Catania, morti sospette all’università radioattiva
Vi sembra possibile morire per fare ricerca? Che ci crediate o meno questo è quello che è successo. Sembra assurda infatti la storia raccontata dal blog di Fabrizio Fazzino, ma non lo è poi tanto se si pensa come ci hanno abituato a pensare male nelle nostre italiche terre.
Si tratta di morti sospette all’università di Catania, e in particolare nella facoltà di Farmacia e di Matematica.
Nella prima sono state registrati negli ultimi anni 15 casi di decessi causati da tumori tra coloro che frequentavano il laboratorio, mentre nella seconda i casi sono 11.
Secondo una perizia eseguita da una società lombarda nel sito del laboratorio di Farmacia sarebbero state trovate contaminazioni da mercurio, zinco, antimonio, arsenico, cadmio, cromo, piombo, rame, nichel e stagno con percentuali che superano i livelli industriali.
Ed è già iniziata la fuga di docenti e studenti che stanno cercando aule alternative al di fuori della cittadella universitaria.
Stesso discorso per il Dipartimento di Matematica, dove secondo un recente studio realizzato dai professori Mario Gionfriddo e Lorenzo Milazzo la percentuale di incidenza tumorale nel periodo 2000-2007 per quanto riguarda il personale in servizio è stata dell’11,42%, contro una media nazionale pari al 2,0%, ovvero cinque volte tanto.
Ultima vittima di queste contaminazioni tossiche una dottoranda in Farmacia, Lucilla Inzerillo, stroncata a soli 24 anni da un tumore al colon.
Le cause? La magistratura sta indagando, ma un’ipotesi inquietante è quella paventata da Fabrizio. Ovvero la possibilità che la contaminazione possa provenire dai Laboratori Nazionali del Sud (LNS) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dove si stannno facendo esperimenti con un acceleratore di particelle.
Legittima quindi la sua domanda: perché altri esperimenti di questo tipo nel mondo vengano eseguiti a chilometri e chilometri sotto terra (ad esempio sotto il Gran Sasso) e qui si tiene un enorme acceleratore di particelle in mezzo a migliaia di studenti, docenti e ricercatori?
Forse, perché, come scrive Asimov, siamo una razza di deficienti?
Leggi il blog di Fabrizio Fazzino
Leggi Catania, strage nell’aula dei veleni. A Farmacia morti 15 ricercatori
Tags: catania, rifiuti radiottivi, tumori





Dicembre 30th, 2008 at 10:21 pm
Senza parole… però anche gli studenti!!!
Buttando nel lavabo residui come il mercurio dove speravano andassero a finire se non nelle falde sotterranee.
Un saluto da ilcatanese
Gennaio 14th, 2009 at 5:20 pm
stupido e fuoriviante prendersela con gli studenti caro ‘ilcatanese’ che se non istruiti su come comportarsi in un ambiente nuovo, come quello di un laboratorio, difficilmente immaginano come è giusto fare.
Ben più interessante è invece l’ipotesi del LNS come causa dei tumori.. (ipotesi già paventata da parecchia gente nei canali non ufficiali) ad oggi presso il dip. di Matematica sono stati eseguiti parecchi controlli su: presenza di gas Radon, inquinamento delle acque, inquinamento elettromagnetico e tutti i riscontri hanno portato a risultati tranquillizzanti. Resta di fatto che le morti ci sono e sono di gran lunga superiori le medie nazionali. Ora che sia causato dal Bario Zinco & co, o dalle onde elttromagnetiche delle decine di hot spot disseminiate per le strutture, o dalle radiazioni emesse dagli acceleratori di particelle.. adesso ha ben poca importanza.. ben più rilevanza ha invece il fatto che l’ateneo nulla sta facendo per programmare uno spostamento delle facoltà interessate.. per la serie.. siamo ottimisti il peggio è passato.. non si sa perchè è successo.. ma il futuro è roseo …
ps. fra l’altro se stiamo ad aspettare il procedimento della procura di Catania, probabilmente aspetteremo una decina d’anni per sapere che la colpa…. è di nessuno…come sempre.
Gennaio 27th, 2009 at 1:00 pm
> perché altri esperimenti di questo tipo nel mondo vengano eseguiti a chilometri e
> chilometri sotto terra (ad esempio sotto il Gran Sasso) e qui si tiene un enorme
> acceleratore di particelle in mezzo a migliaia di studenti, docenti e ricercatori?
Non ho precise informazioni sulla situazione di Catania (solo qualche chiacchiera quando sono stato lì un paio di mesi fa), ma mi sembra che si parli un po’ a vanvera.
Gli acceleratori di particelle sono sicuramente in grado di causare un po’ di radioattività, ma le sole “radiazioni” che hanno la capacità di attraversare schermi di qualche millimetro o percorsi in aria di più di un metro sono neutroni e raggi gamma. I neutroni sono emessi in genere dalle reazioni di fissione, che non credo vengano usate nel vostro acceleratore,e comunque con i i raggi gamma, se non venissero schermati adeguatamente ovviamente farebbero fuori prima di tutto i tecnici dell’acceleratore e i fisici, mi sembra difficile pensare che riescano a colpire prevalentemente i matematici alla distanza di qualche centinaio di metri (sono entrambi estremamente difficili da focalizzare in una direzione particolare). Comunque gli acceleratori sono di uso comune anche negli ospedali, e mi sa che quasi tutti i dipartimenti di fisica ne hanno uno.
Per quanto riguarda il Gran Sasso, non si tratta di un acceleratore ma di esperimenti passivi e vengono fatto sotto la montagna per ottenere un parziale schermaggio dalla radazione cosmica, quella sì veramente penetrante.
Gli agenti mutageni che si trovano facilmente in giro sono essenzialmente quelli di natura chimica, come appunto è successo a farmacia. Il grosso pericolo del laboratorio del Gran Sasso per esempio sono le tonnellate di sostanze chimiche utilizzate.
Febbraio 9th, 2009 at 1:31 am
Se non è l’acceleratore allora i 12 morti per tumore al Dipartimento di Matematica a cosa sono dovuti? Altre tesi più plausibili sono ben accette, ma a quanto pare le ricerche brancolano nel buio più nero.
Conan Doyle ne “Il segno dei quattro” mise in bocca a Sherlock Holmes la famosa frase “Una volta eliminato l’impossibile, quello che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità”…
Marzo 19th, 2009 at 12:35 pm
[...] | Razza di deficienti, verdenero Foto | razza di deficienti Fonte: [...]
Marzo 19th, 2009 at 12:36 pm
[...] | Razza di deficienti, verdenero Foto | razza di [...]
Febbraio 25th, 2010 at 5:41 pm
I laboratori del gran sasso si trovano sotto mille e quattrocento metri di roccia semplicemente per proteggere gli esperimenti dalla radiazione cosmica: questa inffatti renderebbe vani gli sforzi per studiare eventi che si verificano molto raramente e che sono cruciali per comprendere meglio la Natura. I Laboratori Nazionali del Gran Sasso possono per questo motivo essere considerati uno dei posti meno radioattivi del pianeta.