 2011 at 1:20 am
spero emiliano che mi aiuterai a contattare paul,grazie
Febbraio 16th, 2011 at 1:41 am
i miei scritti su utopia 2 e magnus, potrbbero aprire breccia, su una nuova visione del mondo, sono anni ed anni che hostudiato e previsto tutto; ma ho studato come uscirne ed il piano B, NON LO DICE, AVVERTE, bisogna creare un quaternario, un nuovo concetto economico, prima l’agricoltura e l’allevamento, poi l’industrializzazione e poi il terziario, se le mie idee sono giuste, si salva il pianeta e si da oltre un miliardo di posti di lavoro, il mio dire è basato su fatti, cioè muovere questo equilibrio mondiale non in buono dal male; ma come un gomitolo, rimetterlo in moto “riaggomitolandolo”, jack-james, ciao emiliano, scusami ma ho commesso degli errori sopra, ho tasti del computer che non mi vanno bene a volte,comunque se sei uomo di sapere, ne sentirai la densità del mio dire e non i suoi errori, ciao