Sicilia, le mani dell’ecomafia sull’energia eolica
Foto mandaloo. Non stupisce venore a conoscenza di collusioni mafiose in Sicilia che riguardano il settore dell’energia eolica.
E’ successo in provincia di Trapani dove l’altroieri sono state effettuate otto ordinanze di custodia cautelare nei confronti di politici, burocrati e imprenditori siciliani, ma anche campani e trentini, che speculavano sull’energia del vento.
Ma venite che vi racconto nei dettagli cosa è successo e perché non è giusto criminalizzare un settore per una cosa del genere.
Gli arrestati, a vario titolo, avrebbero consentito alla famiglia Agate, di Mazara del Vallo, di controllare attività economiche, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici nel settore della produzione di energia elettrica mediante impianti eolici, anche attraverso lo scambio politico-mafioso di voti.
Lo schema era semplice: con la complicità di pubblici ufficiali in servizio al Comune di Mazara del Vallo, avrebbero rivelato notizie sottoposte a segreto d’ufficio, riguardanti uno schema di convenzione per la realizzazione di un parco eolico a cura della società “Enerpro”.
L’obiettivo era favorire la società concorrente, “Sud Wind S.r.l.”, permettendogli di presentare una convenzione analoga, ma a condizioni più vantaggiose.
Inoltre due fra gli indagati, Vito Martino (prima assessore, poi consigliere comunale di Mazara del Vallo) e Baldassare Campana (responsabile dello Sportello unico attivita’ produttive del Comune di Mazara del Vallo), avrebbero favorito la società “Sud Wind S.r.l.” nella stipula di una convenzione con il Comune di Mazara del Vallo per la realizzazione di una centrale eolica per la produzione di energia elettrica, ricevendo in cambio tangenti e mazzette da due responsabili della società.
Ora, vi dicevo: non mi sorprende il fatto che l’ecomafia abbia messo le mani anche sull’energia eolica, poiché quest’ultimo è un settore promettente che rappresenta il futuro dell’industria energetica - inoltre costruire un impianto superiore ai 200 kW di potenza significa accedere ai Certificati Verdi che consistono nel riconoscimento di un incentivo per tutta l’elettricità prodotta per la durata di 15 anni - ma questo non significa che tutto il settore sia corrotto.
Non si può infatti estendere semplicisticamente un’ipotesi di reato a un intero settore. Ed è necessario, come scrive Anev, l’associazione nazionale energia del vento “uniformare le procedure autorizzative con l’introduzione di quelle garanzie per i soggetti titolari di iniziative che possano eliminare quanto più possibile il rischio di procedure poco trasparenti da parte delle Amministrazioni e degli intermediari che possono trarre vantaggio dalla farraginosità delle procedure attualmente in essere nelle varie Regioni”.
Detto in parole povere, che si tratti di energia eolica o altro, c’è bisogno di creare un sistema che non invogli a delinquere, che non favorisca chi delinque e magari che impedisca proprio di delinquere, perlomeno con questa facilità.
Tagliare le gambe alle ecomafie - ma alle mafie più in generale - è necessario, perché altrimenti diventa inutile fare il grande salto dalle energie fossili a quelle rinnovabili. Ci ritroveremmo comunque con le mani legate, in balia di collusioni politico-mafiose e di dannosi clientelarismi.
Gli arresti dell’eolico in Sicilia
Tags: ecomafia, energia eolica, energie rinnovabili, Eolico





Febbraio 19th, 2009 at 10:12 pm
La corruzzione nelle istituzioni va contrastata, ma la mafia è un modello sociale-culturale-istituzionale-antiintrastatuale forte di un adattamento evolutivo-storico di oltre 7 (sette) secoli. Va per dovere democratico combattuta: buona fortuna!!!
natale bianchi