Jolly Rosso, si fa luce sulla nave dei veleni
Sembra che finalmente l’ottimo lavoro svolto dalla Procura di Paola stia portando lentamente a sciogliere i nodi relativi alle vicende della motonave Jolly Rosso, la nave dei veleni affondata nei primi anni ‘90 a largo di Amantea, sulla costa tirrenica della Calabria.
L’indagine ha portato infatti all’individuazione dell’area in cui sono stati depositati illecitamente i rifiuti radioattivi che la nave conteneva, ma la cui esistenza non era mai stata accertata. Il sito si trova nell’alveo di un torrente nel comune di Serra d’Aiello.
Come ricorderete di questo caso si occupò Carlo Lucarelli con Navi a perdere, sicuramente uno dei libri di maggior successo della Collana VerdeNero.
In base agli accertamenti effettuati dal team della Procura sarebbero decine e decine i morti nella zona del Tirreno cosentino provocati dalla presenza di rifiuti radioattivi provenienti dall’affondamento del mercantile.
L’inchiesta della Procura viene svolta col supporto di rilevazioni scientifiche affidate a esperti chimici e altro personale specializzato che hanno presentato una serie di perizie che sono al vaglio dei magistrati.
Scopo dell’inchiesta è naturalmente quello di accertare le responsabilità legate all’occultamento dei rifiuti e di procedere successivamente alla bonifica del territorio contaminato dal materiale radioattivo.
Vi ricordo infine che è possibile ancora firmare l’appello promosso da Legambiente con il Comitato per la verità che intende rompere la congiura del silenzio che si è creata intorno ai traffici nazionali e internazionali di rifiuti e materiali radioattivi.
Carlo Lucarelli. Navi a perdere, il misterioso caso delle navi dei veleni
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