Al via la Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti. Intervista ad Antonio Pergolizzi

Foto fazen. Lo scrivevo ieri: il 29 gennaio il Senato ha dato il via libera all’istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Uno strumento che potrebbe tornare utile nella lotta a una delle ecomafie più temibili.

Come promesso ne ho parlato con Antonio Pergolizzi, coordinatore dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, colui che redige “I fatti” che accompagnano ogni numero della collana VerdeNero. Buona lettura!

Quali saranno concretamente le attività a cui si dedicherà la Commissione parlamentare?

Quale sarà l’agenda e i compiti della Commissione non è facile saperlo. Speriamo si utilizzi questo strumento di inchiesta parlamentare per fare chiarezza sui tanti nodi irrisolti legati ai traffici illeciti dei rifiuti, industriali e urbani. Dipenderà dalla effettiva volontà politica di smascherare l’ecomafia e gli intrallazzi in questo settore. Il rischio è che si alzino solo polveroni inutili. In tema dei rifiuti industriali la Commissione avrà – se ne avrà davvero voglia – molto da lavorare. Speriamo pure che questa sia anche l’occasione per gettare un fascio di luce sui tanti appalti legati alla gestione dei rifiuti comunali, al Sud come al Nord.

Non è certo questa la prima legislatura che istituisce una commissione del genere. E’ sufficiente una cosa del genere per far luce sul traffico illecito di rifiuti?

No, ma è uno dei tanti strumenti di conoscenza di un fenomeno criminale. La Commissione d’inchiesta sui rifiuti può essere un utile mezzo d’indagine perché ha i poteri necessari per agire, senza particolari procedure e burocrazie che contraddistinguono invece l’azione della magistratura, e dispone di competenze e professionalità adeguate. Insomma, si può fare un buon lavoro se lo si vuole veramente.

Da anni Legambiente chiede l’introduzione dei delitti ambientali nel Codice Penale. Quale ruolo potrà svolgere in questo senso la commissione?

Speriamo possa servire all’obiettivo di introdurre i delitti ambientali nel codice penale, soprattutto sottolineando la reale forza distruttiva della criminalità ambientale.

Sulla base dei dati a disposizione di Legambiente, qual è allo stato attuale la situazione relativa al traffico illecito di rifiuti. Intendo dire: possiamo fare un excursus dell’anno appena passato e ritrovare qualche dato, qualche segnale positivo?

Dati positivi: l’attività delle forze dell’ordine (115 inchieste in 6 anni, che hanno provato attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti), maggiore sensibilità nei cittadini. Dati negativi: il traffico illecito di rifiuti è un fenomeno che interessa oggi non solo il Sud, ma l’intero paese e continua a minacciare la salute dell’ambiente e dei cittadini attraverso la contaminazione dell’acqua e dei terreni agricoli.

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