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	<title>Commenti a: Nucleare, la provincia di Bari dice no. E non è l&#8217;unica&#8230;</title>
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	<description>ecomafie noir mafia libri</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 23:10:15 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Emiliano</title>
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		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 15:08:13 +0000</pubDate>
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		<description>quello che scrivi non fa una piega. Peccato che i recenti fatti politici italiani (vedi approvazione Ddl sviluppo) dimostrano quanto siamo in realtà lontani da tutto questo</description>
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		<title>Di: Mich</title>
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		<dc:creator>Mich</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:21:13 +0000</pubDate>
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		<description>La scelta del ritorno al nucleare in Italia deve essere al più presto riconsiderata. Il fatto di costruire nuove centrali condizionerà molto la nostra bolletta, se non la nostra salute, che a mio parere è la cosa più importante. 

1. Non bisogna infatti pensare che acquistare l'uranio (che per di più sta diventando un metallo prezioso a causa dell'incontrollato sfruttamento delle miniere) sia meno conveniente del petrolio: una volta comprato va trattato, arricchito e ancora, usato e riarricchito. Chi sosterrà questi costi? Di stabilimenti del genere in Italia non ne abbiamo, tantomeno di miniere cosicchè arriveremo al punto di doverlo comprare al prezzo stabilito delle nazioni che possiedono i giacimenti principali. Se per esempio decideranno di aumentare il prezzo, la nostra bolletta aumenterà ancora. 

2. Non bisogna assolutamente pensare che la reazione nucleare (che sprigiona radioattività, cioè un'insieme di onde invisibili e dannose) si fermi all'interno del corpo di cemento armato dello stabile. Le onde escono, si diffondono nell'ambiente e oltrepassano i nostri di corpi, senza che ce ne accorgiamo, mutando il nostro dna e in generale, il genoma umano. Tali cambiamenti possono manifestarsi subito, come testimoniano le deformazioni di animali che pascolano vicino ai prati delle centrali o ai tanti casi di leucemie nei bambini (come è successo a Krummel, in Germania) oppure possono sorgere non dico tra due o cinque anni, ma tra molto tempo, portando mutazioni genetiche, che spesso non sono molto accette

3. Il nucleare produce rifiuti: le famose scorie nucleari. Già di questi tempi non sappiamo dove mettere tali scarti, ovvero non abbiamo un deposito definitivo, capace di tenerle al sicuro per quei pochi milioni di anni necessari all'eliminazione della radioattività. Siamo talmente messi male che siamo arrivati al punto di tenere e smaltire le scorie nucleari in uno scantinato (Castelmauro - Molise). Con le centrali le scorie aumenteranno... Avete già liberato la vostra di cantina?

Queste non vogliono essere provocazioni ma spunti di riflessione che dovrebbero portare i politici sui loro passi, distraendoli momentaneamente da quella che è la situazione energetica italiana attuale ma che vorrebbero portarli a considerare la ricaduta delle loro scelte sulle generazioni future. Si dovrebbero invece valorizzare le fonti inesauribili e in Italia già presenti: perchè non destinare i fondi per il nucleare all'acquisto di un pannello solare per ogni casa o per ogni ufficio? Perchè non sfruttare decentemente l'energia eolica chiudendo gradualmente le centrali termoelettriche? Anche un semplice referendum (perchè attenzione: siamo una democrazia da ''demos''=popolo) potrebbe far scaturire qualche dubbio consistente.
Voi che ne pensate?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta del ritorno al nucleare in Italia deve essere al più presto riconsiderata. Il fatto di costruire nuove centrali condizionerà molto la nostra bolletta, se non la nostra salute, che a mio parere è la cosa più importante. </p>
<p>1. Non bisogna infatti pensare che acquistare l&#8217;uranio (che per di più sta diventando un metallo prezioso a causa dell&#8217;incontrollato sfruttamento delle miniere) sia meno conveniente del petrolio: una volta comprato va trattato, arricchito e ancora, usato e riarricchito. Chi sosterrà questi costi? Di stabilimenti del genere in Italia non ne abbiamo, tantomeno di miniere cosicchè arriveremo al punto di doverlo comprare al prezzo stabilito delle nazioni che possiedono i giacimenti principali. Se per esempio decideranno di aumentare il prezzo, la nostra bolletta aumenterà ancora. </p>
<p>2. Non bisogna assolutamente pensare che la reazione nucleare (che sprigiona radioattività, cioè un&#8217;insieme di onde invisibili e dannose) si fermi all&#8217;interno del corpo di cemento armato dello stabile. Le onde escono, si diffondono nell&#8217;ambiente e oltrepassano i nostri di corpi, senza che ce ne accorgiamo, mutando il nostro dna e in generale, il genoma umano. Tali cambiamenti possono manifestarsi subito, come testimoniano le deformazioni di animali che pascolano vicino ai prati delle centrali o ai tanti casi di leucemie nei bambini (come è successo a Krummel, in Germania) oppure possono sorgere non dico tra due o cinque anni, ma tra molto tempo, portando mutazioni genetiche, che spesso non sono molto accette</p>
<p>3. Il nucleare produce rifiuti: le famose scorie nucleari. Già di questi tempi non sappiamo dove mettere tali scarti, ovvero non abbiamo un deposito definitivo, capace di tenerle al sicuro per quei pochi milioni di anni necessari all&#8217;eliminazione della radioattività. Siamo talmente messi male che siamo arrivati al punto di tenere e smaltire le scorie nucleari in uno scantinato (Castelmauro - Molise). Con le centrali le scorie aumenteranno&#8230; Avete già liberato la vostra di cantina?</p>
<p>Queste non vogliono essere provocazioni ma spunti di riflessione che dovrebbero portare i politici sui loro passi, distraendoli momentaneamente da quella che è la situazione energetica italiana attuale ma che vorrebbero portarli a considerare la ricaduta delle loro scelte sulle generazioni future. Si dovrebbero invece valorizzare le fonti inesauribili e in Italia già presenti: perchè non destinare i fondi per il nucleare all&#8217;acquisto di un pannello solare per ogni casa o per ogni ufficio? Perchè non sfruttare decentemente l&#8217;energia eolica chiudendo gradualmente le centrali termoelettriche? Anche un semplice referendum (perchè attenzione: siamo una democrazia da &#8221;demos&#8221;=popolo) potrebbe far scaturire qualche dubbio consistente.<br />
Voi che ne pensate?</p>
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