Nucleare, la provincia di Bari dice no. E non è l’unica…
Foto di Simone Ramella. In un periodo in cui il nucleare sembra essere tornato in auge in Italia, leggere notizie del genere fa veramente piacere. La Giunta provinciale di Bari dice no all’energia atomica e lo fa con una delibera in cui dichiara il territorio della provincia ”denuclearizzato” e vieta l’installazione di centrali che sfruttino questo tipo di energia.
Si tratta di un atto simbolico, ma certamente importante vista la volontà del governo di ritornare a utilizzare una fonte di energia alla quale gli italiani avevano detto no tramite referendum più di vent’anni fa. Volontà testimoniata dalle ultime notizie che vorrebbero una centrale proprio nel Comune di Mola di Bari.
E la giunta pugliese non è l’unica a opporsi al nucleare. Con lei ci sono tanti cittadini italiani consapevoli della pericolosità che scelte del genere comporterebbero. Proprio in questo senso è nata la petizione per dire no al nucleare lanciata dalla lista civica nazionale Per il bene comune.
La Giunta provinciale di Bari dice no al nucleare
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Tags: energia nucleare, petizione





Luglio 22nd, 2009 at 2:21 pm
La scelta del ritorno al nucleare in Italia deve essere al più presto riconsiderata. Il fatto di costruire nuove centrali condizionerà molto la nostra bolletta, se non la nostra salute, che a mio parere è la cosa più importante.
1. Non bisogna infatti pensare che acquistare l’uranio (che per di più sta diventando un metallo prezioso a causa dell’incontrollato sfruttamento delle miniere) sia meno conveniente del petrolio: una volta comprato va trattato, arricchito e ancora, usato e riarricchito. Chi sosterrà questi costi? Di stabilimenti del genere in Italia non ne abbiamo, tantomeno di miniere cosicchè arriveremo al punto di doverlo comprare al prezzo stabilito delle nazioni che possiedono i giacimenti principali. Se per esempio decideranno di aumentare il prezzo, la nostra bolletta aumenterà ancora.
2. Non bisogna assolutamente pensare che la reazione nucleare (che sprigiona radioattività, cioè un’insieme di onde invisibili e dannose) si fermi all’interno del corpo di cemento armato dello stabile. Le onde escono, si diffondono nell’ambiente e oltrepassano i nostri di corpi, senza che ce ne accorgiamo, mutando il nostro dna e in generale, il genoma umano. Tali cambiamenti possono manifestarsi subito, come testimoniano le deformazioni di animali che pascolano vicino ai prati delle centrali o ai tanti casi di leucemie nei bambini (come è successo a Krummel, in Germania) oppure possono sorgere non dico tra due o cinque anni, ma tra molto tempo, portando mutazioni genetiche, che spesso non sono molto accette
3. Il nucleare produce rifiuti: le famose scorie nucleari. Già di questi tempi non sappiamo dove mettere tali scarti, ovvero non abbiamo un deposito definitivo, capace di tenerle al sicuro per quei pochi milioni di anni necessari all’eliminazione della radioattività. Siamo talmente messi male che siamo arrivati al punto di tenere e smaltire le scorie nucleari in uno scantinato (Castelmauro - Molise). Con le centrali le scorie aumenteranno… Avete già liberato la vostra di cantina?
Queste non vogliono essere provocazioni ma spunti di riflessione che dovrebbero portare i politici sui loro passi, distraendoli momentaneamente da quella che è la situazione energetica italiana attuale ma che vorrebbero portarli a considerare la ricaduta delle loro scelte sulle generazioni future. Si dovrebbero invece valorizzare le fonti inesauribili e in Italia già presenti: perchè non destinare i fondi per il nucleare all’acquisto di un pannello solare per ogni casa o per ogni ufficio? Perchè non sfruttare decentemente l’energia eolica chiudendo gradualmente le centrali termoelettriche? Anche un semplice referendum (perchè attenzione: siamo una democrazia da ”demos”=popolo) potrebbe far scaturire qualche dubbio consistente.
Voi che ne pensate?
Luglio 22nd, 2009 at 5:08 pm
quello che scrivi non fa una piega. Peccato che i recenti fatti politici italiani (vedi approvazione Ddl sviluppo) dimostrano quanto siamo in realtà lontani da tutto questo