Sporchi da morire, arriva il film su inceneritori e nanoparticelle
Dopo Biùtiful Cauntri arriva Sporchi da morire, un film-documentario che indaga il mondo degli inceneritori, delle nanoparticelle e delle alternative possibili.
Sporchi da morire è stato realizzato da Marco Carlucci e Matteo Morittu, in collaborazione con il giornalista David Gramiccioli.
Sul sito del film trovate già un bel trailer di dieci minuti che vi dà un’idea degli argomenti trattati e dei personaggi coinvolti.
Uno dei protagonisti è Stefano Montanari, studioso impegnato ormai da anni nella lotta contro gli inceneritori e nella diffusione di informazioni che provino la pericolosità di questi ultimi. Ma non compare solo lui, noterete anche una fitta schiera di medici e politici che si prodigano per rassicurare i cittadini del fatto che gli inceneritori non fanno male.
Sporchi da morire è un viaggio tra l’Italia, gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi, la Germania, la Francia, la Spagna e l’Austria realizzato da David Gramiccioli. Un viaggio che indaga i problemi, ma che cerca anche le soluzioni possibili.
I problemi sono evidenti, nanopatologie, legame fra incidenza del cancro e inceneritori, e antieconomicità, così come sono evidenti le soluzioni, raccolta differenziata, riduzione dei consumi, riduzione degli imballaggi - come ad esempio l’utilizzo dei detersivi alla spina - e infine il trattamento meccanico biologico.
Purtroppo le soluzioni trovate finora dal nostro paese vanno in tutt’altra direzione. Lo dimostra le recente decisione del Governo di reistituire i Cip6 per gli inceneritori. Parlo degli incentivi, presi direttamente dalle nostre bollette, che dovrebbero andare alle rinnovabili, ma che in Italia continueranno a foraggiare i “termodistruttori”.
Riusciranno le nuove generazioni a perdonarci questo suicidio ambientale?
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