La guerra del gas tra Russia e Ucraina. Il dilemma dell’indipendenza energetica

Foto splorp. Torna anche quest’anno la guerra del gas tra la Russia e l’Ucraina e il risultato è che per ora il gas proveniente da quelle zone è ridotto del 90%.

Il Governo, ministro Scajola in testa, si affanna a rassicurare la popolazione perché “ce la faremo a passare l’inverno e aumenteremo i rifornimenti da altri paesi”. Rimane il fatto che al ripetersi di ogni crisi torna in auge la discussione sull’indipendenza energetica che nessuna delle fonti fossili è in grado di garantire.

E allora che succede? Niente di nuovo. Si parla di diversificazione delle fonti e di ritorno al nucleare, ma a nessuno, dico nessuno!, tra le alte sfere del nostro illuminato Governo, viene in mente di pensare alle rinnovabili e all’efficienza energetica.

Innanzitutto facciamo un quadro più chiaro della situazione. Dalla Russia arriva circa il 20% del gas che consumiamo, il che significa che allo stato attuale abbiamo un deficit di flusso del 18%.

Sarà pure vero che non ci dobbiamo preoccupare, ma rimane il problema di fondo. Le fonti fossili non garantiscono l’indipendenza energetica così come non la garantisce il nucleare.

A meno che il ministro Scajola non abbia scoperto miniere di uranio nel suo giardino di casa non è certo l’atomo che ci può tirar fuori da questa situazione. Perché poi possiamo fare tanti lunghi e interessanti discorsi, ma anche se Scajola dice che presto sarà posata la prima pietra di una centrale nucleare italiana, la domanda che ci dovremmo porre è la seguente: è vero che il nucleare ci libera dalla dipendenza energetica?

Bé, l’esempio della Francia nucleare non apre orizzonti rosei in questo senso. Nonostante le sue 58 centrali che in questi giorni funzionano a pieno ritmo, la Francia per scaldarsi è costretta ad importare energia elettrica dall’estero. Ne avevamo già parlato ne Il mito del nucleare francese.

E quindi la conclusione sarà banale e scontata, ma sono solo due gli accorgimenti che ci possono liberare dall’incubo delle rinnovabili: l’impiego delle rinnovabili (solare fotoltaico, solare termodinamico, eolico, idroelettrico, maree, geotermico) e soprattutto una maggiore efficienza energetica degli impianti già esistenti.

Sarebbe bello se anche i nostri governanti ci arrivassero, ma temo che il mito del nucleare sia molto più attraente. E poi un Governo che toglie gli sgravi fiscali al risparmio energetico e che finanzia l’incenerimento dei rifiuti non mi sembra un cavallo buono su cui si possa puntare.

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