Girolamo De Michele: “Ecomafia è anche confusione sulle parole”
Si è tenuta oggi la seconda giornata della Settimana per la legalità, un evento organizzato dalla Regione Lazio in collaborazione con Libera e Legambiente, che quest’anno ha il suo focus proprio nelle ecomafie.
Nei due incontri di oggi, quello di stamattina a mezzogiorno e quello di stasera alle sei, era prevista la partecipazione di due autori VerdeNero: Carlo Lucarelli, autore di Navi a perdere, e Girolamo De Michele, che ha firmato Con la faccia di cera.
Dico previsti perché purtroppo Lucarelli ha dovuto dare forfait all’ultimo minuto, ma se venite con me vi racconto meglio cosa ha detto De Michele nel corso dell’incontro di stasera.
Innanzitutto una breve premessa: preferisco focalizzare la mia attenzione sul discorso di De Michele, non perché durante i due incontri non sia emerso nulla di interessante, ma a causa del carattere estremamente divulgativo della manifestazione, dedicata soprattutto alle scuole, rischierei di ripetere cose (sicuramente degne di interesse) che su questo blog abbiamo trattato in varie occasioni.
Inoltre De Michele ha trattato un argomento a me carissimo e di estrema importanza per il nostro lavoro: sto parlando della semantica, ovvero il significato delle parole.
“A fianco della morte illegale delle ecomafie” dice De Michele “c’è quella legale rappresentata da casi come quello della Solvay che io racconto nel mio libro, Con la faccia di cera. Circa un quarto degli operai che hanno lavorato all’interno dello stabilimento chimico ferrarese sono già morti a causa di patologie tumorali riconducibili alla prolungata esposizione al Cvm, una sostanza di nota tossicità sin dagli anni Cinquanta”.
“Il fatto che questa nocività non fosse provata scientificamente, o almeno che non vi fosse certezza sulla correlazione diretta tra esposizione al Cvm e patologie tumorali come quelle riscontrate tra gli operai della Solvay, ha permesso alla multinazionale belga di continuare a lavorare il Cvm”.
“Sicuramente il rinvio a giudizio dei vertici della Solvay è una buona notizia” ha aggiunto De Michele “ma la cattiva notizia è che finché non sarà accertata questa correlazione la Solvay potrà continuare a produrre indisturbata Cvm, come fa attualmente in varie altre parti del mondo”.
E in un contesto del genere che ruolo ha la letteratura? Secondo De Michele “gli scrittori hanno la responsabilità di insegnare le parole, di chiarirne il significato”.
“Termovalorizzatore, ad esempio, è una parola che mente perché fa riferimento a una valorizzazione che non esiste. Quello che finisce negli impianti non scompare, né viene valorizzato in alcun modo, ma finisce nell’aria che respiriamo sotto forma di polveri sottilissime”.
“Il nome corretto è inceneritore, perché produce cenere che tutti noi respiriamo. La responsabilità dello scrittore sta proprio in questo, nel collaborare, affinché tutto questo venga chiarito”.
“L’ecomafia” chiude De Michele “è anche confusione sulle parole“.
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Con la faccia di cera, intervista a Girolamo De Michele
Foto Dino Olivieri
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