Raggiunto accordo Ue sul clima (ovvero Una barzelletta chiamata Italia)

Foto surfstyle. Aggiornamento: Dopo aver letto i termini dell’accordo raggiunto in sede europea sulla bozza di direttiva bisogna ammettere che non è proprio tutto oro quel che luccica. Per un approfondimento leggete Tra alti e bassi raggiunto accordo Ue sul clima.

Berlusconi non si smentisce. Solo dalla sua bocca potevano uscire le seguenti parole, parlando dell’approvazione del Pacchetto Clima dell’Ue - a lungo osteggiata dall’Italia: “Assurdo parlare di emissioni quando c’è una crisi in atto: è come uno che ha la polmonite e pensa di farsi la messa in piega”.

Ma il presidente del consiglio è una persona “versatile” e ci ha già abituato, più di una volta, a improvvisi colpi di scena, spesso al limite dell’umana comprensione.

Mentre scrivo infatti mi giunge notizia che il Pacchetto Clima finalmente è stato approvato. Ma sono i retroscena quelli di cui vi voglio parlare.

Come vi dicevo, l’Italia, mostrando tutta la sua miopia, ha osteggiato a lungo l’approvazione della direttiva sul clima, adducendo spesso scuse al limite della “chiacchiera da bar”. Ma anche di questo abbiamo parlato a lungo.

Il fatto più clamoroso è avvenuto appunto ieri, quando Berlusconi ha paragonato a lotta ai cambiamenti climatici a una messa in piega.

Va detto che il presidente del consiglio di messa in piega se ne intende, certamente più di me, ma questa volta la sua affermazione ha superato ogni llimite, mostrando tutta la malainformazione di cui vive questo Governo.

La stessa malainformazione che impedisce ai tecnici che consigliano ministri e presidente del consiglio di sapere che non sono pazzi visionari ambientalisti coloro i quali credono che i cambiamenti climatici sono un problema da non sottovalutare.

Lo stesso Bush, nell’ultimo periodo di governo, si era dimostrato un pochino più aperto rispetto alle torve chiusure espresse dall’Italia berlusconiana.

Dicevo, non stiamo parlando di ambientalisti fuori di senno, ma di gente tipo Rajendra Kumar Pachauri, economista capo dell’Ipcc, l’organo delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici, oppure Nicholas Stern, ex economista capo della Banca Mondiale.

Secondo Stern, tanto per fare un esempio, i cambiamenti climatici sono più pericolosi della crisi economico-finanziaria, e in base ai suoi calcoli i paesi sviluppati dovrebbero investire a partire da ora il 2% del proprio Pil nella lotta ai cambiamenti climatici, per impedire che nel 2050 i cambiamenti climatici causino una riduzione del Pil del 5-20%.

Bé, dopo aver fatto saltare dalla sedia più di una persona sana di mente con la storia della messa in pega, Berlusconi nel suo perfetto stile trasformista oggi ha dichiarato che l’Italia non metterà il veto sull’accordo paventato ieri.

Direte voi: si è rinsavito? Ha capito finalmente la posta in gioco? Neanche per sogno, Berlusconi dice: “Non posso opporre nessun veto sulla questione del clima, perché non posso fare la figura del cattivo nei confronti di una sinistra che utilizzerebbe questa mia posizione per fare lotta politica e degli ambientalisti”.

Poi in realtà dice che il motivo sta nel fatto che l’Italia ha ottenuto l’80% di quello che aveva chiesto. La preoccupazione era infatti per le nostrane industrie manifatturiere. Le nostre imprese, ha dichiarato ripetutamente Berlusconi, bisogna tutelare le nostre imprese! Dimenticando forse che se continuiamo di questo passo ci sarà ben poco da tutelare - Stern docet.

Bé, poi come vi dicevo, qualche minuto fa arriva l’annuncio dell’accordo raggiunto. Meno male, ma come si fa a dimenticare tutto quello che è accaduto prima?

Ue, raggiunto accordo sul clima

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