Impronta ecologica, agli italiani servirebbero più di due pianeti

improntaSi chiama impronta ecologica ed è un indice statistico utilizzato per misurare la richiesta umana nei confronti della natura. Essa mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle.

La biocapacità globale è di circa 2,1 ettari pro-capite mentre in Italia ne consumiamo una media di 4,8 a testa. Sicuramente meno degli Stati Uniti, i maggiori divoratori di pianeta a livello globale, che si attestano sui 9,4 ettari, ma non per questo lo possiamo considerare un dato confortante. L’Italia infatti è al 24° posto nella classifica mondiale dell’impronta ecologica.

Questi dati sono stati presentati ieri a Roma, presso la sede del Wwf, in occasione della presentazione della settima edizione del Living Planet Report 2008. Nel corso della mattinata è stata presentata anche la nuova edizione de L’Impronta Ecologica di Mathis Wackernagel e William E. Rees, un libro pubblicato in Italia da Edizioni Ambiente che è diventato negli anni un vero e proprio classico negli studi sulla sostenibilità.

Ma passiamo ai fatti. Secondo il Wwf negli ultimi 45 anni il consumo delle risorse planetarie è più che raddoppiato. Le cause? L’incremento demografico e dei consumi individuali. Nel 1961 infatti quasi tutti i paesi possedevano una capacità sufficiente a soddisfare la propria domanda interna, mentre oggi la situazione è radicalmente mutata.

Tre quarti della popolazione umana vive in paesi “debitori” in termini ecologici, dove i consumi nazionali hanno di gran lunga superato la capacità biologica nazionale.

“Abbiamo nei confronti del pianeta lo stesso atteggiamento dilapilatorio che le istituzioni finanziarie hanno avuto nei mercati” dice Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia. “Siamo abituati a pensare nel breve termine mirando ad una crescita materiale e quantitativa ormai insostenibile basata sullo sfruttamento dissennato delle risorse naturali senza alcuna considerazione delle generazioni che abiteranno questo pianeta dopo di noi. Gli effetti di una crisi ecologica globale sono persino più gravi del disastro economico attuale”.

Siamo di fronte infatti a una vera e propria recessione ecologica, e continuare ad alimentare il nostro deficit nei confronti del pianeta ci porterà sull’orlo di una catastrofe planetaria.

Soluzioni? Il Wwf indica una serie di azioni mirate all’efficienza energetica, all’uso delle rinnovabili e alle tecnologie a basse emissioni. Obiettivo: soddisfare la domanda di energia prevista per il 2050 con una riduzione in emissioni di anidride carbonica dal 60 all’80%.

Impronta ecologica

Living Planet Report 2008

L’impronta ecologica - Come ridurre l’impatto dell’uomo sulla Terra

Foto di Crackedpavement via Flickr

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