VerdeNero come forma di comunicazione sociale. L’intervista con Sofia Assirelli
Come vi avevo promesso la settimana scorsa, ho raggiunto per un’intervista Sofia Assirelli, la studentessa dell’università di Bologna che la settimana scorsa ha discusso la sua tesi di laurea su VerdeNero.
Si intitola “Il romanzo come forma di comunicazione sociale: la collana VerdeNero - Noir di Ecomafia” e gli è valso un 110 e lode in Comunicazione e Informazione sociale presso la facoltà di Lettere e Filosofia.
Abbiamo parlato approfonditamente del suo lavoro e delle potenzialità del nostro progetto a livello di comunicazione. Ecco cosa ne è uscito fuori.
Come è nata l’idea di scrivere su VerdeNero? Cosa ti ha colpito in particolare della nostra collana da farti venir voglia di realizzare una tesi di laurea?
In un certo senso non sono io ad aver cercato VerdeNero, ma VerdeNero ad avere trovato me. Un giorno qualcuno mi ha inviato uno dei romanzi della collana da recensire, ed io ho pensato solo Ecco. Volevo trovare un progetto che potesse unire la mia passione crescente nei confronti dell’editoria libraria alla comunicazione sociale, che è la materia specifica del mio corso di Laurea specialistica.
VerdeNero era insieme una collana editoriale e una campagna sociale: perfetto. È stata proprio questa l’origine del mio interesse per il progetto. Ma una ragione più lontana mi ha portato a questa tesi: l’amore che ho sempre nutrito nei confronti dell’immaginazione, e dell’immaginazione letteraria nello specifico.
Se ormai è difficile, quasi impossibile, riuscire ad avere fiducia nella realtà, perché allora non provare a dare una possibilità alla fantasia? E dunque, ecco perché ho avuto voglia di parlare di VerdeNero.
Hai riscontrato qualche difficoltà nel riuscire a trattare un tema del genere in ambito accademico o hai trovato apertura e aiuto da parte dei professori?
No, nessuna difficoltà. La comunicazione è un ambito accademico in cui la sperimentazione creativa, anche per quanto riguarda la stesura dell’elaborato finale, è fondamentale. E i professori caldeggiano l’interesse per argomenti originali.
Spiegaci in breve, se è possibile, qual è l’argomento della tua tesi?
Attraverso lo studio della collana VerdeNero ho esplorato la possibilità di utilizzare il romanzo all’interno di una campagna di comunicazione sociale. La questione può essere considerata da punti di vista diversi, che definiscono domande più specifiche.
Dal punto di vista della comunicazione sociale, ho cercato di stabilire se il romanzo può effettivamente essere utilizzato per altre campagne di questo tipo, e con quali modalità e limiti peculiari.
Considerando l’iniziativa come progetto editoriale, invece, mi sono chiesta se la componente di utilità sociale rappresenta un vantaggio, a livello di promozione e vendite, o un ostacolo nel raggiungere i lettori.
Infine, focalizzando l’attenzione sul romanzo, ho cercato di comprendere il tipo di seduzione che esso può esercitare sul lettore e, nel caso specifico di VerdeNero, quali meccanismi narrativi sono più efficaci e quali più “rischiosi” per sensibilizzare il lettore e orientarlo verso un’azione.
In generale ho anche riflettuto sulla possibilità che l’accostamento tra l’estetica dei romanzi e la denuncia delle schede “I fatti” di Legambiente (poste al termine dei romanzi VerdeNero), possa essere un’alternativa più onesta a quella commistione di informazione e intrattenimento che è l’infotaintment nelle sue varie applicazioni.
Molto brevemente, la conclusione a cui sono arrivata è che la collana è sia un buon progetto editoriale che un’originale campagna di comunicazione sociale, e le due nature del progetto si sono fuse e sostenute reciprocamente.
Da una parte l’aspetto di utilità sociale dell’iniziativa ha rappresentato per la collana un’occasione di maggiore visibilità mediatica e, ancor prima, un ottimo meccanismo di persuasione nei confronti degli scrittori, per partecipare al progetto.
D’altro canto, il progetto editoriale, con il suo assetto comunicativo esteso ha dato modo alla campagna sociale di raggiungere tanti pubblici diversi e vari interlocutori influenti, come giornalisti e opinion leader.
Per quanto riguarda il romanzo e la sua forza come strumento di comunicazione sociale ho concluso che esso non può essere autosufficiente nel sensibilizzare ed informare: non è questa la sua funzione e non può espletarla attraverso un regime di dichiarata finzione; deve necessariamente accostarsi o rimandare ad altri discorsi (le schede di Legambiente, per esempio). Infine, per quanto riguarda il rapporto tra etica ed estetica, VerdeNero ha dimostrato che sono molte le loro possibili sinergie creative, che devono essere esplorate.
Come ti sei trovata a collaborare con noi? Hai riscontrato disponibilità da parte degli scrittori?
Benissimo. Senza la disponibilità dei responsabili della casa editrice (soprattutto i pluri-intervistati Alberto Ibba, Michele Vaccari e Maddalena Cazzaniga) non avrei potuto scrivere nulla. Stesso discorso vale per gli autori: tutti si sono dimostrati gentili, pazienti e interessati alla mia ricerca.
Alla fine del tuo lavoro che idea ti sei fatta? Il romanzo può raccontare la società e le sue ombre più inquietanti?
Bisogna innanzitutto fare una premessa: non bisogna confondere la comunicazione sociale con il fatto che il romanzo può parlare della società. Il romanzo, secondo me, parla sempre della società, ed ha sempre una funzione sociale, con modi e impatti diversi. Il romanzo può raccontare i problemi sociali in una maniera assolutamente peculiare: con tecniche di seduzione proprie, che riescono a coinvolgere il lettore molto più di quanto può fare un report, però senza potere e volere arrivare a una verità oggettiva. Perché non fa parte della sua natura.
Altro discorso c’è da fare per la “comunicazione sociale” in senso stretto: anche se è difficile dare una definizione univoca, diciamo che si può intendere la comunicazione sociale come un’interazione strategica e coordinata tra diverse costruzioni di significato, volta a costituire un oggetto come problema sociale e conquistare arene pubbliche per la sua diffusione.
L’unico esempio a mia conoscenza di “utilizzo” del romanzo per una campagna di comunicazione sociale è proprio VerdeNero. E l’esempio di VerdeNero mi ha mostrato che fare del romanzo uno dei dispositivi comunicativi di una campagna di comunicazione sociale è possibile, ed è un’ottima idea.
Sai bene che una delle ambizioni più grandi di VerdeNero è quella di arrivare ai ragazzi e di collaborare con le scuole per avviare insieme un processo di sensibilizzazione, prima ancora che di comunicazione. Da ex studentessa e sulla base della tua più recente esperienza, credi che la scuola sia pronta ad avviare un processo del genere?
Forse la scuola in generale no, ma molti professori, insegnanti, docenti “illuminati” sì. Bisognerebbe avere il tempo, il modo e le risorse per tentare una comunicazione – e una sensibilizzazione – capillare prima di tutto nei confronti degli insegnanti, che potrebbero diventare casse di risonanza nei confronti dei ragazzi, promuovendo percorsi di lettura, presentazioni con l’autore, laboratori di scrittura/inchiesta. Ma la scuola è assolutamente la destinazione ideale dei romanzi VerdeNero: raggiungere molti giovani significherebbe il vero successo dell’iniziativa.
Tags: Collana VerdeNero





Luglio 24th, 2009 at 5:31 pm
[...] ricordo anche l’intervista fatta qualche mese fa con Sofia e pubblicata proprio su questo [...]
Febbraio 18th, 2010 at 2:42 pm
[...] VerdeNero come forma di comunicazione sociale. L’intervista con Sofia Assirelli [...]