Indipendenza energetica, la ricetta italiana a base di nucleare e gas
Venerdì, Gennaio 23rd, 2009
Ormai sembra quasi inutile ripeterlo, ma la ricetta del Governo Berlusconi per risolvere il problema dell’indipendenza energetica è questa: nucleare condito da gas proveniente da diversi paesi del mondo.
Lo dimostrano i via libera, uno dietro l’altro, a impianti di rigassificazione dislocati in ogni parte del territorio italiano. Dopo l’inaugurazione del rigassificatore di Rovigo, proprio di fronte al Parco del Delta del Po, è stata la volta del sì del Consiglio di Stato per quello di Livorno, in pieno Santuario dei Cetacei. E non c’è due senza tre, come si suol dire.
Il 20 gennaio infatti la conferenza dei servizi della Regione Sicilia ha dato il via libera definitivo alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle, a circa un chilometro dai confini del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.

L’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti è stata sicuramente una delle battaglie ambientaliste più riuscite degli ultimi anni. 300 mila metri cubi di cemento che si ergevano sul lungomare di Bari, buttati giù a suon di tritolo nell’ormai lontano 2006.
Chissà perché spesso le decisioni più sciagurate vengono prese dai nostri governi nei periodi di vacanza, che si tratti della calda e afosa estate o delle deliranti feste natalizie.
Torniamo a Chiaiano dopo aver analizzato qualche tempo fa i motivi della protesta della gente insieme al Comitato ChiaiaNODiscarica.
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