Stop al consumo di territorio, una campagna contro la cementificazione
Si chiama Stop al consumo di territorio ed è una campagna contro la cementificazione del suolo italiano.
Esiste un manifesto online lanciato da un gruppo di associazioni e siti internet, e un gruppo su Facebook al quale hanno aderito più di duemila persone.
Il messaggio è chiaro: basta costruire, basta spargere cemento ovunque, il suolo non è una risorsa infinita. Meglio riqualificare, usare quello che è già stato costruito e magari non abitato.
Si legge nel manifesto: “Soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati. Questo consumo di suolo sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza. La sua cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche e non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini”.
Spesso si tratta di pura e semplice speculazione edilizia - su questo tema vi consiglio il romanzo di Simona Vinci, intitolato Rovina - a cui ultimamente il taglio dell’Ici sta dando in qualche modo (e magari involontariamente…) una mano.
Scrive Maria Piva su Blogeko: “Chi costruisce una palazzina, un centro commerciale, un capannone deve versare alle casse comunali una cifra proporzionata alle dimensioni dell’edificio”.
Fino a qualche anno fa i Comuni usavano questa cifra, i cosiddetti gli oneri di urbanizzazione, soprattutto per pagare le opere pubbliche, ma ora con il taglio dell’Ici, la tassa sulla prima casa, che ha ridotto drasticamente il trasferimento di fondi ai Comuni, gli oneri diventano una delle pochi possibilità per le amministrazioni locali per sostenersi economicamente.
L’iniziativa Stop al consumo di territorio è promossa dal Gruppo P.E.A.C.E, dal Movimento per la Decrescita Felice, da AltrItalialtroMondo, da Cibernetica Sociale Italia, da Eddyburg e dall’Associazione dei Comuni Virtuosi.
Finora le adesioni sono state oltre 1200.
Visita Stop al consumo di territorio
Il manifesto
Gli oneri di urbanizzazione su Blogeko
Tags: cemento, speculazione edilizia





Febbraio 5th, 2009 at 2:35 pm
[...] Spesso si tratta di pura e semplice speculazione edilizia - su questo tema vi consiglio il romanzo di Simona Vinci, intitolato Rovina - a cui ultimamente il taglio dell’Ici sta dando in qualche modo (e magari involontariamente…) una mano. [continua...] [...]
Gennaio 25th, 2010 at 7:24 pm
[...] cemento ovunque, il suolo è una risorsa preziosa. Era questo, se vi ricordate il messaggio di Stop al consumo di territorio, la campagna contro la cementificazione del suolo italiano di cui vi parlai più o meno [...]
Gennaio 31st, 2012 at 7:21 pm
[...] tratta di Domenico Finiguerra, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, tra i promotori del movimento “Stop al consumo di territorio” che ha detto no al profluvio di nuovi ampliamenti edilizi concessi dal piano casa regionale [...]