Indipendenza energetica, la ricetta italiana a base di nucleare e gas
Ormai sembra quasi inutile ripeterlo, ma la ricetta del Governo Berlusconi per risolvere il problema dell’indipendenza energetica è questa: nucleare condito da gas proveniente da diversi paesi del mondo.
Lo dimostrano i via libera, uno dietro l’altro, a impianti di rigassificazione dislocati in ogni parte del territorio italiano. Dopo l’inaugurazione del rigassificatore di Rovigo, proprio di fronte al Parco del Delta del Po, è stata la volta del sì del Consiglio di Stato per quello di Livorno, in pieno Santuario dei Cetacei. E non c’è due senza tre, come si suol dire.
Il 20 gennaio infatti la conferenza dei servizi della Regione Sicilia ha dato il via libera definitivo alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle, a circa un chilometro dai confini del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.
Secondo Fulvio Conti, amministrazione delegato di Enel, che detiene il 90% del progetto, “questa è una risposta in positivo per difendere l’autonomia degli approvvigionamenti energetici di un paese”. Il nuovo impianto infatti consentirà di importare soprattutto gas nigeriano.
Ora, non vi devo certo rammentare io quanto sia instabile la situazione politica in Nigeria, così come lo è nella maggior parte dei paesi dai quali ci riforniamo di gas, che sia la Russia (vedi la recente crisi), la Libia, l’Algeria, l’Egitto, il Qatar e gli Emirati Arabi.
Ma più in generale mi fa sorridere pensare che con la soluzione a portata di mano si cerchi di perpetuare un sistema che sta dimostrando il suo fallimento ormai da tempo.
La soluzione è naturalmente fare affidamento sul solare a concentrazione, sul fotovoltaico, sull’eolico, sulla geotermia, sull’energia delle maree, e soprattutto sull’efficienza energetica. Le uniche soluzioni in grado di risolvere veramente il problema dell’approvvigionamento energetico.
Invece in Italia si continua sentir parlare solo di gas e recentemente sempre più spesso di nucleare. Lo ha fatto di nuovo Enel, proprio ieri, per voce di Simone Mori, direttore regolamentazione e ambiente dell’azienda. Secondo Mori bisogna accelerare i procedimenti autorizzativi per avere 8 centrali nucleari entro il 2020.
Ora, non intendo tornare su questioni già note a tutti, come la difficoltà di garantire un corretto smaltimento delle scorie o smantellare senza rischi una centrale - oltre al fatto che le centrali nucleari non sono convenienti dal punto di vista economico, ma Mori parla di centrali di terza generazione dimenticando però di ricordare, prima di tutto che ancora non esiste alcuna certezza in termini di sicurezza riguardo al funzionamento di queste ultime e che, terza o quarta generazione che sia, l’uranio non si trova nel giardino di casa nostra.
Torniamo al punto di partenza, l’indipendanza energetica. Neanche il nucleare garantisce l’approvvigionamento di materie prime. Ma su questo punto vi voglio rimandare a un’intervista che ho realizzato in questi giorni con un esperto del settore. Quindi abbiate pazienza fino a lunedì e riparleremo del problema in maniera più approfondita. A presto.
Il rigassificatore di Porto Empedocle
8 centrali nucleari in dieci anni
Questo post è stato postato Venerdì, Gennaio 23rd, 2009 alle ore 3:00 pm ed ècatalogato nella categoria Uncategorized. Puoi seguire le risposte al post con i feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.





Gennaio 24th, 2009 at 4:22 pm
Ciao Emiliano!
Ho scoperto da poco la collana VerdeNero: è un’iniziativa bellissima, complimenti a tutto il team!
Sono una studentessa del Master in comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste. Sto facendo una piccola ricerca su VerdeNero e volevo chiederti qualche informazione.
Vorrei sapere quali sono i titoli più venduti della collana e quali hanno generato maggior dibattito sui media. C’è un titolo che potrebbe rappresentare l’intera collana?
Parte dei proventi delle vendite è devoluta a Legambiente, è giusto?
Ti ringrazio per la cortese attenzione, ancora complimenti!
Adele
Gennaio 26th, 2009 at 12:23 pm
ciao Adele, ti ringrazio tantissimo dei complimenti! Fa piacere constatare che si sta lavorando bene
Per ogni tipo di informazione ti puoi rivolgere direttamente ad Alberto Ibba, responsabile della Collana. La sua email è: alberto.ibba@reteambiente.it
Un saluto e buon lavoro